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Catania e le sue fontane: alla scoperta di quelle “famose”

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Non solo fontane monumentali, ma anche quelle che, in un modo o nell’altro, sono diventate “famose” a Catania. Conoscete la loro storia?

Fontane a Catania: quelle storiche catanesi

Fontana dell’Elefante

“E ‘nta lu chianu c’è principiata / Di la gran Catedrali una funtana, / Maistusa, ben fatta, ottangulata. / La nobiltà e lu populu ccu gana / Di tri sorti di sassi situati / Irgeru stu gran fonti a la rumana”.

Così recitò Antonio Zacco, famoso incisore e illustratore catanese, quando vide la fontana simbolo di Catania. La fontana “maistusa” dell’Elefante si trova al centro di Piazza Duomo. Realizzata nella prima metà del ‘700 da Giovanni Battista Vaccarni dopo il terribile terremoto del 1693, la fontana è sormontata dal simbolo della città di Catania, l’Elefante. Comunemente chiamato dai catanesi “U Liotru”, l’animale sorregge sulla sua schiena un obelisco egizio.
Alcuni critici hanno attribuito l’ispirazione al monumento a piazza Santa Maria sopra Minerva del Bernini, ma in realtà Vaccarini si ispirò al romanzo allegorico Hypnerotomachia Poliphili, contenente 169 illustrazioni xilografiche.

La fontana del Vaccarini riproduce sull’emblema catanese tre civiltà: la civiltà punica è stata rappresentata attraverso l’Elefante, simbolo della sconfitta dei cartaginesi; la civiltà egizia venne evocata attraverso l’obelisco che l’elefante porta sulla schiena e quella cristiana venne rappresentata invece attraverso la croce posta sulla sommità dell’obelisco.

“U Liotru” porta con sé anche diverse simbologie legate al culto di Sant’Agata, ai fiumi Simeto e all’ormai scomparso Amenano. I’Elefante simbolo di Catania sarebbe legato, per i catanesi, anche alla figura del mago Eliodoro. Secondo la leggenda, Eliodoro tramutava gli uomini in bestie e faceva apparire oggetti lontani. I bizantini chiedettero a gran voce la sua condanna a morte, ma il mago riuscì a scappare a Costantinopoli in groppa al suo elefante. Il ricordo del mago rimase vivo nei cuori dei catanesi, tanto da iniziare a chiamare L’Elefante posto in Piazza Duomo con il nome del mago.

Fontane a Catania: quella dell'Amenano si trova al Duomo di Catania

Fontane a Catania: quella dell’Amenano si trova al Duomo di Catania

Fontana dell’Amenano

Il catanese doc conosce questa fontana con il nome “acqua a linzolu”, proprio per l’effetto a cascata (o a lenzuolo) dato dall’acqua che straripa dal bordo della fontana. Anticamente usata per l’approvvigionamento idrico della città e per abbeverare gli animali domestici, oggi la Fontana dell’Amenano è diventata un monumento che turisti e curiosi non si lasciano scappare.

Realizzata in marmo di Carrara da Tito Angelini nella metà dell’800 e posta accanto al Palazzo dei Chierici a Piazza Duomo, rappresenta il fiume che gli dà il nome. Il giovane immortalato nella fontana catanese raffigurerebbe il dio Amenano posto su una conchiglia e con in una mano una cornucopia. Dalla base della statua l’acqua cade a cascata per poi finire sul letto del fiume ormai scomparso in superficie. Noi di itCatania vi abbiamo già parlato, in un precedente articolo, la storia del Fiume Amenano e del suo attuale percorso sotterraneo.

Fontana dei Sette Canali

Considerata la più antica tra le fontane catanesi, la Fontana dei Sette Canali si trova nei pressi della pescheria di Catania. Al di sotto della gradinata che si trova alle spalle della Fontana dell’Amenano è racchiusa questa antica fontana comunemente conosciuta con il nome di Fontana dei “Setti Cannola”. Dai sette buchi (o bocche) di cui è caratterizzata, uscivano copiosi zampilli d’acqua provenienti proprio dal fiume Amenano, permettendo agli abitanti etnei di farne un uso pubblico.

Costruita intorno al 1600 per volere di Filippo III, la fontana è formata da una grande vasca rettangolare nella quale si raccoglie l’acqua che fuoriusce dalle sette bocche. Restaurata nel 1978, oggi l’acqua continua a sgorgare da questa fontana, diventando un monumento attrattivo per i turisti.

Le fontane “famose” a Catania: Malavoglia, Conchiglie e Ratto di Proserpina

Fontana dei Malavoglia

La Fontana dei Malavoglia, situata in piazza Giovanni Verga, immortala un episodio dei Malavoglia di Verga: il naufragio della Provvidenza. La fontana è nata in seguito alla vincita di un concorso imbandito dal Comune di Catania, il quale voleva apporre un grande monumento di fronte al palazzo dell’ex Hotel Excelsior. Furono molti gli artisti che presero parte al concorso, ma fu il progetto di Carmelo Mendola (scultore catanese) a convincere la commissione. La realizzazione della Fontana dei Malavoglia durò ben 19 anni e fu inaugurata solo nel 1975.

Fontane a Catania: quella dei Sette Canali si trova all'ingresso della Pescheria

Fontane a Catania: quella dei Sette Canali si trova all’ingresso della Pescheria

Fontana delle Conchiglie

La Fontana delle Conchiglie si trova a Piazza Cutelli. Chiamata “delle Conchiglie” proprio per le quattro valve a forma di conchiglia, la fontana è racchiusa in una grande vasca circolare ed è sormontata da un obelisco. Fu un funzionario dell’ufficio tecnico del Comune ad indire il progetto della fontana: Domenico Cannizzaro coordinò negli anni ’50 la sua realizzazione. Una curiosità verte su questa fontana. Secondo la tradizione siciliana, la figura delle conchiglie è collegata al disegno della Spirale, espressione mistica per indicare la vita che nasce.

Fontana del Ratto di Proserpina

La realizzazione della Fontana del Ratto di Proserpina è stata affidata nel 1867 allo scultore Giulio Moschetti col compito di abbellire l’ampia zona antecedente alla stazione centrale di Catania. Lo scultore propose, quindi, di sviluppare la scena mitologica del Ratto di Proserpina, indubbiamente legata alla storia antica della Sicilia. Secondo il mito greco, la dea Proserpina, figlia di Demetra, fu rapita da Ade nei pressi di Enna. Quest’ultimo l’aveva costretta a sposarsi con lui e a regnare insieme negli inferi. Date le continue preghiere della madre di Proserpina, Ade aveva concesso a sua moglie la possibilità di allontanarsi dagli inferi per un periodo annuale ben preciso, quello che andava dalla primavera all’estate, per poi ritornare puntuale sottoterra accanto a lui. L’inaugurazione della fontana avvenne nel 1904. Per saperne di più su questa imponente fontana, ne abbiamo già parlato in maniera più approfondita qui 

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Catania e le sue fontane: alla scoperta di quelle “famose” ultima modifica: 2018-02-20T12:18:06+00:00 da Valentina Friscia

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