STORIA

Lo sbarco in Sicilia attraverso un museo storico

Museo Sbarco Sicilia Copertina

È stata l’azione più significativa della campagna d’Italia da parte degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Col nome in codice “operazione Husky”, lo sbarco in Sicilia dal 9 luglio al 17 agosto del 1943 ha permesso la liberazione italica dall’occupazione tedesca. Il museo dello sbarco in Sicilia ripercorre tappe ed eventi dello storico evento.

Operazione Husky

La pianificazione alleata dell’operazione Husky

Nome in codice: operazione Husky

Nel 1943 gli Alleati approdarono sulle coste siciliane. Sotto la nomea di “operazione Husky”, inglesi e americani effettuarono lo sbarco in Sicilia con l’obiettivo di creare, assieme alle operazione in nord Europa, una morsa tesa a liberare l’Italia e sconfiggere la Germania nazista.

L’operazione Husky è considerata la prima grande operazione degli Alleati nella penisola segnando l’inizio della campagna d’Italia ed è stata una delle più grandi operazioni anfibie della Seconda Guerra Mondiale.

Sono state coinvolte due grandi armate: la 7ª Armata statunitense (al comando del generale George Smith Patton) e l’8ª Armata britannica (al comando del generale Bernard Law Montgomery), riunite nel 15º Gruppo d’armate sotto la responsabilità del generale britannico Harold Alexander.

L’operazione Husky prevedeva la divisione delle due armate dopo lo sbarco in Sicilia: la 7ª Armata verso Palermo e l’8ª Armata verso Messina. Tatticamente si sarebbe creata un’azione a tenaglia imprigionando le forze dell’Asse, raggruppate nella 6ª Armata italiana comandata dal generale Alfredo Guzzoni.

Gli storici sono divisi riguardo l’esito dell’operazione Husky. Strategicamente è considerato un fallimento per la fuga delle truppe del generale Hans-Valentin Hube (che sostituì Guzzoni). Politicamente l’operazione avrebbe incentivato l’effetto domino della storia italiana: destituzione di Benito Mussolini, caduta del fascismo e armistizio di Cassibile.

Sbarco Sicilia Soldati

Alcuni soldati alleati che sbarcano in Sicilia

Dalla pianificazione dello sbarco in Sicilia…

Nel 1941 l’esercito sovietico era impegnato sul fronte orientale europeo contro la Wehrmacht. Nel tentativo d’alleggerire la pressione tedesca a est, gli Alleati ebbero diversi incontri per pianificare l’apertura di un secondo fronte europeo.

La prima idea fu di sbarcare attraverso la Manica. Si pianificò un’offensiva in Algeria e Marocco per contrastare i collaborazionisti francesi e le restanti forze dell’Asse nel nord Africa. Secondo i sovietici, i tedeschi non avrebbero spostato le armate dal fronte orientale per “soccorrere” il fronte africano.  Successivamente alla conquista del nord Africa, per Churchill invadere l’Italia (definita“ventre molle” dell’Asse) era la mossa corretta e tentò di convincere Stalin.

Con il controllo del fronte africano, i bombardamenti alleati contro le industrie tedesche e il settentrione italiano cominciò lo scontro ideologico tra americani e inglesi sul da farsi. La divergenza terminò a favore degli inglesi poiché, diversamente dagli americani che pensavano al Pacifico, oltre alle parole portarono piani particolareggiati per lo sbarco in Sicilia (operazione Husky) o in Sardegna (operazione Brimstone).

Il generale americano Marshall concordò che l’invasione siciliana era preferibile: avrebbe permesso di togliere pressione al fronte orientale, impegnando le forze dell’Asse in Sicilia, e avrebbe liberato il Mediterraneo, permettendo migliori operazioni navali tra Atlantico e Pacifico. Il 22 gennaio 1943 si decise lo sbarco in Sicilia con le forze alleate riunite sotto il comando del generale Dwight Eisenhower.

L’Asse ipotizzava il luogo dell’apertura del secondo fronte europeo. Per Mussolini sarebbe stata scelta la Sicilia (così come Guzzoni) mentre per i tedeschi sarebbe stata la Sardegna o Corsica. Hitler volle limitare l’afflusso delle truppe tedesche in Sicilia, consapevole che le difese erano modeste e di facile crollo. Il fuhrer diffidava dell’Italia e si preparava a contrastare un eventuale defezione italiana.

