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SANT'AGATA

Le edicole votive dedicate a Sant’Agata

Raffigurazione di Sant'Agata realizzata dall'artista Salvo Ligama all'interno dell'edicola sita nel cortile di Palazzo Platamone, Palazzo della Cultura.

 Si avvicina sempre più con i suoi riti, i suoi usi, colori e sapori, la Festa più sentita dai catanesi, quella dedicata a Sant’Agata. Noi di itCatania siamo andati per le vie del centro storico per un piccolo tour alla ricerca delle edicole votive e raffigurazioni più particolari dedicate alla santa patrona di Catania.

La religiosità popolare attraverso le edicole votive

Quella di Sant’Agata è tradizionalmente riconosciuta come la terza festa religiosa più importante al mondo dopo la Settimana Santa a Siviglia e la Festa del Corpus Domini di Guzco in Perù per l’altissimo numero di gente che partecipa. La festa di Sant’Agata è anche considerata un bene etno-antropologico e patrimonio dell’umanità della città di Catania e del mondo. Nel segno della riscoperta delle tradizioni storiche e artistiche di Catania, operata da alcuni anni, particolare attenzione si ha per gli aspetti della religiosità popolare. Le edicole votive ne sono un’importantissima testimonianza.

Origine delle edicole votive

Edicola deriva dal latino aedicula , diminutivo di “aedes”, indicante un tempio in miniatura, con la funzione di proteggere la divinità della casa. Queste edicole hanno origine romana, ricordiamo i Lari e Penati. Venivano infatti edificate per rendersi propizi gli dei e in epoca cristiana per proteggere l’abitazione o per ringraziare il santo o la santa per una particolare grazia ricevuta. Durante calamità e situazioni particolarmente difficili per la popolazione, la costruzione di queste strutture fu assai massiccia; le edicole si costruivano nei punti strategici dei quartieri delle città. Spesso si trovano epigrafi e iscrizioni. Si ornavano con fiori, frutta e lucerne.

raffigurazione del martirio di Sant'Agata vicino al Fortino
Immagine di Sant’Agata con in mano la tenaglia con cui le furono strappate le mammelle. Si trova a fianco del Fortino o Porta Garibaldi. E’ oggetto di venerazione dei devoti che qui lasciano fiori e lumini. Foto: Sabrina Portale

Trentuno edicole votive dedicate a Sant’Agata

Camminando per il centro storico, spesso lo sguardo si ferma ad osservare le tante edicole che rivestono le pareti esterne delle abitazioni ed edifici di varia natura, raffiguranti soggetti sacri. Nello scorso 2009 la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali ha censito in città 240 edicole votive, 31 delle quali dedicate a Sant’Agata. Lo scorso anno, la chiesa Badia di Sant’Agata ha allestito una mostra delle edicole più interessanti e significative dedicate alla santa patrona.

La Fonte Lanaria, in via Dusmet è un'edicola votiva ad altare, realizzata sulle mura di Carlo V, realizzata nel 1621 per iniziativa di Francesco Lanario, Duca di Carpignano e governatore
 della città. E' anche una fontana. Secondo le tradizioni popolari la fontana venne costruita a ricordo del punto da cui era
 partito il corpo di Sant’Agata quando fu trasportato, nel 1040, dal generale bizantino
 Giorgio Maniace, a Costantinopoli.
La Fonte Lanaria, detta ” a funtanedda “, in via Dusmet è un’edicola votiva ad altare, realizzata sulle mura di Carlo V, nel 1621 ad opera di Francesco Lanario, governatore della città. E’ anche una fontana, costruita nel punto da cui erano
partite le reliquie del corpo di Sant’Agata quando fu trasportato, nel 1040, dal generale
Giorgio Maniace, a Costantinopoli. Foto Sabrina Portale

Esse si trovano per lo più dislocate nel cuore del centro storico, lungo via Plebiscito, verso la Marina (in particolare sul muro di Palazzo Alonzo Consoli), a Porta Garibaldi, in via Santo Bambino (vicino piazza Dante, sede del vecchio ospedale), passando poi per la storica pescheria, in via Dusmet, via Porticello, continuando poi per piazza Federico di Svevia, angolo via Angeli Custodi, nel rione di S. Maria della Palma, presso il quartiere di S. Cosimo e Sant’Agata alle Sciare, vicino via Umberto in particolare in via Spampinato e piazza Jolanda; si prosegue poi per piazza Crocifisso Majorana, via Monsignor Ventimiglia, S. Berillo, per risalire a Nesima.

