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Il ricordo di Giuseppe De Felice Giuffrida, il prosindaco di Catania

il busto dedicato al sindaco più amato di Catania: Giuseppe De Felice Giuffrida

Giuseppe De Felice Giuffrida è uno dei personaggi catanesi più amati e apprezzati per il suo operato. Il 19 luglio 2020 si è celebrato l’anniversario della morte di quest’insigne personalità, avvenuta esattamente cento anni fa. De Felice è ilsindaco di Catania” per antonomasia. Grazie alle sue doti e alla grande personalità, Giuseppe De Felice ricoprì più volte il ruolo di capo della Provincia. Incise tangibilmente col suo operato nel periodo compreso fra l’Unità d’Italia e l’avvento del Fascismo. Con itCatania ripercorriamo la sua vita e carriera.

La vita di Giuseppe De Felice Giuffrida (1859-1920)

La sua fu una vita ricca di eventi e avvenimenti. De Felice nacque a Catania il 17 settembre del 1859 da una famiglia di umili origini; il giovane Giuseppe rimase presto orfano di padre e trascorse gli anni della fanciullezza nell’Ospizio di beneficenza (noto a Catania come “‘u cummittu “). Per aiutare la famiglia e mantenersi negli studi fece il venditore di vino, il piazzista di macchine da cucire, il tipografo; arrivò persino a suonare il bombardino in una banda musicale. Completati gli studi, il promettente giovane si iscrisse all’Università e si laureò in giurisprudenza, lavorando nell’ambito sociale. Superò gli esami per diventare procuratore legale ma non esercitò mai la professione forense preferendo accettare un posto di archivista in prefettura, incarico che mantenne per poco tempo perché si inimicò i politici del tempo.

De Felice dovette affrontare numerosi attacchi, processi ed esperienze in carcere. Fu costretto anche a scappare a Malta. Nel 1892, Giuseppe De Felice Giuffrida divenne il più autorevole ed amato esponente delle idee socialiste, tanto da essere eletto deputato, unico siciliano tra i socialisti.

Giuseppe De Felice Giuffrida è universalmente riconosciuto come il “sindaco di Catania” per antonomasia. Per la sua attenzione verso i più poveri ricevette l'affettuoso nomignolo di "NOSTRU PATRI" (Nostro padre).
Giuseppe De Felice Giuffrida è universalmente riconosciuto come il “sindaco di Catania” per antonomasia. Per la sua attenzione verso i più poveri ricevette l’affettuoso nomignolo di “NOSTRU PATRI” (Nostro padre). Foto: Obiettivo Catania

Una strofetta popolare racconta l’episodio con questi versi: “DI FILICI È GGIUTU A MARTA,PPI NUN ESSIRI CARZARATU,’A FACCIAZZA DI CARNAZZA LU FICIRU DIPUTATU!” (Fonte: Biografia di Casimiro Nicolosi). Il ritorno in Sicilia fu trionfale. Nel 1912, De Felice fu espulso dal Partito Socialista. Il Catanese appoggiò la Campagna in Libia e partecipò alla Prima Guerra mondiale. Finì la sua carriera politica amministrando Catania. De Felice divenne Presidente del Consiglio Provinciale nel 1912 e vi rimase fino a poco prima della morte, avvenuta a luglio 1920.

L’attività giornalistica

Giuseppe De Felice Giuffrida fece del giornalismo una delle attività principali della sua vita. A poco più di vent’anni, nel 1880, fondò il settimanale politico “LO STAFFILE“, seguito da l’ “UNIONE“, nato come organo del Circolo repubblicano e divenuto poi “organo del lavoro di Catania “. Inoltre, l’illustre catanese fu collaboratore di alcuni importanti organi di stampa di interesse nazionale, fra cui il “SECOLO” di Milano e l'”AVANTI” di Roma; nel 1906 diresse il “CORRIERE DI CATANIA”. Fu inviato a Parigi per l’affaire Dreufus e fece il reportage di guerra durante l’esperienza da volontario nel Carso durante la Prima Guerra Mondiale.

