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I meravigliosi chiostri del monastero dei Benedettini

Chiostri Benedettini: così diversi e particolari raccontano la storia dell'edificio

I due chiostri che si trovano all’interno del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena di Catania, uno dei monasteri più grandi d’Europa e gioiello del tardo barocco siciliano, costituiscono una delle attrazioni più belle all’interno di questa prestigiosa struttura dichiarata dall‘Unesco patrimonio dell’Umanità nel 2002. Oggi l’edificio è sede del DiSUM dell’Università degli Studi di Catania. Scopriamo assieme storia e curiosità.

Il chiostro: spazio dalla funzione spirituale

Sin dall’origine, il chiostro era la struttura in cui il frate ricercava l’intimità con Dio e in cui trova “riparo” dal mondo. Il chiostro aveva essenzialmente questa funzione spirituale ed era un luogo unico anche dal punto di vista strutturale perché aperto ma coperto.

Un ruolo fondamentale in questa struttura era quello della luce, che si appoggiava sulle superfici divenendo metafisica presenza divina e rischiarando l’ambiente.

Monastero dei Benedettini:  il Chiostro dei Marmi, qui in una foto del 2017
Monastero dei Benedettini: il Chiostro dei Marmi, qui in una foto del 2017.

I Chiostri di Levante e di Ponente: il corridoio metallico e il corridoio dell’orologio

Tra i due chiostri del monastero dei Benedettini, quelli di Levante e Ponente, entrambi occupanti una superficie di 2.500 m², si trova al secondo piano il “corridoio dell’orologio“, misura infatti 214 m. Esso costituisce difatti il corridoio più lungo. Unifica due parti distinte ai lati, il refettorio e la cucina, la biblioteca, il coro di notte dell’intera struttura realizzate dal Vaccarini e migliorate da Giancarlo De Carlo. L’ingegnoso architetto realizzò anche una particolare struttura in metallo detta corridoio metallico, da tutti gli studenti del dipartimento conosciuta col nome di “ponte” e adibita a spazio per lo studio. Dalle finestre sia da destra che da sinistra si possono ammirare i due chiostri.

Il più antico dei due chiostri: quello di ponente

Il chiostro di ponente o fontana dei marmi è la struttura che ha subito più danni dalla disastrosa colata del 1669. Conosciuto anche come “Chiostro dei Marmi“ è stato realizzato nel 1600 e deve il suo nome all’utilizzo del famoso marmo di Carrara, presente nel colonnato, parte della balaustrata e nella monumentale fontana quadrilobata, elementi tipici strutturali del Rinascimento. Un’altra denominazione che lo contraddistingue è quella di Chiostro degli aranci, presenti nel sito come alberi ornamentali.

I chiostri del Monastero dei Benedettini arricchiscono di valore l'intera struttura. Qui il chiostro dei marmi adibito a scenografia per spettacoli teatrali
I chiostri del Monastero dei Benedettini arricchiscono di valore l’intera struttura. Qui il chiostro dei marmi adibito a scenografia per spettacoli teatrali.

L’antica fontana risale al 1644, opera commissionata a mastro Ioannes Lumbardelli. Quando il sito venne tolto ai religiosi e dato al Comune di Catania, la fontana fu smontata nel 1879 per edificare una palestra all’aperto. Il prezioso chiostro era usato come un campo di gioco dai tanti studenti che frequentarono il monastero, reso scuola pubblica  l’Istituto Regio Carlo Gemmellaro e caserma. La fontana fu smantellata per essere spostata a piazza Cutelli perdendo alcuni pezzi. Nel 2004 si decide si rimontarla. L’area rimase sede scolastica fino al 1977, quando Unict acquisì il sito.

I pezzi smantellati vennero nuovamente alla luce in occasione di alcuni lavori nel 1980, ritrovati persino nella rete fognaria di Piazza Dante. L’antica coppa della fontana addirittura giaceva nelle vicinanze di Palazzo Ingrassia. Attraverso alcuni scavi è stato possibile recuperare e ricollocare anche tre dei gradini che componevano il basamento originario e che erano stati sotterrati. L’intera struttura adesso è finalmente aperta al pubblico a seguito di alcuni lavori di valorizzazione e ripristino, seppur con delle chiare modifiche dovute alla totale ricostruzione dell’intero complesso.

Guarda il video.

Chiostro dei Marmi: ristrutturato

E’ uno dei chiostri del secondo monastero più grande per dimensioni in tutta Europa; è stato oggetto di nuovi lavori nello scorso maggio, dopo gli interventi del 2017 che ne hanno visto la riapertura e fruizione degli spazi, interdetti per anni a scopo preservativo, in particolare dal 2008, a studenti e limitati ai turisti e visitatori guidati dall’associazione Officine culturali.

La bellezza dei chiostri del Monastero dei Benedettini  qui le arcate del chiostro dei marmi con la splendida fontana quadrilobata rinascimentale
La bellezza dei chiostri del Monastero dei Benedettini qui le arcate del chiostro dei marmi con la splendida fontana quadrilobata rinascimentale

Il chiostro dei marmi, dallo scorso maggio, si presenta con una nuova veste grazie ai lavori che hanno ripristinato l’originario pavimento. In particolare si è provveduto a creare il piano di calpestio intorno alla fontana, con pavimentazione in cotto delimitata da aree con ghiaia grigia che accolgono anche delle piante. La fontana è stata restaurata tra il 2006-2008 ed è tornata funzionante nel 2017. 

