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NATURA

Saponaria dell’Etna, una pianta incastonata nella pietra lavica

Saponaria dell'Etna, un fiore tra la lava

Mio nonno amava molto a Muntagna. Ogni volta che la guardavamo insieme, c’era sempre un attimo di silenzio. Poi mi diceva: “Lei nenti distrugge, lei trasforma.” Era così che iniziava a raccontarmi della Saponaria dell’Etna…

Una pianta che nasce tra la nera pietra lavica dell’Etna

La Saponaria, chiamata scientificamente Saponaria officinalis è una pianta incredibile. Incredibile perché essa arriva, è proprio il caso di dirlo, nei mesi più caldi. Da giugno ad agosto, germoglia e fiorisce. Non la spaventano i 40 °, né l’assenza di piogge. Incredibile, perché essa si trova a crescere tra le aspre terre lunari dell’Etna. Sì, proprio sulla pietra lavica questa pianta insidia le sue robuste radici. Questa particolare vegetazione si riunisce in gruppi e assume la forma di cuscini, detti “pulvinidi”: i cuscini di saponaria. In questo periodo salendo sull’Etna, soprattutto sul versante Sud, è frequente vedere molti cuscini verde e viola tenue.

Il paesaggio lunare ed il caldo non spaventa la saponaria, dunque. E se qualcuno può pensare che non potrà mai essere una pianta dal bell’aspetto, si sbaglia! A partire dal profumo, che è inebriante e fresco, la pianta magica riserva tenere bellezze. Il colore dei suoi fiori è di un viola tenue ed il contrasto con il nero della pietra lavica è assolutamente unico.

Saponaria dell'Etna, tutte le curiosità
Saponaria dell’Etna, nel dettaglio i fiori di questa pianta che nasce tra la pietra lavica (photo by pixabay)

La Saponaria nell’antichità, pianta che donava bellezza

La Saponaria prende il suo nome dalla sua proprietà più importante: la saponina ( vale a dire dei glicosidi terpenici). Infatti, questa pianta che trova casa sull’Etna, ha proprietà detergenti spettacolari, che sembra si siano conosciute almeno tremila anni prima di Cristo. Fu l’antica Babilonia ha riconoscere in questa pianta, che nasce dove null’altro cresce, il suo potere detergente. Il suo impiego costante per la cura del corpo e dei vestiti arrivò fino alla caduta dell’Impero Romano, per poi riaffermarsi nell’epoca medievale, fino ai giorni nostri. Probabilmente la saponaria fu il primo dentifricio rudimentale della storia dell’umanità. Lo stesso Ippocrate la cita definendola capace di donare alle donne una pelle liscia degna di quella della dee. I cuscini di Saponaria possono diventare dei veri e propri micro-habitat per altre specie vegetali e animali, per questo essa rappresenta un’oasi sicura. I frutti della pianta sono capsule che racchiudono moltissimi semi brunastri.

Le proprietà officinali della Saponaria dell’Etna

Saponaria dell'Etna, usata nell'antichità per lavare la lana
Nel dettaglio la lana appena tosata e lavata, che nell’antichità veniva sgrassata con la Saponaria (photo by pixabay)

Questa pianta, dall’aspetto gentile ed il contesto crudo, ha proprietà detergenti. Vale a dire che una volta immersa nell’acqua la fa spumeggiare. Nell’antichità veniva usata dai lavoratori della lana, che dovevano sgrassare il prodotto lanoso dopo la tosatura, infatti i glucosidi della pianta sciolgono i grassi. Le sue proprietà officinali, però, non finisco qui. Infatti, queste piante possono aiutare a depurare le mucose infiammate delle vie respiratorie, gastriche e urinarie, danno sollievo ai reumi, depurano anche il sangue. L’effetto collaterale della saponaria è che se da un lato ha tutti questi benefici, dall’altro, da studi scientifici recenti, risulta essere elevatamente tossica. E per questo, negli anni, il suo uso è stato gradualmente abbandonato. Inoltre, la saponaria è un ottimo combustibile e veniva spesso usata in una mistione particolare per infiammare le torce.

Le leggende della Saponaria dell’Etna

Saponaria dell'Etna, il fiore tra la lava
Un dettaglio bellissimo della Saponaria (photo by pixabay)

La leggenda che mi raccontava spesso mio nonno, quando camminavamo per la Valle del Bove, d’estate, ed incontravamo la saponaria vestita con i suoi colori più vivi, l’ho sentita raramente. Qualche anno fa un anziano catanese, conosciuto per caso, me la raccontò nuovamente. Pare che fosse stata la dea dell’Amore e della Bellezza, Venere, ad aver piazzato personalmente i cuscini di Saponaria sull’Etna. Per ricordare a tutti che anche tra le insidie più grandi può nascere amore, bellezza e tenerezza:Picchì l’amuri cummanna su tutto! Un’altra leggenda, più moderna e dallo stile celtico, vuole che i cuscini erbosi della nostra pianta siano il giaciglio di gnomi, fate e creature del bosco. Siamo curiosi di conoscere le vostre storie legate alla Saponaria dell’Etna.

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata.
A.E.

Saponaria dell’Etna, una pianta incastonata nella pietra lavica ultima modifica: 2020-07-03T15:01:46+02:00 da Manuela de Quarto
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