La creazione dei Fasci Siciliani e la condanna del governo Crispi

De Felice Giuffrida creò un’ organizzazione per difendere gli interessi delle società operaie siciliane. Per acclamazione, durante il primo congresso dei Fasci isolani che si tenne a Palermo il 21 e 22 maggio 1893, il catanese fu eletto membro del nuovo comitato centrale, divenendo promotore e organizzatore dei Fasci dei Lavoratori siciliani. La costituzione dei Fasci provocò lotte, disordini e morti in quasi tutta la Sicilia. Francesco Crispi intervenne duramente con una repressione: dichiarò lo stato di assedio e fece arrestare i fondatori e i sostenitori dei Fasci. De Felice fu condannato a diciotto anni di di reclusione. Carcerato nel penitenziario di Volterra, ne uscì due anni dopo, in seguito all’ amnistia emanata, dopo la caduta del governo Crispi.

Giuseppe De Felice Giuffrida operò molti interventi a favore della città di Catania sia dal punto di vista urbanistico che economico.
Giuseppe De Felice Giuffrida operò molti interventi a favore della città di Catania sia dal punto di vista urbanistico che economico. Fonte foto: Pagina Facebook Catania per un prosindaco che sia difensore dei cittadini

Carriera politica a Catania

De Felice si impose pienamente nella vita politica cittadina e nazionale. Nel 1895, di ritorno a Catania divenne nuovamente deputato. Alle elezioni politiche generali del marzo 1897, sedette ininterrottamente alla Camera dalla XVIII alla XXV legislatura. Nella seduta del 30 giugno 1899 si ricorda un suo celebre gesto: contro la limitazione della libertà della stampa e configurazione di illecito penale per varie forme di opposizione politica, De Felice, rovesciò le urne per le votazioni. Questo fatto provocò la chiusura del Parlamento per tre mesi e un procedimento penale da cui De Felice venne poi prosciolto. Fu consigliere comunale e provinciale ricoprendo tutte le cariche possibili.

Gli interventi a Catania

De Felice rivestì la carica di prosindaco tra 1902/06 e 1912/14. A lui si deve essenzialmente la trasformazione della natura municipale della città. Giuseppe De Felice fu anche un innovatore dal punto di vista urbanistico: realizzò infrastrutture, favorì gli investimenti; voleva creare un grande via che collegasse la stazione centrale agli scavi di piazza Stesicoro. Fu tra i primi a voler modificare San Berillo pensando allo sventramento. A lui si devono la sistemazione della Piazza dei Martiri e del Passiatore, il prolungamento del viale Regina Margherita, viale XX Settembre e viale Mario Rapisardi, la realizzazione dell’ospedale Garibaldi, del carcere nuovo di piazza Lanza, dell’ospizio Ardizzone Gioeni. Istituì le prime tramvie e i forni municipali per i bisognosi, dando vita a un vero e proprio panificio comunale. In quegli anni anni che Catania, divenne il riferimento urbano di modernizzazione più importante della Sicilia orientale.

A lui i catanesi si rivolgevano affettuosamente chiamandolo “NOSTRU PATRI“. A 100 anni dalla sua morte Giuseppe De Felice rimane l’exemplum insuperabile di pubblico amministratore animato dall’amore per la città e per i catanesi. C’è da aggiungere che a Catania, i Fasci erano una vera e propria società di mutuo soccorso che si occupava di distribuire le derrate alimentari e di fornire le medicine necessarie per i più bisognosi. Inoltre, quando a Catania scoppiò il colera, De Felice non scappò e si adoperò per far arrivare i farmaci necessari per curare i malati.

Uomo dalla personalità complessa

Giuseppe De Felice Giuffrida è apprezzato sia dalla destra che dalla sinistra. Alcuni lo considerano un maestro, altri lo ritengono un demagogo e populista. Diede vita a corrente politica chiamata defeliciana, che portò benefici enormi alla città etnea. Leader carismatico dalla grande vis oratoria fu un uomo molto generoso, legato alla famiglia e agli alti valori, soprattutto democratici. Si racconta che fosse laico ma devoto di Sant’Agata e che nella ricorrenza del 1 maggio, accompagnasse gli elettori sotto casa di Mario Rapisardi, il vate del progresso civile. I più raccontano del suo sconfinato amore per la sua terra, accompagnato dalla voglia di assicurare un riscatto economico e sociale alle classi umili, tanto da divenire quasi mitico rappresentante del popolo.

Giudizi

Il giudizio di Giovanni Giolitti: “La mia impressione di lui – scriveva – è sempre stata che fosse un uomo di buonafede, un galantuomo che ha sempre vissuto modestamente; un po’ immaginoso ma fondamentalmente buono”. La socialista Anna Kuliscioff lo descriveva così: “De Felice è la sintesi, l’espressione vera e genuina, delle qualità e dei difetti di quella immensa popolazione. Anzi, direi ch’egli come tipo dell’ambiente riassume in sé in modo esagerato le tendenze basse ed elevate; perché il bello e il brutto si toccano e si confondono là con un’armonia meravigliosa… De Felice è il vero viceré; i baroni e i principi lo ossequiano, i facchini del porto lo abbracciano, gli operai delle zolfare si rivolgono a lui come al redentore, le ragazze allegre lo festeggiano al suo passaggio”.

