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Funghi dell’Etna: nomi in dialetto e curiosità

Funghi lardara

I funghi dell’Etna hanno di speciale principalmente una cosa: per andare a cercarli devi necessariamente goderti una passeggiata sui fianchi del vulcano in uno dei magnifici boschi locali.

La stagione, inoltre, sembra quella più giusta per parlarne: da metà agosto in poi, generalmente e in accordo con gli eventi atmosferici, la nostra muntagna si riempie di meravigliosi e profumatissimi funghi, pronti da portare sulle nostre tavole.
E ce ne sono davvero tantissimi e diversi: la varietà di aree boschive presenti sul territorio etneo (pinete, castagneti, faggete) da origine ad altrettante diverse tipologie di fungo.
L’articolo che segue è una raccolta di informazioni sui funghi nostrani, ma senza troppe pretese: non è una guida alla raccolta!
Però alcune cose ci teniamo a precisarle:

La prima: per la raccolta dei funghi è bene avere alcune accortezze. Non bisogna utilizzare buste di plastica, ma cestini che permettano alle spore dei funghi raccolti di cadere durante il trasporto (e garantirci la loro presenza anche l’anno prossimo!). E’ meglio evitare di raccogliere funghi troppo piccoli o danneggiati e di distruggere i funghi non mangerecci, così da non impoverire inutilmente il terreno.

La seconda: eh si, per raccogliere i funghi ci vuole il patentino. Non sottovalutatene l’importanza. Servirà sicuramente a farvi godere la vostra raccolta con maggiore tranquillità, oltre che a preservare non solo il vostro stomaco ma magari anche la vostra vita! Quindi, meglio non avventurarsi in passatempi che possono rivelarsi pericolosi.

I nomi in dialetto dei funghi dell’Etna

I funghi fanno parte della mensa dei siciliani da tempi immemori. Da pietanza popolare quale sono, si sono guadagnati il loro marchio di “sicilianità”: un nome in dialetto attinto dalla fantasia collettiva. Facendo una ricerca, si scopre che i nomi riservati ai funghi dell’area etnea coincidono più o meno con le denominazioni in uso in tutta la Sicilia orientale. E’ così che i gustosi porcini (Boletus di varie tipologie commestibili) diventano i lardara, i chiodini (Armillaria Mellea) i funci i cerza, l’ovolo buono è il funciu d’ovu e i pineroli funci di zappinu. E l’elenco continua. Le mazze di tamburo (Macrolepiota procera) sono i funci cappiddini, i sanguinacci (Lactarius Deliciosus) i ruseddi, i galletti (Cantharellus cibarius) i cricchi di iaddu, i funghi di ferla (Pleurotus eryngii) funci ‘i ferra.

C’è un nome anche per i funghi velenosi, come l’Amananita muscaria o la Phanterina: i funci ‘i cani!

Funghi gallinacci

I Cricchi di iaddu, conosciuti in italiano come Gallinacci (fonte foto: Wikipedia)

Funghi etnei, una curiosità: i mussu ‘i vuoi

Tra i funghi tossici, però, ce n’è uno che non è funci i cani, ma fa eccezione: il “mussu ‘i voi”.
Il nome scientifico di questo fungo è Boletus luridus e talvolta non viene annoverato neanche tra i funghi commestibili dai manuali di micologia. Non solo perché è tossico, ma anche perché (per occhi e raccoglitori non esperti) è molto simile ad un altro fungo molto pericoloso, il Boletus Satanas.

Cosa ha di particolare il mussu ‘i voi dell’Etna? Noi siciliani dell’area etnea, infatti, siamo una rarità: tra i pochi in Italia a mangiare questo fungo. Abbiamo un’agevolazione, infatti. Il Boletus Satanas cresce solo su suolo calcareo, ed è praticamente introvabile sul suolo lavico dell’Etna, evitando il pericoloso equivoco. Pericoloso perchè, nel caso del Satanas, non c’è modo di renderlo commestibile.

Questa tranquillità nel raccoglierlo, invece, non deve essere accompagnata da una consumazione a cuor leggero! Vanno infatti trattati per bene prima di essere consumati. Vediamo come.

funghi dell'Etna: il boletus luridus

Il mussu ‘i voi, nome scientifico Boletus Luridus (fonte immagine: WIkipedia)

Come si predispongono i mussu ‘i voi alla consumazione

Per rendere i mussu i voi commestibili occorre fargli “scaricare” le sostanze tossiche, quindi armatevi di pazienza: il loro sapore unico non vi farà pentire di tanta attesa.
Dopo averli puliti e lavati più volte, dovete lasciare i vostri funghi tagliati a pezzetti a mollo con acqua e sale per almeno un paio di ore. Vedrete l’acqua cambiare colore: la messa in ammollo sta funzionando. Passate le due ore sciacquateli ancora un paio di volte. Metteteli poi sul fuoco, in una pentola con abbondante acqua e portatela a bollore. Dal momento in cui l’acqua inizierà a bollire calcolate quindici minuti di cottura. Passato questo tempo e scolati, i vostri funghi sono pronti per essere consumati.

Nota dell’autrice: in famiglia li abbiamo sempre raccolti e cucinati così e sono ancora qui, viva e sana, al punto da scriverne. Non mi assumo, però, alcuna responsabilità verso i vostri stomaci!

Una ricetta per cucinare i funghi dell’Etna

Se i funghi dell’Etna ce li avete… vi manca solo una ricetta per preparali con il sapore tipico della nostra terra. Ecco qui la ricetta semplice, veloce e gustosa dei funghi alla siciliana.

Ingredienti:
– 800 grammi di funghi;
– 4 dl di passata di pomodoro o 450 grammi di pomodoro fresco;
– 1 cipolla;
– 1 spicchio di aglio;
– 1 Limone
– Olio, prezzemolo e sale q.b.

Per questa ricetta sono consigliati i porcini, ma voi siete catanesi e avete il vostro fungo speciale: provatela con i mussu i voi!

Preparazione:
Pulite i vostri funghi rimuovendo tutta la terra e tagliateli a fettine. Disponete le fettine su di un piano e cospargetele di succo di limone. Passate alla cipolla e all’aglio: tritateli finemente e metteteli insieme in una padella a farli rosolare nell’olio. Unite a questi la passata di pomodoro o i pomodori freschi a pezzetti, lasciandoli cuocere a fuoco basso e con coperchio per una decina di minuti.

E’ il momento dei funghi! Uniteli a ciò che cuoce in padella e fate cuocere tutto insieme per altri cinque minuti circa, salando a vostro piacimento. Al momento di servirli aggiungete il prezzemolo tritato.

Buon appetito!

Natasha Puglisi

Autore: Natasha Puglisi

Dopo aver letto d’ogni, scritto altrettanto, gestito una libreria e compreso la mia vera vocazione, passo al Dark Side dell’editoria: la redazione.
Cosa sapere sul mio conto? Amo la mia città sotto l’Etna, la musica indie, ovviamente la buona letteratura, i viaggi disorganizzati, i biscotti e i pancake (questi ultimi in particolare, li faccio meglio di come faccio i libri). La Sicilia è il mio stato d’animo: non potrei vivere in nessun altro luogo che non le somigli almeno un po’.

Funghi dell’Etna: nomi in dialetto e curiosità ultima modifica: 2018-10-05T10:03:46+00:00 da Natasha Puglisi

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