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Tra caldarroste e buon vino: l’autunno catanese è arrivato!

Etnalife

Autunno fa rima con castagne. Oggi vi racconteremo tutti i segreti per raccogliere le castagne alle pendici dell’Etna e le curiosità per gustarsi al meglio questo tipico frutto secco autunnale.

I luoghi e i percorsi per raccogliere le castagne sull’Etna

La magia inizia nel mese di ottobre. I boschi del Parco dell’Etna e delle zone limitrofe si riempiono di strani ricci, pungenti all’esterno, ma con un cuore gustoso all’interno. Sono le castagne che, uniche nel loro genere, regalano al palato un gusto particolare, grazie al terreno lavico sul quale crescono rigogliose.

I catanesi, armati di un abbigliamento congruo e molta pazienza, si incamminano lungo le zone boschive dell’Etna per raccogliere le castagne e i “marruni”. In autunno, oltre a questo prelibato frutto secco, la nostra muntagna si colora di gustosi funghi. Attenti, però, alla loro raccolta! Se decidi di “andare a funghi” devi munirti di regolare autorizzazione.

Come distinguere le classiche castagne dai marroni? Ebbene, le castagne sono più piccole e solitamente all’interno del riccio se ne trovano più d’una (anche 7!). I “marruni” sono invece molto più grossi, quindi dentro il riccio se ne trovano normalmente non più di un paio. È bene sapere che le castagne (così come i marroni) non si possono raccogliere dovunque: la raccolta libera è consentita solo ed esclusivamente nei boschi limitrofi del Parco dell’Etna, ma non all’interno di esso. I castagneti si trovano un po’ in tutti i versanti dell’Etna. Nicolosi, Pedara, Trecastagni, Biancavilla, Adrano, Zafferana Etnea e Maletto, sono alcuni dei luoghi prediletti dai ricercatori di castagne.

Raccogliere le castagne sull'Etna

Raccogliere le castagne sull’Etna

Le “bianche” caldarroste catanesi

Le foglie secche che cadono dagli alberi vengono accompagnate, in autunno, da una tradizione che si tramanda da anni. Quella delle gustose caldarroste cucinate con i calderoni lungo le strade dei quartieri catanesi. Non vi è mai capitato di percorrere una via immersa da un fumo strano, quasi una nebbia, per poi rendervi conto che si tratta dei caratteristici calderoni accesi? Sono proprio questi che nel periodo delle castagne scaldano il cuore di Catania. I primi maglioni, le prime sciarpe e le prime caldarroste calde…

Perché le bancarelle utilizzano quella “ciminiera” per arrostire le castagne? Ebbene, grazie ai focolari le castagne vengono arrostite naturalmente, tenendole lontane dalla brace. Ciò gli conferisce morbidezza. Quello che contraddistingue le classiche caldarroste da quelle siciliane è la buccia bianchissima.
Vi siete mai chiesti come mai le castagne comprate dagli ambulanti sono bianche? Durante la loro cottura viene aggiunto del sale grosso. Questo, a contatto con il calore, vaporizza e colora le castagne di bianco.

Comprate le caldarroste, non ci resta che gustarle accompagnandole con del buon vino novello (assolutamente di origine siciliana, mi raccomando!).

Calderroste accompagnate da un buon vino. Fonte foto: MonzaToday

Calderroste accompagnate da un buon vino. Fonte foto: MonzaToday

Pasta con fagioli e castagne secche: ricetta tipica siciliana

Come assaporare nel migliore dei modi le castagne appena raccolte o appena comprate? Noi di itCatania vi proponiamo la ricetta siciliana della pasta con fagioli e castagne secche. Questa “povera” e semplicissima ricetta regala un’armonia di sapori.

Per la sua realizzazione abbiamo bisogno di:
200 grammi fagioli secchi,
200 grammi castagne secche,
200 grammi ditalini,
olio, sale e pepe qb.

Mettete a mollo le castagne e i fagioli per una notte intera, quindi scolateli e togliete i residui di pellicine dalle castagne. Metteteli entrambi in pentola e lasciateli cuocere per tutto il tempo necessario. Aggiungete sale, portate a ebollizione e unite la pasta.
Ultimata la cottura, servite nel piatto con un filo di olio ed una spolverata di pepe macinato.

Non ci resta che augurarvi buon appetito!

Fonte immagine di copertina: Etnalife

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Tra caldarroste e buon vino: l’autunno catanese è arrivato! ultima modifica: 2018-10-29T09:34:35+00:00 da Valentina Friscia

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