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Una delle figure più amate dai Catanesi: il beato Cardinale Dusmet

Il beato cardinale Dusmet è uno dei personaggi a cui Catania ha tributato omaggio

Catania da sempre ha un rapporto speciale con il Beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, figura chiave della storia della Chiesa catanese e del Monastero dei Benedettini di San Niccolò la RenaPapa Giovanni Paolo II il 25 settembre del 1988 lo proclamò beato. Ecco, in breve, la storia del “santo cardinaletanto amato dai catanesi per la sua grande umiltà e dedizione ai poveri e al prossimo.

La vita di Giuseppe Benedetto Dusmet 

Giuseppe, Maria, Giacomo, Filippo, Lupo, Domenico, Antonio, Rosolino, Melchiorre, Francesco di Paola, Benedetto, Gennaro Dusmet (in famiglia chiamato Melchiorre), nacque a Palermo il 15 Agosto 1818 da Luigi Dusmet, barone de Smours, di origine belga, e dalla nobildonna Maria Dragonetti. Sin da bambino, Melchiorre mostrò compassione e amore per i poveri e, di nascosto, dalla finestra delle cucine, porgeva ai numerosi indigenti che sotto casa Dusmet attendevano la carità, il pane che riusciva a trovare.
All’età di 5 anni, come era usanza dell’epoca, il piccolo Melchiorre fu portato, come oblato, nell’Abbazia di San Martino delle Scale, tenuta dai Padri Benedettini, ove già vivevano gli zii materni. Qui Melchiorre compì gli studi e intraprese il noviziato, cambiando il nome in Giuseppe Benedetto. Poco dopo completò la sua formazione seguendo un superiore in giro per la Sicilia.

Catania da sempre ha un rapporto speciale con il Beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, figura chiave della storia della Chiesa catanese e del Monastero dei Benedettini di San Niccolò la Rena.
Catania da sempre ha un rapporto speciale con il Beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, figura chiave della storia della Chiesa catanese e del Monastero dei Benedettini di San Niccolò la Rena. Foto di Sabrina Portale

Dusmet a Catania

 Nel 1858, Giuseppe Benedetto Dusmet si trasferì a Catania e divenne abate del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena In questa struttura, in seguito ai conflitti interni nati in seno alla Chiesa, cercò di far rispettare la Regola Benedettina originaria ai tanti monaci che occupavano il prestigioso monastero. Così facendo si inimicò buona parte dei confratelli. Poco dopo, il decreto regio del nascente Regno di Italia, privò la struttura degli organi religiosi, passando sotto il controllo del demanio statale. Nel frattempo la sede del vescovato catanese era rimasta vuota per lungo tempo. Il 22 febbraio del 1867, papa Pio IX  gli conferì la carica di arcivescovo di Catania che mantenne fino al 1894. Successivamente, l’11 febbraio 1889Papa Leone XIII lo nominò cardinale. Dusmet dovette affrontare anche le pericolose eruzioni dell’Etna. Il suo intervento si ricorda soprattutto in quella del 1886, Dusmet si recò a Nicolosi portando con sé il velo di Sant’Agata, per fermare il fluire della lava. Si mise a pregare e pochi giorni dopo il magma si fermò. A ricordo del miracolo e della sua intercessione fu eretto un altarino.

Beato Cardinale Dusmet,  “l’Angelo della Carità”

” L’Angelo della Carità“: così lo ha definito mons. Barbaro Scionti, rettore della Cattedrale, per sottolineare il sentimento di solidarietà e amore verso i più poveri e bisognosi che animava il beato Cardinale Dusmet. Un grande pastore della chiesa catanese, l’unico vescovo che ha dato tutto per i poveri. Dusmet ha conquistato il consenso dei catanesi col suo modo di operare volto alla carità e al Vangelo. Difendeva sempre e diffondeva i valori religiosi e morali fra il popolo, il sacerdote per lui doveva essere a totale servizio del popolo. Riusciva a fondere la figura del pastore e del monaco. Il suo fine era arrivare alle anime delle persone. Per questo Dusmet si prodigò affinché fossero aperti scuole ed istituti per giovani e istituzioni religiose a carattere caritativo-assistenziale. A San Cristoforo fece costruire la Chiesa de la Salette ( al cui interno c’è un affresco a lui dedicato). Faceva anche tante visite pastorali.

