L'arte della gioia, riflessioni ed emozioni (senza prendersi mai sul serio) sulla serie tv

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L’arte della gioia, riflessioni ed emozioni (senza prendersi mai sul serio) sulla serie tv

Arte Della Gioia

Ah, il magico mondo del cinema! Le luci si spengono lentamente, avvolgendo la sala in un buio cinematografico che cela l’attesa e l’emozione. Il silenzio cala, palpabile, mentre lo schermo si accende e il film prende vita. È un momento di intimità profonda tra me e la pellicola, un bisogno primario. Questa volta, l’attesa è stata per “L’arte della gioia“, serie tv firmata da Valeria Golino, prodotta da Sky Studios e HT Film. Adattamento liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza.

L’arte della gioia, Modesta(mente)

Modesta, con la sua personalità vibrante e irriverente, è come un raggio di pura gioia che illumina ogni ambiente. Trasgredisce ogni regola convenzionale con una naturalezza disarmante. Attraverso uno stile unico e affascinante, Goliarda Sapienza ci conduce in un mondo letterario dove le norme sociali vengono audacemente sfidate e reinventate. Goliarda Sapienza non si limita a celebrare la libertà individuale; attraverso la sua scrittura profonda e provocatoria, ci invita a esplorare le intricate profondità dell’animo umano. Ma non sono qui per dilungarmi sul romanzo che avreste già dovuto leggere; se non lo avete ancora fatto, correte in libreria per evitare l’anatema!

Parliamo della trasposizione cinematografica. La serie si sforza di non essere una semplice trasposizione, ma piuttosto un’interpretazione viva e vibrante della storia di Modesta, ricca di nuance e contraddizioni, proprio come la sua protagonista. È un viaggio che mescola dramma, formazione e una riflessione profonda sulle passioni umane, il tutto incastonato in un contesto storico che vive e respira.

Goliarda Sapienza
Goliarda Sapienza, scrittrice di L’arte della gioia

Tecla Insolia è una rivelazione come Modesta, con un mix di determinazione e fascino che ti cattura dall’inizio alla fine. Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi, sono intense e travolgenti. La Bruni Tedeschi, aggiungo, è immensa.

Dovete vederlo

Valeria Golino porta sullo schermo la prima parte del romanzo. Si comincia dall’infanzia, passando attraverso il suo tempo in convento e culminando nel suo ingresso nella villa della Principessa Gaia Brandiforti (interpretata da Valeria Bruni Tedeschi), madre di Leonora. Qui, Modesta si rivela essenziale, guadagnando sempre più potere nel palazzo, fino al suo arrivo al sontuoso palazzo di Catania. Ambientata tra il 1909 e il primo dopoguerra, con l’arrivo della febbre spagnola, “L’arte della gioia” abilmente intreccia un racconto di ampio respiro.

L’arte della gioia

Nella seconda parte della serie, vengono esplorati i trascorsi legati alla famiglia Brandiforti. Valeria Golino, insieme a Nicolangelo Gelormini, regista del quinto episodio, maneggia lo scandalo del romanzo. La narrazione segue le vicende di Modesta, alternando con maestria un impianto drammaturgico classico con un linguaggio cinematografico ultramoderno. Le incantevoli musiche di Tóti Guðnason aggiungono un ulteriore strato di profondità emotiva e atmosferica alla serie.

Audace nel catturare quel fervore di emancipazione che infiamma le pagine del libro, la serie non si propone come una trasposizione fedele. Rappresenta l’essenza del romanzo, sfumata, irregolare. La scrittrice catanese era unica. Privata, multiforme e passionale. Controversa. Sfaccettata. Applausi.

L’arte della gioia, riflessioni ed emozioni (senza prendersi mai sul serio) sulla serie tv ultima modifica: 2024-06-27T09:08:42+02:00 da Cristina Gatto

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