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Eccellenze catanesi: una terra di talenti e di cervelli

Eccellenze catanesi, innovazione e cultura

Catania, terra di eccellenze e fucina di idee. Grembo di madre e donna intransigente. Seducente, ammaliante e a volte aspra e prepotente. Catania si racconta anche attraverso i suoi figli e tramite coloro che hanno avuto l’occasione di viverla. Le eccellenze catanesi sono tante, i feraci ingegni ancor più di quello che si potrebbe immaginare. Oggi con itCatania vogliamo parlavi di alcuni giovani che portano alto il nome della loro terra nel mondo. Giovani che, recentemente, hanno ricevuto premi e riconoscimenti importanti.

Ricercatori Italiani
Eccellenze italiane: studio, sacrifici e riconoscimenti. (Fonte: wikipedia.org)

Eccellenze catanesi: tre ramacchesi tra i protagonisti della seconda edizione del Premio Nazionale ANGI

La seconda edizione del Premio Nazionale ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori – si è svolta nella cornice dell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. Nel corso della cerimonia sono state premiate aziende e personalità che hanno contribuito allo sviluppo e alla formazione di nuove tecnologie; alla diffusione della cultura e alla ricerca scientifica e tecnologica. Tra i premiati spiccano i nomi di tre giovani eccellenze catanesi. Il primo è Federico Nicolosi, classe 1985. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania; specializzato in Neurochirurgia presso l’Università di Milano. Attualmente è Consultat presso l’Humanitas di Milano e responsabile della sezione Education della Young Neurosurgeons Committee della Federazione Mondiale di Neurochirurgia.

Il progetto sviluppato dal giovane siciliano si chiama UpSurgeOn; una startup specializzata in sistemi Hi-tech dedicati alla formazione avanzata in neurochirurgia. Il progetto produce strumenti altamente tecnologici per il perfezionamento didattico in ambito chirurgico, promuove la divulgazione scientifica con contenuti gratuiti e/o a basso costo per formare e aiutare i paesi in via di sviluppo. Il secondo, invece, si chiama Giordano Sottosanti, classe 1985. Sottosanti, esperto di comunicazione e appassionato di arte e di storia, è stato nominato a Componente di Presidenza dell’Associazione ANGI. Nel 2012, per conto del Dipartimento Cultura del Comune di Roma Capitale, ha realizzato un progetto finalizzato alla digitalizzazione e alla messa in rete del patrimonio documentario pubblico custodito presso l’Archivio Storico Capitolino.

Non solo ricerca scientifica e tecnologica

Dalla ricerca alla musica. La terza a ricevere un premio speciale, infatti, è Ludovica Caniglia. La giovane è nata a Catania nel 1998 ed è crescita a Ramacca. Studia canto fin da quando era bambina. Ha composto sei brani per la fiction “Non dirlo al mio capo” in onda su Rai 1 e ha partecipato al talent Amici di Maria De Filippi.

Il Palazzo dell’Università di Catania ubicato nella piazza omonima – Berthold Werner [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Gli ultimi successi per l’Università di Catania

I tre talenti siciliani non sono gli unici ad avere ricevuto recentemente dei riconoscimenti. Tra i giovani ricercatori italiani, difatti, troviamo i nomi di Cesarina Giallongo e di Giuseppina Camiolo. Le dottoresse di ricerca in Basic and Applied Biomedical Sciences. – Corso di dottorato internazionale del dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche -, hanno ricevuto rispettivamente il primo e il secondo premio riservato ad Under 40 in Hematology 2019. Giovani ematologi a confronto. La competizione, promossa dalla casa editrice Mattioli Health con il patrocinio della Società italiana di Ematologia e della Società italiana di Ematologia sperimentale, riservata ai ricercatori di età inferiore ai 40 anni impegnati nella ricerca in ambito ematologico.

La dottoressa Giallongo ha partecipato con il progetto “Inhibition of TLR4 signaling affects mitochondrial fitness and overcomes bortezomib resistance in myeloma plasma cells“. Lo studio evidenzia il ruolo di un recettore transmembrana, il TLR4, nello sviluppo della resistenza agli inibitori del proteosoma, in particolare il Bortezomib, farmaco tra i più usati per il trattamento del mieloma multiplo.

La dottoressa Camiolo, invece, con “Iron induces bortezomib resistance in Myeloma model” evidenzia il ruolo del metabolismo del ferro. Il ferro e un’alterazione del suo metabolismo nel microambiente del mieloma potenzia il metabolismo energetico delle plasmacellule rendendole meno sensibili al farmaco. Potrebbe, ancora, favorire l’alterazione funzionale dei macrofagi favorendo la loro trasformazione in cellule favorenti il supporto della malattia. Il ferro, infatti, potenziando l’attività mitocondriale delle plasmacellule, riduce il danno indotto dal Bortezomib (il farmaco agisce danneggiando la funzionalità mitocondriale). Inoltre, promuovendo l’alterazione del metabolismo del ferro, la trasformazione dei macrofagi del microambiente midollare in TAMs impedisce il riconoscimento da parte del sistema immunitario delle plasmacellule di mieloma quali cellule malate.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”
Eccellenze catanesi: una terra di talenti e di cervelli ultima modifica: 2019-12-19T10:57:08+01:00 da Cristina Gatto

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