Una delle sue massime più conosciute era:

La nostra porta per ogni misero che soffre sarà sempre aperta. L’orario che ordineremo affiggersi all’ingresso dell’episcopio sarà che gli indigenti a preferenza entrino in tutte le ore. Un soccorso, ed ove i mezzi ci manchino, un conforto, una parola di affetto l’avranno tutti e sempre»

Il monumento realizzato in memoria del Beato Cardinale Dusmet si trova in piazza San Francesco d’Assisi a Catania, ed è opera di Raffaele Leone, Silvestre Cuffaro e Mimì Maria.
Il monumento realizzato in memoria del Beato Cardinale Dusmet si trova in piazza San Francesco d’Assisi a Catania, ed è opera di Raffaele Leone, Silvestre Cuffaro e Mimì Maria Lazzaro; risale al 1935 e fu benedetto con una solenne manifestazione dal Cardinal Schuster. Foto di Sabrina Portale

Monumento al Beato Cardinale Giuseppe Dusmet

Il Monumento a lui dedicato si trova nella centralissima piazza San Francesco d’Assisi a Catania, ed è opera di Raffaele Leone, Silvestre Cuffaro e Mimì Maria Lazzaro  che lo realizzarono nel 1935. Esso circonda i bei palazzi tra cui spicca la casa natale di Bellini e la splendida chiesa di San Francesco. Dusmet è raffigurato su un alto basamento in pietra bianca e lavica, circondato da un’aiuola, a forma della prua di una nave, vuota all’interno. Sotto lo stemma cardinalizio si trova la dedica di Catania al cardinale. Intorno vi sono quattro altorilievi in bronzo raffiguranti scene della sua vita. Sotto la statua campeggia la frase a lui attribuita:

“Sin quando avremo un panettello, noi lo divideremo col povero”.

Il monumento fu benedetto qualche tempo dopo, con una solenne processione, dal cardinal Schuster (guarda qui il video dell’istituto Luce).

La morte e la sepoltura

Il cardinale Dusmet morì il 4 aprile 1894 e seppellito all’interno del cimitero di Catania. Qualche tempo dopo, i catanesi richiesero che la sua salma fosse tumulata all’interno della cattedrale. La richiesta venne esaudita e, nella navata che custodisce Sant’Agata, fu realizzata una tomba marmorea. In occasione della proclamazione a beato, avvenuta nel 1988, ad opera di San Giovanni Paolo II, la salma del santo cardinale fu ricomposta e posizionata in una teca di vetro, sotto l’altare della Vergine, per renderlo visibile ai fedeli, posto ancora una volta accanto alla Santa che tanto amava. Il 25 settembre ricorre la sua festa liturgica mentre il Martyrologium Romanum lo ricorda il 4 Aprile.

Curiosità

Del beato Cardinale Dusmet si racconta che possedeva un prezioso patrimonio librario, forse andato totalmente perduto. Alla sua morte aveva donato i suoi libri a dei monaci suoi amici. Questi libri ora si troverebbero in parte presso la Biblioteca regionale Universitaria di Catania e l’ Archivio diocesano, come ci racconta Francesca Aiello in” I libri del Cardinale Dusmet”.

Altre curiosità che girano attorno a questa figura riguardano la sua morte. Si racconta infatti che il giorno in cui morì, non trovarono neanche un lenzuolo per coprirlo. Alcuni raccontano che Dusmet vendette l’anello d’oro pastorale per sfamare i poveri, raggirando i suoi confratelli che non glielo avrebbero mai permesso, o che andava in giro per la città con indosso il suo saio nero avvicinando la gente e parlando con essa, come racconta il compianto monsignor Gaetano Zito, nel suo libro intitolato: “Pane fede e umiltà“. Inoltre, Catania e Nicolosi hanno tributato al cardinale un omaggio intitolandogli delle vie, a Catania la centralissima via degli archi della Marina e a Nicolosi, dove al suo nome è legata anche una scuola.

Un grande uomo che speriamo diventi presto anche Santo ( il processo è ancora in corso) e altro vanto per la città di Catania.

Foto copertina: Sabrina Portale
Si ringrazia: Alessandro Gatto

Fonti: https://www.prospettive.eu/; http://www.cattedralecatania.it/; https://dusmet.weebly.com/;http://www.santiebeati.it/dettaglio/72025; https://catania.liveuniversity.it/.

Una delle figure più amate dai Catanesi: il beato Cardinale Dusmet ultima modifica: 2020-05-19T12:05:07+02:00 da Sabrina Portale
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