Il sito, negli scorsi anni, ha ospitato anche numerose iniziative e spettacoli teatrali. Il chiostro è ritornato a splendere e si è tornati a respirare quell’intenso profumo di storia.

Ecco come appare oggi il chiostro dei marmi, i più antico fra i chiostri del Monastero, dopo i lavori che lo hanno interessato a maggio.
Ecco come appare oggi il chiostro dei marmi, i più antico fra i chiostri del Monastero, dopo i lavori che lo hanno interessato a maggio.

Il più bello dei tre chiostri: quello di Levante o del Caffeaos

Il chiostro di Levante si aggiunge al magnifico chiostro di Ponente. Esso è molto particolare perché ospita al centro un edificio atipico, l’eclettico Caffeaos, neogotico, decorato di maioliche variopinte con motivi tipici dell’arte araba provenienti da Vietri. Si tratta di un’edicola realizzata dall’architetto Musumeci. Il suggestivo sito si presenta anche come un vero e proprio giardino con diverse specie naturali.

Tra i due chiostri del Monastero dei Benedettini questo è il più particolare per la presenza del giardino e del Caffeaos
Tra i due chiostri del Monastero dei Benedettini questo di levante è il più particolare per la presenza del giardino e del Caffeaos.

Esso è collegato alla Chiesa di San Nicolò. Vi sono portici retti da pilastri e archi a tutto sesto, con una terrazza continua soprastante. La costruzione dell’edificio risale al 1842.

Questo spazio, presenta quattro aiuole regolari agli angoli ed una centrale. Prima che il monastero fosse reso sede dell’Università degli Studi di Catania, questo sito ospitava le ore ricreative dei monaci.  Qui i monaci prendevano il caffè e si refrigeravano durante i lunghi e caldi pomeriggi estivi. Successivamente divenne una foresteria.

La bellezza del chiostro con l'eclettica edicola.
La bellezza del chiostro con l’eclettica edicola.

Si racconta che qui venne anche Goethe durante la tappa catanese del suo Gran Tour in Italia. Era una sorta di giardino di rappresentanza per i tanti ospiti del Monastero dei Benedettini. Il chiostro si ritrova menzionato anche nel libro i Vicerè di De Roberto e come set cinematografico de: Storia di una capinera diretta dal maestro F. Zeffirelli e Mimì metallurgico ferito nell’onore di L. Wertmüller. Foto storiche testimoniano la presenza di statue, oggi perdute, all’interno del caffeaos.

Giardino pensile dei Novizi

All’interno del maestoso monastero si trova anche un particolare giardino pensile, costruito sul banco lavico del 1669, per i novizi. Essi erano i rampolli delle prestigiose famiglie siciliane; solitamente avevano fra gli 8 e 10 anni. Il giardino pensile si trova al piano superiore. Venne costruito secondo il classico schema dei giardini claustrali. Lo spazio vede la coesistenza di strutture vecchie, come le vecchie colonne distrutte, e nuove come l’artistica fontana, tornata a funzionare nel 2017. Lo spazio originario fu stravolto per favorire le funzioni dell’edificio, divenuto, come già detto, sede scolastica e sede dell’osservatori. Il giardino pensile nacque in contemporanea e sotto la suggestione dell’Orto botanico.

Si tratta di un giardino pensile molto particolare, legato per certi versi anche ai due chiostri.
Si tratta di un giardino pensile molto particolare, legato per certi versi anche ai due chiostri.

Qui sorgeva parte del giardino distrutto dalla lava. Buona parte del terreno venne destinato ad accogliere i padiglioni del nuovo ospedale dedicato al re d’Italia, Vittorio Emanuele.  Il giardino vede palme, piante grasse, dei tralicci delle colonne e delle panchine realizzate per dare fresco e ombra; i terreni erano irrigati con condotte esterne in cotto, utilizzando le acque raccolte nelle cisterne.

In fondo si trova un sedile realizzato in pietra bianca che ricalca la struttura di una sorta di casetta con finestrelle e aperture dalla forma circolare. Presente anche una fontana al livello del pavimento. Da questo spazio si gode una vista strepitosa della cupola della Chiesa di San Nicolò. Oggi è uno dei luoghi più amati dagli studenti.

Le fontane dei giardini pensili del Monastero dei Benedettini dedicati ai novizi.
Le fontane dei giardini pensili del Monastero dei Benedettini dedicati ai novizi. Foto di S. Portale

Nel 2008 la Regione Siciliana ha riconosciuto il monastero come Opera di Architettura Contemporanea. Si tratta di un sito storico, dal valore simbolico, culturale, artistico grandissimo da conoscere e far conoscere per la particolarità della sua storia e struttura.

Il giardino pensile , per bellezza es particolarità della struttura si accosta ai due chiostri
Il giardino pensile, per bellezza e particolarità della struttura, si accosta ai due chiostri.

Foto di S. Portale

I meravigliosi chiostri del monastero dei Benedettini ultima modifica: 2021-09-03T09:45:49+02:00 da SABRINA PORTALE

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