SANT'AGATA

Il velo di Sant’Agata: una reliquia non infiammabile

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Il velo di Sant’Agata è una reliquia che muove le masse. Come da tradizione, prima della festa della Padrona della città di Catania,  il velo inizia la sua processione. Anche quest’anno, in una teca, tra le mani del Mons. Barbaro Scionti, è stato portato dalla chiesa della Collegiata fino alla Cattedrale. Accolto tra gli applausi e le preghiere dimora lì, fino a quando non viene messo nello scrigno. Insieme alla Santuzza girano per le strade della città dal mattino del 4 fino alla mattina del 6 febbraio.

velo

Il velo esposto sull’altare della cappella

Com’è fatto il velo di Sant’Agata?

Il velo è di colore rosso, quasi scarlatto. Si tratta di una striscia di seta. La lunghezza è circa 4 metri e la larghezza circa 50 centimetri. E’ tenuto sempre in una teca di argento. Durante tutto l’anno si trova nella Cattedrale, al Duomo di Catania, insieme alle altre reliquie. Nel cosiddetto scrigno sono racchiuse le braccia con le mani, le due gambe, i piedi i due femori e la mammella. Quest’ultima rappresenta il martirio. Fu il console Quinziano ad ordinare che alla fanciulla Agata venissero strappate le mammelle, durante la persecuzione ai cristiani. Ma l’ultimo atto legato al velo è proprio quello relativo alla sua morte. Quando Sant’Agata, entrata nuovamente in carcere, alzò le braccia al cielo e morì, la gente  depose il corpo della martire in un sarcofago nuovo e lo avvolse con un tessuto bianco. Secondo molti si tratta proprio della Santa reliquia.

La tradizione vuole che mentre il corpo della Santa veniva trattato con unguenti, un giovane si avvicinò e depose vicino al capo una tavoletta di marmo. Poi il giovane usciì e sparì. Secondo qualcuno quello era il suo angelo. L’amore infinito del popolo di Catania per la sua Patrona non si è mai sciolto. Da sempre in processione per  le Vie della città, accoglie i suoi fedeli. Per diversi secoli la bara o fercolo, sulla quale venivano portati in processione il busto e le reliquie, era in legno. Il fercolo con il quale oggi Sant’Agata è trasportata per la strada di Catania risale agli anni 1947-1958 ed è opera di Freni Giovanni, di Antonino Costa e Aurelio Mistruzzi.

Scrigno

Scrigno di Sant’Agata contenente le relliquie

Il mistero del colore rosso…

Non esiste una versione univoca sulla storia di questa reliquia. Alcune sono dicerie altre verità.

Secondo alcuni sarebbe un velo usato da una donna per coprire la Santa durante il martirio con i carboni ardenti. Si dice infatti, che il tessuto non sia combustibile. La prova? Il velo portato tante volte in processione, davanti alle colate laviche, le ha sempre fermate. Mai ha subito danni provocati dal fuoco.
C’è chi sostiene che il velo inizialmente fosse di colore bianco, ma che a seguito del martirio divenne rosso.

Un’altra versione sostiene che il velo faceva parte delle vesti indossate dalla giovane Agata quando si presentò in giudizio. Era indossato su una tunica bianca, l’abito delle diaconesse consacrate a Dio.

Una cosa appare comunque certa, il velo era tenuto per coprire il capo della vergine e martire. E durante il martirio era insieme alla Santuzza. E con Lei restò sempre, tanto da essere trovato anche in quello che fu la prima tomba della martire. Lo storico Carrera scrisse che: “mentre Agata stava posta sui carboni accesi, il velo rimase intatto“. Sciuto Patti, invece, scrisse che:”il velo è stato ed è per i catanesi un vessillo vittorioso nei più gravi pericoli della città, quali le devastazioni laviche dell’Etna”. La devozione per sant’Agata protettrice contro i pericoli del fuoco si diffuse fin dal Medioevo.

Cavaleri Francesca

Autore: Cavaleri Francesca

Laureata in economia aziendale con specializzazione in direzione aziendale. Nella vita proprietaria di un’agenzia immobiliare. Catanese dalla nascita e innamorata perdutamente della propria città. Ama la lettura, gli animali e la verità!

Il velo di Sant’Agata: una reliquia non infiammabile ultima modifica: 2019-02-04T11:20:51+02:00 da Cavaleri Francesca

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