Le più suggestive immagini di Sant’Agata

Sono molte le edicole votive storiche dedicate alla santa nei vari quartieri della città. La più antica si troverebbe lungo via Plebiscito 215 e avrebbe oltre 100 anni di storia. Le edicole sono composte con materiali vari ed eterogenei: affreschi, carta illustata o dipinta a mano con le effigi classiche della martire catanese ma anche maioliche.
Ne ricordiamo le principali:
– nei pressi del Duomo, esattamente nell’arco accanto a porta Uzeda che immette nella pescheria e lungo via Dusmet, si trova la cosidetta ” a funtanedda ” o Fonte Lanaria, realizzata nel 1621 da Francesco Lanario. E’ un altare a fontana inserito dentro parte delle mura fatte erigere da Carlo V. Secondo la tradizione si costruì la fontana per ricordare il punto da cui il corpo di Agata fu trasportato a Costantinopoli, nel 1040, dal generale bizantino Giorgio Maniace.
– In via Porticello, n° 18, lungo via Cristoforo Colombo, si trova raffigurata l’immagine classica di Sant’Agata al carcere; si tratta di un’edicola votiva ad altare dalla struttura particolare, con elementi dell’arte gotica di cui si ignora la precisa datazione.

Altri luoghi con le immagini di Sant’Agata

A fianco del Fortino o Porta Garibaldi si trova l’immagine di Sant’Agata con in mano la tenaglia, strumento del suo martirio. E’ oggetto di venerazione dei devoti che qui lasciano fiori e lumini.
Proprio sulle mura della Porta Garibaldi di piazza Palestro, nell’arco trionfale a destra, si trova l’altarino con l’effige del busto reliquario di Sant’Agata, stampata posta dentro un altarino, realizzato intorno al 1768, addobbato con fiori e lumini.
Lungo via Plebiscito sono numerosissime le edicolette o immagini spesso naif di Sant’Agata.
Presso L’Antico Corso, a pochi passi da S. Agata la Vetere si trova l’edicola realizzata dagli abitanti della zona assieme ai membri dell’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele, Ferrarotto, risalente a fine 1800.

La ceramica policroma è la tecnica usata per realizzare questa raffiugurazione di Sant'Agata in via Spampinato.
Tra le edicole votive più interessanti, in un vicoletto vicino alla centralissima via Umberto ne troviamo uno che raffigura Sant’Agata al carcere, realizzato con ceramiche policrome. Foto: Sabrina Portale.

La ceramica policroma usata a Caltagirone, è la tecnica usata per realizzare la raffigurazione di Sant’Agata al carcere in via Spampinato, traversa della centralissima via Umberto.
Sant’Agata realizzata dall’artista Ligama con la sua consueta tecnica del pixel colorato nel 2018 è custodita all’interno del cortile di Palazzo Platamone, sede del Palazzo della Cultura.
Al centro della rotonda-rotatoria di via del Rotolo, zona Ognina, si trova un’edicola con una lapide marmorea che raffigura il rientro delle reliquie della santa da Costantinopoli.

Nicchie e immagini sacre nei paesi etnei

Ancora oggi, la presenza di queste costruzioni è costante in tutto il
territorio catanese e nei paesi etnei, soprattutto nelle zone rurali ed extraurbane. Il culto di Sant’Agata trova attestazione nell’edicola realizzata a Nicolosi nel 1900, per ricordare quando la lava, nel 1886, si fermò grazie all’intervento della martire. Fu il Cardinale Dusmet a portare il sacro velo in quel luogo e intercedere affinché il fiume di fuoco si fermasse. A miracolo avvenuto venne eretto questo altarino.

Inoltre ad Acicastello, su di un antico palazzo nel centro storico del borgo marinaro, nei cosiddetti “quattro canti”, si trova un’edicola votiva con una statua di Sant’Agata che ricordano la consegna delle sacre reliquie della martire al vescovo abate benedettino Maurizio, avvenuta sotto il castello il 17 agosto 1126.

Infine, un’edicola votiva si trova nelle frazioni di Sarro-Fleri, vicino a Zafferana. Qui si racconta che si nascosero le reliquie della santa nel 1943, esattamente in una casa lignea custodita all’interno della chiesa Maria SS del Rosario, per proteggerle dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e dalle brame dei tedeschi e anglo americani.

Si tratta di tesori spesso nascosti in vicoli e periferie, dei gioielli d’arte sacra spesso, scarsamente valorizzati, ma che raccontano chi siamo stati e chi siamo, proponendo magari nuove esperienze culturali volte alla scoperta della nostra identità.

Fonti: Sant’Agata stella propizia;  “Arca dei Suoni – CRICD Regione Siciliana“; http://www.cronacaoggiquotidiano.it/; Obiettivo Catania, Milena Palermo; http://www.eastsicily.com/, https://catania.livesicilia.it/ .

Le edicole votive dedicate a Sant’Agata ultima modifica: 2020-01-30T09:53:15+01:00 da Sabrina Portale
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