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La storia geologica di Catania:intervista al geologo Michele Bongiovanni

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Abbiamo intervistato il geologo Michele Bongiovanni che ha gettato nuova luce sull’interessante questione inerente la storia geologica del capoluogo etneo, in riferimento soprattutto agli effetti della colata lavica dell’eruzione del 1669 e del terremoto del 1693 sul centro storico della città.

Michele Bongiovanni

Michele Bongiovanni, 44 anni, geologo di Valverde, si laurea in Scienze Geologiche presso l’Università degli Studi di Catania nel 2002 e si abilita alla professione nel 2004. Nel 2007 consegue il Master Internazionale in Diagnostica Urbana e Territoriale presso l’Università degli Studi di Messina. Dal 2005 esercita la libera professione nell’ambito della progettazione e della pianificazione territoriale. Si occupa inoltre di studi di impatto ambientale, di rischio idrogeologico e rischio sismico. Ecco, di seguito, il suo prezioso contributo.

Qual è la storia geologica di Catania ?

« L’attuale assetto geomorfologico di Catania deriva da processi innescati dagli eventi vulcanici e sismici che hanno caratterizzato la città etnea nel corso della sua storia. La geologia della città è il risultato dell’azione combinata di tre principali processi connessi alla dinamica costiera controllata, durante il Quaternario, da numerosi cambiamenti del livello eustatico, all’attività tettonica e vulcanica ed infine ai processi antropici che ne hanno modificato e condizionato lo sviluppo a partire dall’età del Bronzo.

Quali sono le caratteristiche geologiche più peculiari della geologia città di Catania?

«Catania si estende lungo la costa ionica alle pendici sud-orientali dell’Etna. La città si sviluppa lungo un declivio con numerosi terrazzi marini, dal substrato di natura argillosa spessa del Quaternario inferiore-medio che evolve verso l’alto a intervalli sabbioso-conglomeratici del Mindel-Riss affioranti nella zona meridionale della città, con una serie di depositi terrazzati di origine marina. Questi depositi, databili tra i 200 ed i 40 mila anni, si ritrovano a differenti altitudini e creano un sollevamento dell’intera area nella città. Il substrato è inciso da una serie di profonde valli fluviali riempite da colate di lava le quali costituiscono il litotipo più rappresentativo dell’area urbana. Questi prodotti magmatici, fluendo dai quadranti occidentali, hanno invaso il centro urbano ».

Catania si estende lungo la costa ionica alle pendici sud-orientali dell’Etna. La città si sviluppa lungo un pendio con numerosi terrazzi marini, in cui il substrato ha una sequenza argillosa spessa fino a 600 m del Quaternario inferiore-medio che evolve verso l’alto a intervalli sabbioso-conglomeratici del Mindel-Riss affioranti nella zona meridionale della città, con una serie di depositi terrazzati di origine marina.
La storia geologica di Catania è il risultato dell’azione combinata di tre principali processi connessi alla dinamica costiera controllata durante il Quaternario da numerosi cambiamenti del livello eustatico, all’attività tettonica e vulcanica ed infine ai processi antropici che ne hanno modificato e condizionato lo sviluppo a partire dall’età del bronzo.

Dott. Bongiovanni ci illustri brevemente la natura geologica dell’Etna

« L’Etna è caratterizzato da una discontinua attività sommitale, variabile da stromboliana a fontana di lava fino ad eventi di magnitudo subpliniana, e da frequenti eruzioni di fianco che negli ultimi 400 anni hanno causato, come nel 1669, numerosi danni alle aree urbanizzate. Recenti studi realizzati nell’ambito del Progetto CARG ci danno un aggiornato quadro stratigrafico del vulcano e dell’evoluzione geologica. In particolare esistono quattro principali fasi di attività del vulcanismo: Tholeiiti Basali, Timpe, Valle del Bove e Stratovulcano ».

Il suolo è costituito in prevalenza di ceneri e materiali piroclastici, una parte di essi provengono da alcuni conetti esplosivi aperti in prossimità della base del monteEtna.
La natura del terreno della zona etnea è strettamente legata alla matrice vulcanica. Si è formato dallo sgretolamento di uno o diverse varietà di lava, risalenti a età e da materiali eruttivi diversi e variegati come sabbie, lapilli, ceneri.

Determinanti sono le quattro principali fasi di attività del vulcanismo. Ce le descrive?

«Tali fasi causarono cambiamenti dello stile eruttivo nella regione etnea e hanno condizionato lo sviluppo della complessa struttura composita dell’Etna. La fase delle Tholeiiti Basali è il risultato della migrazione verso nord, nel bacino di sedimentazione dell’Avanfossa Gela-Catania, della sorgente magmatica del vulcanismo plio-pleistocenico Ibleo. Le vulcaniti più antiche derivano da eruzioni sottomarine avvenute durante il Pleistocene medio nel bacino di sedimentazione dell’avanfossa circa 500 mila anni. Tali prodotti vulcanici sono costituiti da corpi subvulcanici e materiali sottomarini effusivi e esplosivi, lave a pillows e ialoclastiti visibili nell’area tra Aci Castello, Ficarazzi e Aci Trezza ».

