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Arancia rossa di Sicilia: storie, curiosità e leggende del “frutto d’oro”

Arancia rossa di Sicilia, frutto d'oro

«Di Mungibeddu tutti figghi semu / terra di focu, di canti e d’amuri / st’aranci sulu nui li pussidemu / e la Sicilia nostra si fà onuri. E di luntanu venunu li furasteri a massa / dicennu la Sicilia chi ciauru ca fà. L’oduri di la zagara si senti / e riturnau la bedda primavera / rosi sbucciati, lu suli cucenti / Sicilia bedda tu si ‘na ciurera. Chi ciauru, chi ciauru di balucu e di rosi / evviva la Sicilia e l’abitanti sò
Gaetano Emanuel Calì

Arancia rossa di Sicilia: eccellenza e capolavoro

Arancia, antico ibrido e profumo inebriante. Simbolo della Sicilia più autentica e connubio di tradizioni. Da secoli, ormai, nasce come specie autonoma e si propaga per innesto e talea. L’arancia rossa di Sicilia è un tripudio di benessere. Un laboratorio di ricchezze, elisir di lunga vita e tesoro del giardino delle Esperidi. Contiene il 40% di vitamina C in più rispetto alle altre arance ed è ricca di vitamina B, A e antiossidanti. Inoltre è uno scudo contro i tumori, arteriosclerosi e diabete.

L’arancia rossa contiene, ancora, pectina, potassio e antocianine. Le varianti sono: Moro (originaria della zona di Lentini e tuttora diffusa nelle aree di Catania e Siracusa) Tarocco (scoperta in un agrumeto di Francofonte) e Sanguinello (Catania e Siracusa). L’arancia rossa, nel catanese, cresce in un territorio unico: la “chiana di Catania“, alle falde dell’Etna. Miti e leggende si sono susseguiti in questo luogo suggestivo e si sono sposati amabilmente alle tradizioni e alla cultura locale.

Arancia rossa di Sicilia, tripudio di benessere

Aranci, alberi che adoro, il vostro profumo mi è dolce! Vi è cosa nel regno di Flora che possa riuscir più gradita? Quei frutti dalla buccia soda sono un antico tesoro; e il giardino delle Esperidi non vide mai altri pomi d’oro. Jean de La Fontaine

Tradizioni, storie e leggende

La mitologia greca racconta che Era, la sposa di Zeus, portò in dote alcuni alberelli dai frutti dal colore dell’oro. Zeus, per paura che gli venissero sottratti, li custodì in un giardino sorvegliato dalle Esperidi, ninfe dal dolce canto. Eracle (Ercole nella mitologia romana), in occasione dell’undicesima fatica, riuscì a sottrarre i “frutti d’oro” sconfiggendo il drago messo come custode dalla dea.

Si narra che nel 1860, durante l’armistizio di Palermo, Garibaldi si trovasse presso Palazzo Pretorio a coordinare e dirigere le operazioni contro le truppe borboniche. Il generale borbonico Letizia e il colonnello Buonopane, capo di stato maggiore borbonico, vennero convocati per discutere dell’armistizio. Qui trovarono Garibaldi seduto su una poltrona con davanti a sé alcuni sigari, delle arance, un piccolo pugnale e diversi fogli. Il generale propose di prolungare l’armistizio mentre Garibaldi sbucciava un’arancia offrendone qualche spicchio ai due. Durante la discussione, tra uno spicchio e un altro, si sentirono i colpi di una carica di moschetteria che fecero sobbalzare Letizia e Buonopane. Garibaldi, indifferente, pronunciò poche parole: “fate che cessino” continuando a sbucciare arance.

Arancia rossa di Sicilia, storie e leggende

Arancia rossa di Sicilia

Un’altra leggenda narra che un giorno il re di Spagna ricevette in dono un alberello di arancio. Entusiasta del piccolo presente, lo fece piantare in giardino per goderne della vista e del suo inebriante profumo. Un giorno, un ambasciatore in visita, passando proprio da quel giardino, rimase colpito dalla bellezza e dall’odore dell’albero e così ne chiese un ramoscello in regalo. Il re, geloso del suo albero, rifiutò la richiesta e l’ambasciatore decise di corrompere il giardiniere con 50 monete d’oro. Il compenso, in futuro, fu utilizzato come dote per la figlia. La giovane, il giorno del matrimonio, adornò i suoi capelli con un ramoscello di fiori d’arancio, fonte della sua fortuna. Da quel giorno, i fiori d’arancio, simbolo di purezza, vennero associato al rito del matrimonio.

Info, fonti e approfondimenti

Tutela Arancia Rossa

Si consiglia la lettura di Le arance d’oro, di Luigi Capuana

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Arancia rossa di Sicilia: storie, curiosità e leggende del “frutto d’oro” ultima modifica: 2019-08-02T11:00:23+02:00 da Cristina Gatto

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