LEGGENDE

Raccontare l’Etna, tra miti e leggende

Tifeo, intrappolato sotto la Sicilia, la sorregge. Fonte: Casa Vacanze Naxos

Tifeo, intrappolato sotto la Sicilia, la sorregge. Fonte: Casa Vacanze Naxos

I miti e le leggende che vedono come protagonista la nostra Etna sono davvero moltissime. Le sue eruzioni, a volte disastrose a volte di una bellezza spettacolare, hanno trasformato un semplice vulcano in un luogo mistico pieno di credenze popolari, miti greci e leggende.

L’Etna come un catasto magico

L’Etna può essere considerata come un vero e proprio catasto magico, ricco di mostri, personaggi mitologici e non solo. Per alcuni il nostro vulcano è stato contemplato come facente parte dell’ampio complesso di porte che porterebbero all’inferno. Per Santo Calì, grecista e poeta che scrisse “I diavoli del Gebel”, i crateri dei vulcani sono appunto le porte dell’inferno, e quello dell’Etna è “la più ampia e terribile”. Le leggende sul suo cratere come porta dell’inferno, le “storie del fuoco”, sono ancora raccontate dai contadini e dai pastori che abitano alle pendici del vulcano.

L’Etna è anche casa di importanti personaggi. Il vulcano catanese sarebbe l’alloggio fisso della regina d’Inghilterra Elisabetta I. Dopo aver stipulato un patto col diavolo, la sua anima sarebbe stata rinchiusa all’interno del vulcano. A farle compagnia ci sarebbero Re Artù ed Empedocle, un filosofo presocratico che si gettò nel cratere del vulcano per studiarne l’attività eruttiva.

Aci e Galatea. Fonte: Vivi Catania

Aci e Galatea. Fonte: Vivi Catania

La leggenda di Encelado: il gigante che vive sepolto sotto l’Etna

Come spiegare ai bambini il fenomeno dell’eruzione dell’Etna? Raccontate loro la leggenda del gigante Encelado. Tutto ebbe inizio quando Encelado, il maggiore dei giganti, decise di voler prendere il posto di Giove e governare il mondo. Per poter raggiungere il cielo, grazie all’aiuto dei fratelli minori, costruì una specie di scala mettendo una sopra l’altra tutte le montagne del mondo. Con le sue mani enormi e con la bocca che sputava fuoco quando si arrabbiava, Encelado era uno dei giganti più temuti.

Prossimo alla meta, per intimorirli e contrastare la loro impresa, Giove scaglierà sui giganti un fulmine che li accecherà e li farà precipitare a terra. Encelado, anch’esso precipitato, rimarrà sepolto sotto l’Etna. La sua rabbia divenne così insostenibile da iniziare a sputare fuoco e fiamme dal cratere del vulcano catanese. Encelado ancora è arrabbiato con Giove e ogni tanto scatena la sua ira emettendo fuoco e lapilli dalla bocca dell’Etna.

Efesto: una leggenda tra amore e odio

Il giovane Efesto non ha avuto una vita molto generosa. Una leggenda lo vede protagonista di una drammatica storia. Quando la dea Era partorì suo figlio Efesto si terrorizzò per il brutto aspetto del neonato. Decise così di scaraventarlo giù dall’Olimpo. Il piccolo fu raccolto da due ninfe, Teti e Eurionome, che si presero cura di lui allevandolo in una caverna. Qui Efesto crebbe e divenne molto abile a forgiare i metalli. I gioielli che creava erano incantevoli, tanto da essere notati nell’Olimpo. La dea Era, venuta a conoscenza delle doti del figlio, si recò da lui per ordinargli di costruirle un trono. La dea, sicura di non essere stata riconosciuta, tornò nell’Olimpo. Efesto, però, comprese di trovarsi di fronte alla donna che lo aveva partorito e ripudiato. Accettò quindi il lavoro che gli era stato commissionato deciso ad approfittare dell’occasione per vendicarsi.

Così il giovane costruì per la madre un bellissimo trono maledetto: una volta seduta non sarebbe più riuscita ad alzarsi. Per liberarsi dal maleficio la dea Era dovette promettere in sposa ad Efesto Afrodite e gli permise di tornare nell’Olimpo. Ma i continui tradimenti di Afrodite e i beffeggiamenti a causa della sua bruttezza, fecero sì che Efesto lasciasse per sempre l’Olimpo per rifugiarsi nelle profondità del monte Etna.

Il miracolo della lava che si divide: i Fratelli Pii

Anapia e Anfinomo erano due giovani contadini. La leggenda narra che mentre lavoravano la terra vicino l’Etna in compagnia dei loro anziani genitori, vennero sorpresi da una spaventosa eruzione. L’unica soluzione era fuggire, ma poiché i genitori non erano in grado di correre, li caricarono sulle proprie spalle rallentando (ahimè) la loro corsa disperata. La lava li sopraggiunse, ma avvenne il miracolo: improvvisamente il fiume di lava si separò in due parti, lasciando immuni i fratelli e i loro genitori. I catanesi, venuti a conoscenza del miracolo, soprannominarono i due ragazzi “Fratelli Pii” e il luogo dove avvenne il fenomeno “Campi Pii”.

I Fratelli Pii protagonisti di un miracolo. Fonte foto: Pietro Aquila, The Catanian Brothers After Annibale Carracci

I Fratelli Pii protagonisti di un miracolo. Fonte foto: Pietro Aquila, The Catanian Brothers After Annibale Carracci

Aci e Galatea: una leggenda d’amore alle pendici dell’Etna

Aci e Galatea erano innamoratissimi. Un giorno il pastorello e la giovane ninfa vennero visti da Polifemo, anch’esso stregato dalla bellezza di Galatea. Accecato dalla gelosia, il Ciclope decise di vendicarsi. Non appena Galatea si tuffò in mare, Polifemo prese un grosso masso di lava e lo scagliò contro il povero pastorello uccidendolo. Gli occhi di Galatea non ebbero pace vedendo il corpo martoriato di Aci. Le sue continue lacrime furono notate da Giove e dagli dei: questi decisero di trasformare il sangue del pastorello in un fiume. “U sangu di Jaci”, chiamato così per il suo colore rossastro, è una piccola porzione del fiume Akis (quasi interamente sotterraneo) che si creò nei pressi di Santa Maria la Scala, luogo dove i due amanti si incontravano segretamente.

Tifeo: il gigante intrappolato che sorregge la Sicilia

La leggenda narra che la Sicilia sia sorretta da un gigante di nome Tifeo. Figlio di Gaia, Tifeo era un mostro con tre teste. Acerrimo nemico di Zeus, tentò di impadronirsi dell’Olimpo, ma questo lo condannò gettandolo dentro l’Etna. Qui rimase schiacciato e non smise di sputare fuoco e fiamme. Tifeo, in una posizione decisamente scomoda, vive al di sotto della nostra Isola. Sulla sua mano destra poggia Peloro, sopra la sinistra Pachino, Lilibeo si trova vicino alle sue gambe, e sopra la testa si trova l’Etna. Tifeo, ancora oggi inferocito con Zeus, spesso vomita fiamme e sabbia dalla bocca, e quando invano tenta di smuoversi dalla sua posizione induce terremoti.

Fonte immagine di copertina: Casa vacanze Naxos.

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Raccontare l’Etna, tra miti e leggende ultima modifica: 2018-07-30T09:33:16+00:00 da Valentina Friscia

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