Storia geologica: Fase delle Timpe

« Iniziata circa 220 mila anni, l’attività eruttiva si concentra lungo la costa ionica in corrispondenza del sistema di faglie dirette denominato delle Timpe. Si tratta di eruzioni che determinarono la sovrapposizione di colate laviche, generando una prima struttura vulcanica di tipo scudo estesa per almeno 22 km. La struttura interna di questo vulcano a scudo è oggi esposta lungo le scarpate di faglia delle Timpe fra Acireale e Moscarello. Durante questo lungo periodo si verificavano sporadiche eruzioni lungo la Valle del Simeto fino alla costa ionica, e altre colate laviche, formano limitati affioramenti nella periferia nord di Catania in località Leucatia-Fasano ».

La fase Valle del Bove

« Durante questa fase si verifica un importante cambiamento dello stile eruttivo nella regione etnea. Infatti, da un’attività di tipo fissurale, si passerà gradualmente ad un’attività di tipo centrale caratterizzata sia da eruzioni effusive che esplosive. Questo tipo di attività porterà alla formazione dei primi centri eruttivi poligenici nella regione etnea, i vulcani Tarderia, Rocche e Trifoglietto. E’ una fase che iniziò almeno 110 mila anni fa, quando l’attività eruttiva si sposta ulteriormente verso ovest ».

Michele Bongiovanni, geologo di Valverde, si occupa di progettazione e della pianificazione territoriale, studi di impatto ambientale, di rischio idrogeologico e rischio sismico.
Michele Bongiovanni, 44 anni, geologo di Valverde, si laurea in Scienze Geologiche presso l’Università degli Studi di Catania nel 2002 e si abilita alla professione di geologo nel 2004.

La fase Stratovulcano

« Lo Stratovulcano rappresenta la fase eruttiva finale di formazione dell’edificio etneo, e inizia circa 57 mila anni fa. Durante quest’ultima si verifica un ulteriore spostamento dell’attività eruttiva verso nord-ovest dopo la fine dell’attività dei vulcani nella Valle del Bove. Tale spostamento determina la formazione del più grosso centro eruttivo, il Vulcano Ellittico, la struttura principale dell’Etna ».

Colate laviche storiche a Catania. Quali sono le più importanti?

« Il substrato sedimentario di Catania è composto da materiale derivante dalle colate laviche del Monte Etna che hanno invaso la città già dalla Presistoria, procedendo da nord-ovest. Sono per lo più lave di natura basaltica, ma anche da sabbia rossastra, chiamata “ghiara”, impiegata spesso nell’edilizia. Le colate laviche interessarono la parte periferica posta a nord. Le più importanti sono: Colata del Larmisi, localizzata in zona Barriera, Colata del quartiere della Curia (Cibali), dove solitamente si ambienta la leggenda dei due fratelli pii; Colata di Cibali, di via del Rotolo, colata della Scogliera, lunga 1,5, km ed alta fino a 10 metri che costituisce buona parte del lungomare di Catania. La colata più devastante fu però quella del 1669 che prima di arrivare a mare travolse numerosi centri abitati. A Catania fu deviata verso il mare grazie alle massicce mura. Molte case vennero ricoperte dal flusso magmatico ».

Quali i terremoti più devastanti che hanno segnato visibilmente la storia di Catania?

« Tutti ricordano il disastroso terremoto del 1693 ma, ad esso se ne affiancano altri, data l’elevata sismicità propria della Sicilia sud-orientale. Negli ultimi 1000 anni, Catania è stata distrutta e danneggiata dodici volte. Nel 1169 la città etnea conobbe un intensissimo terremoto che la distrusse e causò circa 15.000 morti. Il terremoto del 1542 fu poco meno nefasto; il terremoto del 1693 ridusse Catania ad un enorme accumulo di macerie, fu così intenso da danneggiare la piana e causare circa 16.050 morti. I terremoti del 1818 e 1848 causarono altri seri danni a storici edifici. L’ultimo rovinoso terremoto che ha interessato l’area etnea prima di quello di Santo Stefano del 2018 si registra nel 1990, che causò altri danni a edifici ricostruiti con i materiali degli edifici precedentemente distrutti ».

Fonti: http://www.isprambiente.gov.it/ ; MEMORIE DESCRITTIVE DELLA CARTA GEOLOGICA D’ITALIAVo lume XCV GEOLOGIA DELLA SICILIA . ( ISPRA, Servizio Geologico d ’Italia ). GEOLOGIA DELLE AREE URBANE DELLA SICILIA ORIENTALE . ( L. Tortorici )

Foto: Sabrina Portale

Sabrina Portale

Autore: Sabrina Portale

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.
La storia geologica di Catania:intervista al geologo Michele Bongiovanni ultima modifica: 2020-01-20T10:23:49+01:00 da Sabrina Portale

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