Bombardamento Aeroporto Di Catania

Bombardamento dell’aeroporto di Catania

…all’attuazione dell’operazione Husky

Gli Alleati approvarono l’operazione Husky: sette divisioni (quattro britanniche e tre statunitensi) sarebbero sbarcate nella Sicilia sud orientale, in ventisei punti lungo 150 Km di costa. In totale furono impegnate tredici divisioni.

La 7ª e l’8ª Armata contavano circa 160.000 uomini con altri giunti in rinforzo. L’operazione Husky prevedeva il ricongiungimento delle unità al largo di Malta (puntando sull’effetto sorpresa), azioni di depistaggio (clamorosa la “Mincemeat”) e la censura delle lettere. Per colpire il morale italiano furono lanciati otto milioni di volantini con su scritto “La Germania combatterà fino all’ultimo italiano”.

In previsione del futuro fu istituito l’Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT), al comando del generale Alexander, che godette di notevole libertà nella scelta dei futuri amministratori della Sicilia. Immediatamente dopo la liberazione emerse l’imbarazzante coincidenza che permise l’inserimento di molti mafiosi nelle cariche pubbliche.

Scetticamente si accetta l’idea che il caos provocato dall’invasione favorì i mafiosi, i quali si dichiararono prigionieri politici antifascisti. Le autorità fasciste non poterono correggere la scelta essendo state estromesse. Rapidamente si ricostruì una rete di controllo del mercato nero.

Gli Alleati ottennero la superiorità aerea: Catania subì una sessantina di morti il primo giorno. A precedere l’operazione Husky vi fu l’invasione dell’isola di Pantelleria (primo territorio italiano a cadere) e delle tre isole Pelagie. L’ammiraglio Gino Pavesi, comandante militare di Pantelleria, ebbe il permesso di arrendersi da Mussolini. La rapida resa preoccupò Hitler e lo convinse che la Sicilia era il nuovo bersaglio.

Lo sbarco in Sicilia fu un’operazione terra-mare caotica. L’operazione Husky durò 38 giorni con la conquista di 16.000 km² di territorio dell’Asse rendendo sicure le vie commerciali del Mediterraneo. Il 29 agosto Eisenhower atterrò a Catania e definì l’operazione Baytown, che portò gli uomini dell’8ª Armata in Calabria, concludendo l’operazione Husky.

Museo sbarco Sicilia

Locandina del museo dello sbarco in Sicilia

Il museo storico dello sbarco in Sicilia

Il breve riassunto proposto sorvola su molte tappe ed eventi dell’operazione Husky. Proprio per questo il museo dello sbarco in Sicilia è una tappa irrinunciabile a Catania per i curiosi della Seconda Guerra Mondiale e delle vicende che coinvolsero l’Isola.

Il museo storico è dedicato agli avvenimenti che portarono alla liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca.  Ogni aspetto è in ampio risalto cominciando dal 10 luglio 1943, con lo sbarco alleato nei pressi di Gela e Augusta. All’interno del museo sono riportate anche testimonianze storiche come quella di Denis Mack Smith: «Gli Alleati occuparono facilmente tutta la Sicilia occidentale, mentre in quella orientale gli inglesi e i canadesi incontrarono l’urto della resistenza germanica».

Il museo dello sbarco in Sicilia ripercorre le tappe degli scontri tra le quali Gela, Augusta, Agira, Floridia, Troina, Ponte di Primo Sole, Catania, Messina. Attraverso una testimonianza viva e concreta dell’operazione Husky il museo storico ha l’obbiettivo di ricordare il passato e riflettere sui possibili scenari futuri.

Il museo dello sbarco in Sicilia, creato dalla Provincia, si trova nel complesso fieristico Le Ciminiere di Catania ed è aperto, senza prenotazione, dal martedì alla domenica (9.00-16.45 con ultimo ingresso alle 15.45) al costo di 4€ (riduzione a 2€). È possibile richiedere ulteriori informazioni telefonicamente (0954011929) o tramite email (museosbarco@provincia.ct.it).

L’operazione Husky è stata una delle azioni maggiormente significative per le sorti italiane durante la Seconda Guerra Mondiale anche se si possono rimproverare le scelte caotiche che hanno condotto ad alcuni errori. Il museo dello sbarco in Sicilia rappresenta, in dettaglio, tutte le vicende che coinvolsero l’Isola durante gli eventi storici.

Marco D'Urso

Autore: Marco D’Urso

Giornalista, spero di vivere di questa passione. Fanatico delle due ruote e della fotografia; pieno di ideali e senza prezzo nel cartellino.

Lo sbarco in Sicilia attraverso un museo storico ultima modifica: 2019-07-02T12:44:06+02:00 da Marco D'Urso

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