I CATANESI RACCONTANO CATANIA

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NOI CATANESI

Catania è donna, e chi pensa il contrario qui non c’è mai stato!

Catania è donna

In occasione della Festa della donna di domenica, oggi parliamo della donna che ci sta più a cuore: Catania. Sì, perché Catania è donna!

Tra una notizia e l’altra, tra un annuncio ed un altro i giorni procedono in questo 2020. Divieti, annullamenti e rinvii di qualsiasi manifestazione pubblica o privata, e anche Catania si uniforma all’ordinanza ministeriale del 4 marzo. Questa domenica sarà la Festa della donna. E sarà, inevitabilmente, un 8 marzo diverso dagli altri. Sarebbe diverso già a prescindere, in un’epoca in cui è stato detto praticamente tutto sulle donne, sulla loro importanza nella società e su come sia doveroso per tutti rispettarle e salvarle – nei casi più tristemente estremi- cos’altro si può dire..

La donna più importante: Catania

Ed ora, l’emergenza coronavirus, inevitabilmente concentra ogni attenzione e centrifuga tutte le parole, le ricerche e gli argomenti. Un 8 marzo che potrebbe, sotto certi aspetti, anche rivelarsi prezioso, una riscoperta delle semplici origini della Festa della donna, perché no?!

Proveremo, dunque, noi di #itCatania, a dire qualcosa sulle donne, cercando di non essere banali. Parleremo di quella che ci sembra essere la più importante tra le donne: la nostra città. Sì, perché Catania è donna, o fimmina, come diciamo noi. Catania è nera, come la pietra lavica, e rossa come il fuoco dell’Etna. Martire e guerriera, porto sicuro e fortezza inespugnabile, madre e tiranna. 

Catania è donna, i profumi, le luci, i rumori

Questa città è un insieme incredibile di  sfumature e riflessi. E tutti questi suoi volti si possono ritrovare anche solo passeggiando per le sue vie. L’odore delle piccole vanedde al centro, i profumi delle cucine di donne catanesi che si alzano presto. Odore di bucato appena fatto e di gelsomino, che si tuffa dai balconi dei palazzoni. Catania e le sue sfumature, il sole che sale lungo i palazzi rettangolari al mattino e cola sopra quelli grigi della via Etnea alla sera. Lei è nei buttigghi di pomodoro della nonna e nel rosso intenso del vino. 

Non Una Di Meno Catania
Non Una Di Meno – Catania. Manifestazione 8 marzo 2019

Catania è donna, questo è certo! E la si scopre nei racconti di leggende e storie antiche come la memoria: donne magiche, amori violati, dee incorruttibili, ninfe che spingono a follie. Catania è donna, così come tutte quelle storie che non nascono dalla mente di un poeta, ma sono vere come la terra e la polvere. Storie come quella di Peppa ‘a Cannunera e Andreana Sardo, donne coraggiose e condottiere. Storie come quella di Maria Grazia Cutuli, che per gridare la verità andò incontro alla morte, in una terra straniera.

Donne impudenti e imprudenti le catanesi

Perché Catania è donna nelle parole, nei gesti, nel mescolare proverbi e consigli. Catania è donna nello stare seduta sull’uscio a guardare la gente che passa. E’ donna nell’arte di darsi di donne come Mariella Lo Giudice, Goliarda Sapienza, Rosina Anselmi. E’ donna come le parole di Carmelina Naselli, Adele Gloria, Viola di Grado, parole che hanno potere di creazione e distruzione. 

Catania è la città dove è stata creata una delle donne più importanti della letteratura. La nostra città come sfondo di una storia che è stato simbolo di una società che stava cambiando e che cambiò. Culla di una donna che non è mai esistita e che, nello stesso tempo, è esistita troppe volte: la Capinera. Fimmina vittima di un’epoca intera, di una famiglia. Eppure lei stessa diventata antidoto per combatterli. Ancora oggi, la donna creata dalla penna del catanese Verga, è simbolo della forza. Della forza dell’amore che una donna può provare. Perché le donne catanesi quando amano possono vincere qualsiasi gigante, oppure fermare colate laviche. Così come ha fatto Agata, la Santa fanciulla della nostra città. 

La città donna ieri e donna oggi

Catania al tempo del coronavirus non è meno donna di ieri e non è meno coraggiosa. La nostra città è sempre la stessa, ruvida e vera. Catania che si chiama Thamaia, come il Centro Antiviolenza. Si chiama “mamma Giovanna”, che porta avanti il sogno della piccola Laura Russo -uccisa cinque anni fa dal padre- e che ora rivive in tutti gli animali che salva col suo ricordo. E’ donna come Nerina Chiarenza, ultima testimonianza vivente della pittura sui carretti siciliani. 

Catania che si anima con un semplice hashtag #troviamomarley. La richiesta di aiuto di una donna catanese, che in realtà è un colosso dello sport Nazionale, Giusi Malato. Lei lancia quest’hashtag nella speranza di ritrovare il suo cane, sparito all’alba di quest’anno. E la sua voglia di ritrovare Marley mette in moto una catena di solidarietà senza precedenti. Si salvano tantissimi altri cani, cercando Marley. 

Credits: Centroantiviolenzathamaia
Credits: Centro antiviolenza thamaia

Nuovi volti della città, donne da ricordare

Catania è donna come tutte quelle giovanissime imprenditrici che ci mettono la faccia tutti i giorni per dare alla città dignità, come Angelica e Maria Carmela- proprietarie della libreria Vicolo Stretto- e Claudia Migliori – direttrice di una delle perle della nostra provincia i Viagrande Studios. E’ donna come tutte quelle donne che lottano per i diritti presenti e per il futuro di tutti, uomini e donne, come Manuela Leone- presidente dell’Associazione Rifiuti Zero Sicilia.

Catania è donna per le mille donne che non nominiamo oggi, che non nominiamo mai. Donne che, però, l’hanno segnata, rigata, tatuata e fatta diventare la città che è ora. E la continuano a segnare con le loro azioni, ogni istante che passa. E’ donna come tutte quelle donne che hanno lottato, e lottano, contro la miseria, la guerra, la fame e la mentalità omertosa e vigliacca.

Catania è donna e chi vorrà convincerti del contrario è perché a Catania, in realtà, non c’ha messo mai neanche un piede. 

Catania è donna, e chi pensa il contrario qui non c’è mai stato! ultima modifica: 2020-03-06T11:14:58+01:00 da Manuela de Quarto

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