Lo storico Giuseppe Astuto lo ha definito “il vicerè socialista“, Rivoluzionario e riformista per il fatto che usava le organizzazioni di massa e il Comune come strumenti della partecipazione popolare e del cambiamento della vita economico-sociale. (Fonte: https://livesicilia.it/). Di lui si sono occupati anche i prof. Giuseppe Giarrizzo e Santi Correnti.

Il busto dedicato al sindaco Giuseppe Giuffrida De Felice si trova tra quelli degli uomini illustri catanesi all'interno del Giardino Bellini, dall'ingresso di via Santa Maddalena, posto di fronte a quello di G. Verga.
Il busto dedicato al sindaco Giuseppe Giuffrida De Felice si trova tra quelli degli uomini illustri catanesi all’interno del Giardino Bellini, dall’ingresso di via Santa Maddalena, posto di fronte a quello di G. Verga. Foto: Sabrina Portale

Omaggio della città di Catania a Giuseppe De Felice Giuffrida

Giuseppe De Felice morì il 19 luglio 1920, ad Acicastello, ospite nella villa di un suo amico), possedeva solo sei lire. Al corteo funebre si racconta che parteciparono circa duecentomila persone. La sua salma riposa all’interno del cimitero monumentale di Catania all’interno viale dedicato agli uomini illustri. Ogni anno, il 2 novembre alle 8,30, la Municipalità rende gli onori alla tomba di De Felice. Un busto marmoreo a lui dedicato si trova nel viale degli Uomini Illustri all’interno del Giardino Bellini, entrando dall’ingresso posteriore, vicino la Chiesa di San Domenico, sito di fronte al busto di G. Verga.

L'Istituto industriale sorto nel 1919 in pieno centro storico, fra le ville di Viale Regina Margherita, l'ingresso di Villa Bellini e alle spalle dell'Orto botanico, dedicato alla figura di Giuseppe Giuffrida De Felice.
L’Istituto industriale sorto nel 1919 in pieno centro storico, fra le ville di Viale Regina Margherita, l’ingresso di Villa Bellini e alle spalle dell’Orto botanico, dedicato alla figura di Giuseppe Giuffrida De Felice. Foto: Sabrina Portale

Istituto De Felice Giuffrida di Catania

Nel 1879 circolava l’idea di creare a Catania una scuola ad indirizzo commerciale. Giuseppe De Felice Giuffrida supportò attivamente il progetto. Nel 1910 cominciarono i lavori di realizzazione della scuola; nel 1919, come risulta da una delibera della Camera di Commercio, furono istituite la scuola commerciale e la scuola agraria (Eredia).
Le prime lezioni si svolsero presso la Camera di Commercio e nel 1925 fu acquistato il terreno di fronte al Giardino Bellini, accanto alla villa del Duca di Misterbianco, e alle altre splendide ville, con alle spalle l’ Orto Botanico e nella centralissima Piazza Roma. (Fonte: https://www.siciliareport.it)


Nel 1929 fu consegnata l’attuale sede, opera dell’architetto Francesco Fichera. Re Vittorio Emanuele III il 14 maggio del 1930 inaugurò l’edificio che oggi è una delle scuole più innovative della città.

Un doveroso omaggio all’uomo Giuseppe e al politico De Felice, figura da far conoscere ai giovani e riscoprire a quelli più avanti negli anni. Un amministratore che ha messo la politica al servizio della comunità. A causa dell’emergenza Covid-19, il convegno promosso dal Lions Club di Catania è stato rimandato a settembre, di sicuro iniziative volte a far conoscere la sua personalità e il suo operato dovranno moltiplicarsi.

Altre fonti oltre a quelle già citate nel corpo dell’articolo: pagina fb curata dall’ Avv. G. Lipera “Catania per un prosindaco che sia difensore dei cittadini”, Comune di Catania, Obiettivo Catania.

Foto copertina: Sabrina Portale

Il ricordo di Giuseppe De Felice Giuffrida, il prosindaco di Catania ultima modifica: 2020-07-30T15:35:26+02:00 da Sabrina Portale
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