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Melo: “il custode e la mascotte” del Monastero dei Benedettini

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Un edificio così bello e affascinante qual è il monastero dei Benedettini di San Nicolò la Rena, oggi sede del DiSUM dell’Università degli Studi di Cataniacomplesso tra i più grandi d’Europa, dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco, raccoglie storie e personaggi. L’edificio, negli anni è diventato luogo di tante leggende, non stupisce pensare che sia abitato da fantasmi di monaci. Tuttavia, a custodire quotidianamente da una decina di anni questo sito è Melo, un cane, divenuto la mascotte e il migliore amico di studenti, docenti e fruitori del monastero. Con #ItCatania oggi vi raccontiamo di lui. Molti studenti, ed ex studenti come me, condividono con Melo gli spazi universitari, leggono, studiano col cagnolone accanto, intento a sonnecchiare o a richiedere la pappa.

Il cane: il miglior amico dell’uomo

Il cane è un essere complesso e, contrariamente a quanto si creda nel costante confronto con il suo acerrimo nemico, il gatto, ha un’individualità molto ben definita e non sempre comprensibile di primo acchito. Soltanto chi ha, o ha avuto, un amico a quattro zampe conosce il legame stretto e spesso simbiotico che si crea. Il segreto dell’amicizia tra il cane e il suo padrone, dunque, è radicato nel DNA di quell’animale che, ormai da migliaia di anni, si è ampiamente meritato il titolo dimigliore amico dell’uomo. La convivenza degli uomini con questo animale dura da oltre 15.000 anni. Primo animale a entrare nelle famiglie umane, il cane ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni di moltissimi di noi.

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Melo è il nome con cui è conosciuto questo splendido cucciolone che staziona da anni presso il monastero dei Benedettini.

Un custode atipico

Melo è uno splendido esemplare di meticcio labrador, nato nella zona di Piazza Dante, intorno al 2007. Dapprima circolava anche nella zona di Villa Cerami e lungo via Antonio di Sangiuliano. Nel suo peregrinare ha trovato un posto fisso presso lo slargo antistante l’ingresso del monastero, divenendone, a poco a poco, il padrone incontrastato e il custode atipico. A ciò sono concorsi il suo sguardo dolce, gli occhi marroni, la sua docilità. Ormai è conosciuto da tutti gli abitanti e frequentatori di quella parte del centro storico cittadino. E’ diventato il cane del quartiere; la maggior parte della comunità si è affezionata a questa creatura dall’indole docile e socievole. In molti lo hanno adottato prodigandosi, quotidianamente, per garantirgli il pasto. Dapprima gli era stato dato il nome di Turi, diminutivo di Salvatore, sostituito con quello di Platone, per poi assegnargli quello definitivo di Melo, anch’esso diminutivo di Carmelo, particolarmente diffuso nella zona etnea.

Compagno degli studenti, impiegati e docenti

Melo è una presenza fissa fra i corridoi, le aule e gli spazi esterni del monastero. E’ amatissimo da studenti, docenti, impiegati pronti a coccolarlo, a dargli cibo, a ricercare la sua compagnia. Il nostro cagnolone ama stare in mezzo alla gente, ma anche a riservarsi degli spazi e dei momenti in cui godere di serenità e solitudine.

La sua giornata inizia prestissimo, già alle 7,00, quando quotidianamente si spalancano le porte dell’edificio e si conclude poco prima della cena, alle 20,00.

I cani mascotte delle università americane

All’estero, le mascotte di università o team sportivi sono un’istituzione e in molti casi si tratta di cani che, spesso e volentieri, hanno dato vita a vere e proprie dinastie. È il caso di Reveille la mascotte ufficiale della Texas A&M University. Dinastia ancora più famosa è quella degli Handsome Dan i Bulldog della Yale University, che vanta ben diciotto rappresentanti. Handsome Dan I arrivò a Yale nel 1889. Una statua in bronzo di questa amatissima mascotte campeggia davanti al Yale Bowl, lo stadio di football dell’ateneo. Il Bulldog Inglese è la razza scelta anche dalla Louisiana Tech UniversityAlla Washington University troviamo, invece, Frosty, un hasky.
Ritroviamo il Bulldog Inglese anche all’Università della Georgia, con Uga, una delle mascotte più famose degli Stati Uniti. 

