TRADIZIONI

Pescheria di Catania: storie e curiosità

1Pescheria di Catania, foto di Carlo Pelagalli

Foto di Carlo Pelagalli

La pescheria di Catania racconta dai catanesi stessi. A piscaria è l’anima della città. Colori, profumi e parole si mescolano in un meraviglioso connubio. I venditori affascinano con i loro racconti,  con i loro proverbi e non esitano nel dispensare consigli e ricette per la preparazione di un pasto. In questo luogo, centro di una geografia ideale e commistione di culture, sembra di essere all’interno di una medina. Le vanniate (il vocio per promuovere i prodotti) ricreano uno straordinario suq arabo.

Pescheria di Catania: anima pulsante della città

Lasciatevi rapire dalla magia di questo posto e non perdetevi nessun dettaglio. Una visita alla pescheria vi darà, inoltre, la possibilità di ammirare una delle parti più antiche della città. La pescheria è suddivisa in tre aree: la prima è ubicata sotto il Palazzo del Seminario dei Chierici e le mura di Carlo V, di fronte agli Archi della Marina. La seconda in Piazza Pardo e la terza in Piazza Alonzo di Benedetto. Addentrarsi tra le viscere del mercato è un’esperienza unica. Il calore avvolge, il bianco del marmo si tinge di rosso e d’azzurro dei pesci e sembra di osservare la tela di un quadro. Gli odori inebriano e confondono. Le voci stordiscono e cullano in un turbinio di turisti e di gente del luogo.

Pescheria di Catania, fptp do Sebastian Ferri

Pescheria di Catania, foto di Sebastian Ferri

La pescheria di Catania, tra banchi all’aperto e quelli al coperto, tra luce del sole e il buio dei muri di pietra, è uno spettacolo. U pisci beddu, i masculini, u muccu, i saddi e pisci spada. I gamberi, i polpi e le triglie. Bilance, “balate” di ghiaccio e strumenti del mestiere. Ogni venditore è unico, i suoi gesti sapienti e la sua intrigante mimica degna del miglior teatro dell’arte. Il mercato del pesce è un sogno traslucido. Gente che tratta e contratta. Uomini dalla mano ferma e precisa che puliscono e affettano. La storia della pescheria di Catania è antica, respira di vecchie tradizioni e di fermi immagine. Il tempo si è fermato e si respira l’odore del mare. L’orgoglio e la conquista del pescato, la fatica e la volontà. Anima e metafora di un popolo. Un popolo legato alla sua terra tra amore e contraddizioni.

Pescheria di Catania, banco

Foto di Sebastian Ferri

Cenni storici e curiosità

Prima dell’attuale ubicazione, il mercato si trovava a Piazza Mazzini. Dopo il violento terremoto del 1693, la città necessitava di nuovi impulsi. Come modello di rinascita per gli scambi commerciali venne designata piazza Mazzini. Il mercato divenne presto molto affollato e quando lo spazio si rivelò insufficiente ad accogliere tutti i venditori, venne trasferito alla Pescheria.

Curiosità: il coltello utilizzato dai commercianti per tagliare il tonno e il pesce spada si chiama “u cutiddazzu“.

Si racconta che molti personaggi illustri come Micio Tempio, Giovanni Verga e Nino Martoglio si siano lasciati ammaliare dalla cantilena dei commercianti per l’acquisto del pesce.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Pescheria di Catania: storie e curiosità ultima modifica: 2019-08-09T14:04:22+02:00 da Cristina Gatto

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