PERSONAGGI

Pippo Pernacchia: un omaggio allo storico personaggio catanese

Pippo Pernacchia

Murales del bar Mocambo a Taormina

La storia che sto per raccontarvi parla di un personaggio che ha animato le strade di Catania. Alcune righe su una figura che sembrava esser uscita dalle pagine di un romanzo di Vitaliano Brancati e che per i cittadini rappresentava un vero e proprio monumento. Un articolo per ricordare colui che percorreva le strade catanesi dispensando risa e deflagrazioni sonore. Le pernacchie, suo cavallo di battaglia, erano rivolte agli sparuti nobili decaduti o a quei politici boriosi in piena campagna elettorale. Tre erano le medaglie con le quali si era autodecorato e che ciondolavano ad ogni passo dalla sua giacca scura. Un piccolo omaggio a Pippo Pernacchia.

Pippo Pernacchia

Dalla pagina fb tributo a Pippo Pernacchia. “Ecco come Tony Zermo si ricorda dei tempi andati… Su La Sicilia del 15 agosto. (2016)”

Pippo Pernacchia. Ovvero: Giuseppe Condorelli

Nel cercare informazioni su Pippo Pernacchia, al secolo Giuseppe Condorelli, ho avvertito una leggera tristezza per non averlo mai conosciuto. Tra le testimonianze e i libri che ho avuto il piacere di leggere e che raccontano le gesta di quest’uomo, emerge tutta la sua personalità. Unico, divertente, abile e profondamente buono. Lo scenario è quello catanese e le prime tracce di Condorelli si hanno negli anni Sessanta. Catania è al suo massimo splendore e cova sogni e desideri. Qui, tra antichi palazzi e strade gremite di gente staziona un ragazzotto.

Ha all’incirca trent’anni e si diletta nel produrre rumorose pernacchie. Le risate ed il divertimento da parte dei cittadini sono facilmente intuibili, così come il soprannome che inizia a girare. Più che un appellativo, come da tradizione catanese, un pecco (i pecchi, utilizzati soprattutto fino al secolo scorso ma non del tutto scomparsi, vengono legati ai vizi, ai difetti, alle abitudini o alla propria attività lavorativa). Pippo Pernacchia, con il suo marchio di identità, si fa furbo e decide di vendere la sua arte. Chiunque può usufruire della sua abilità e di rifarsi di un nemico facendolo precipitare nel ridicolo. Pippo Pernacchia ha un tariffario calibrato in base all’importanza del malcapitato che viene inseguito o aspettato per poi essere chiamato a gran voce e spernacchiato.

A suon di pernacchie riesce a ridimensionare l’ego più tronfio

Pippo Pernacchia ha gli occhi buoni e velati di bricconeria. Un sorriso perenne gli incornicia il volto rotondo e gli conferisce un’aria trasognata. Non contesta e non protesta, ma la sua funzione sociale è ben evidente. A suon di pernacchie riesce a ridimensionare l’ego più tronfio, a ricordargli di mettere i piedi per terra. Pippo è un uomo semplice e amato dai suoi concittadini. I conducenti degli autobus lo portano e lo mostrano come un trofeo, concedendosi qualche ora di svago. D’estate, quando Catania si svuota, raggiunge posti come Taormina o Acireale per incuriosire e far divertire i turisti. (Pippo viene ritratto dal pittore francese Christian Bernard nel Murales del bar Mocambo e qualche anno fa il Times gli ha dedicato una copertina).

Gli anni, tra scherzi e rumori che risuonano per la città, passano. Pippo invecchia e forse allo stesso modo anche Catania. Quell’humour, quegli sberleffi, sembrano il ricordo di un mondo lontano. Pippo Pernacchia somiglia sempre di più ad un senzatetto e la sua andatura non è più tanto sicura. Barcolla, arretra e se qualcuno lo chiama può rispondere con qualche parolaccia. Pippo è malato. Ha un tumore alla gola.
Pippo «su lu purtau lu ventu cu nu sgrusciu di carrozza, u distinu nfamu e tinti ci manciau li cannarozza».
Era il 15 marzo del 1993.

Fonti, ringraziamenti e approfondimenti:

– Foto di copertina: dettaglio del Murales del Bar Mocambo che ritrae, tra i tanti personaggi, anche Pippo Pernacchia (riconoscibile per la giacca scura decorata di medaglie).
– Alessandro Russo – La Sicilia, 1 ottobre 2016.
Lo splendido sito curato da Mimmo Rapisarda.
– Il gruppo Catania e i Catanesi per averlo ricordato.
– “Giammerghi di sita – Storie e personaggi di pecchi catanesi” di Santo Privitera.

– Il romanzo “Glam City” di Domenico Trischitta, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale con Silvio Laviano per la regia di Nicola Alberto Orofino.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Pippo Pernacchia: un omaggio allo storico personaggio catanese ultima modifica: 2018-06-05T09:03:56+00:00 da Cristina Gatto

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