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Melo, gira indisturbato tra i corridoi del monastero dei Benedettini, sede del dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania.

Melo: attrazione per i turisti

Si tratta di un cane speciale, unico perché ha deciso di vivere in mezzo alla gente, e lo ha fatto entrando discretamente nella comunità, senza pretendere nulla se non un po’ di acqua, cibo e carezze, restituendo affetto e simpatia. Non di rado si incontrano visitatori, che vagano alla ricerca di questo simpatico cane, di cui hanno sentito raccontare. Melo guida i turisti tra le bellezze architettoniche dell’edificio e si lascia coccolare.

Melo ha partecipato anche alla visita delle ladies dei grandi della Terra, convenuti in Sicilia, precisamente a Taormina, durante il G7, tenutosi a maggio del 2017. Era anche lui lì ad accogliere, durante la visita a Catania, Melania Trump, Brigitte Macron e le altre consorti dei politici.

Una laurea per Melo

Il cane Melo, negli anni, è diventato anche il portafortuna per molti studenti in procinto di conseguire l’ambito titolo. Spesso la sua presenza è stata un sostegno per gli studenti, che hanno lanciato l’idea di dar anche a lui, il titolo di dottore del Disum.

«Melo merita la laurea perché è più presente di studenti e professori messi insieme». A lanciare la proposta è uno studente anonimo su un post della pagina Facebook Spotted: Unict. A spiegare chi è Melo è sempre l’autore dell’idea presto diventata una raccolta firme che in pochissime ore ha raccolto tantissime adesioni.

Ci auguriamo che questo avvenga presto.

Chissà, magari dopo la sua dipartita, si potrebbe pensare anche di realizzare una statua che lo raffiguri, per ricordare ai posteri la sua presenza.

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A Melo, mascotte del monastero dei Benedettini tutti vogliono bene.

La pagina Facebook di Melo

Anche sui social, Melo è famoso e gli studenti lo festeggiano.

La pagina Facebook di Melo “Il cane dei Benedettini” nasce il 23 Aprile 2010 da un’idea di uno studente dell’Ex Facoltà di Lettere e Filosofia. La pagina ha raggiunto più di 4000 “Mi piace”, suscitando nell’autore il desiderio di farne buon uso a servizio degli amici a 4 zampe in difficoltà.

Il 3 Febbraio 2015 la pagina di “Melo” diventa ufficialmente una community che condivide un obiettivo comune: la protezione e il benessere degli animali, raccoglie e diffonde le immagini della mascotte. Pagina, questa, rivelatasi anche una piazza di confronto per discutere delle sorti di molti cani randagi che potrebbero essere adottati da sedi e istituzioni varie.

Ultimamente, con l’avanzare degli anni, Melo preferisce sonnecchiare lontano da quei luoghi a lui familiari, non è più una presenza così assidua. E’ stato infatti adottato da una famiglia del quartiere che provvede a lui e ai suoi bisogni. Convive pacificamente con una colonia di gatti che popola il monastero e viene accudita con la stessa dedizione messa nei suoi confronti.

https://catania.italiani.it/scopricitta/chiesa-san-nicolo-larena-il-capolavoro-incompiuto/

Fonti:
https://amicidicasa.it
https://newsicilia.it
https://b-m.facebook.com/Melo-Il-cane-dei-Benedettini-111575975545496/

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

Melo: “il custode e la mascotte” del Monastero dei Benedettini ultima modifica: 2019-01-08T09:39:25+01:00 da Sabrina Port

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