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Vincenzo Bellini: curiosità e aneddoti sul Cigno catanese

Vincenzo Bellini. Fonte foto: Associazione Musicale Vincenzo Bellini

Vincenzo Bellini, considerato come uno dei più celebri compositori italiani dell’800, ha regalato alla sua città, Catania, e a tutto il mondo un indiscusso patrimonio musicale d’alto livello. Soprannominato il “Cigno catanese”, oggi vi racconteremo alcune curiosità sul famoso compositore.

La morte di Bellini: un caso irrisolto

Morto all’età di 33 anni, la scomparsa di Vincenzo Bellini è stata scandita da innumerevoli dubbi sulla causa del decesso. Infezione intestinale o avvelenamento? È questo ciò che i giornali in voga all’epoca intitolavano sulle prime pagine. Chi avrebbe potuto desiderare la morte del giovane musicista? Gelosia artistica o amorosa? È vero che all’epoca Bellini era all’apice della sua carriera artistica, era conosciuto e applaudito in ogni sua opera: certamente vi erano molte personalità di rilievo che vedevano Bellini come un uomo pieno di sé, che pensava solo all’esaltazione di se stesso. Chi poteva serbare così tanto rancore artistico da ucciderlo?

Tomba di Vincenzo Bellini alla Cattedrale di Catania. Fonte foto: Pintarest - Massimiliano Arezzo

Tomba di Vincenzo Bellini alla Cattedrale di Catania. Fonte foto: Pintarest – Massimiliano Arezzo

C’è da dire che, nel corso del 1835, l’artista catanese iniziò ad accusare strani dolori che lo obbligarono a prendersi una pausa dai suoi impegni prendendosi un periodo di riposo. Così si trasferì in Francia, a casa dell’amico Samuel Lewis nella villa di Puteaux. L’ipotesi di avvelenamento sembra avvalorata dallo strano comportamento dell’amico e della moglie. Pare che vietassero a chiunque di vedere Bellini ammalato e che, da un giorno all’altro, partirono in fretta e furia lasciando Vincenzo col giardiniere. Poco dopo, in seguito a forti convulsioni, l’artista morì. La gente iniziò a sospettare che Bellini fosse stato avvelenato dall’amico, geloso della relazione che qualcuno diceva si fosse instaurata tra sua moglie e il giovane dongiovanni.

La morte di Bellini: le lacrime dei catanesi

Il decesso per avvelenamento verrà in seguito escluso dopo l’autopsia, e verrà stabilito che Vincenzo morì a causa di un’infiammazione acuta dell’intestino complicata da un ascesso di fegato. La sua morte sconvolse i catanesi. Questi, vestiti a lutto, intervennero spontaneamente alla rappresentazione della Norma presso il Teatro Comunale, parato con drappi neri, applaudendo l’opera e piangendo per l’enorme perdita. Le spoglie di Vincenzo Bellini furono trasportate a Catania nel 1876, ed eccezionalmente venne utilizzato come carro funebre la Carrozza del Senato.

Perché “Pasta alla Norma”?

La Norma di Bellini o la “pasta alla Norma”? Il nome di un’importante opera belliniana in una ricetta tutta catanese. Si racconta che Nino Martoglio, commediografo del teatro siciliano, quando un giorno si trovò davanti ad un piatto di pasta fatta con salsa di pomodoro, melanzane fritte e ricotta salata, disse “Chista è na vera Norma”, alludendo al capolavoro di Vincenzo Bellini. Diverse sono comunque le spiegazioni sul nome della pasta alla catanese: ve ne abbiamo già parlato in un precedente articolo.

La statua alta 15 metri rappresenta Bellini seduto in un trono posto su un alto piedistallo ai cui quattro lati sono affiancati i quattro protagonisti principali di altrettante celeberrime opere del compositore: Norma a ovest, Ernesto (da 'Il Pirata') a nord, Amina (da 'La Sonnambula') a est, Arturo (da 'I Puritani e I Cavalieri') a sud. Fonte foto: Guidainsicily

La statua alta 15 metri rappresenta Bellini seduto in un trono posto su un alto piedistallo ai cui quattro lati sono affiancati i quattro protagonisti principali di altrettante celeberrime opere del compositore: Norma a ovest, Ernesto (da ‘Il Pirata’) a nord, Amina (da ‘La Sonnambula’) a est, Arturo (da ‘I Puritani e I Cavalieri’) a sud. Fonte foto: Guidainsicily

Il francese di Bellini: una pioggia di errori

Vincenzo Bellini non era particolarmente portato per le lingue. Il suo francese lasciava molto a desiderare. Henrich Heine, giovane poeta tedesco, raccontò in “Notti Fiorentine”, che il francese di Bellini era così terribile da non avere eguali e che quando si trovava in società, le sue parole sbagliate facevano sbiancare il volto di tutti, provocandone una fortissima voglia di ridere, che a stento trattenevano.

Vincenzo Bellini protagonista mondiale di città e scritti

Bellini sarà ricordato così in una lapide in un sobborgo di Parigi: “Quartier Bellini – Ici s’élevait la maison – de Bellini – né a Catane en 1801 – Il y écrivit Les Puritains – et y mourut le 23.9.1835 – Ce quartier lui est dedié“.

L’artista catanese è citato in diversi libri, in innumerevoli ambiti. In Washington Square di Henry James viene citato come uno dei musicisti preferiti dalla protagonista Catherine, appassionata di musica operistica.

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Vincenzo Bellini: curiosità e aneddoti sul Cigno catanese ultima modifica: 2019-08-28T10:52:35+01:00 da Valentina Friscia

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