MANGIARE A CATANIA

A Putia Do Calabrisi: a putia catanese du zu Amedeo

A putia do Calabrisi - insegna all'interno del locale

Foto di Lunaspina

A Putia Do Calabrisi. La vera essenza della Sicilia. Un tuffo nelle tradizioni culinarie locali.Qui si torna indietro nel tempo e si vive l’esperienza catanese. In questo angolo sopravvive la “putia”; termine e concetto siciliano,  memoria, storia e casa. Tra sapori autentici di piatti preparati con amore e bicchieri di vino spillato dalle botti. Il racconto di tre generazioni, di passioni e di scoperta dei gusti e dei profumi di una terra sedimentata di bellezza.

A Putia Do Calabrisi: un tuffo tra colori e sapori siciliani

A Putia Do Calabrisi è Catania. Rappresenta l’espressione della “catanesità”. Tradizioni, sapori, colori si mescolano in un connubio di gentilezza, spensieratezza e atmosfera casalinga. In via della Concordia al civico 185 sembra essere ritornati indietro nel tempo. Si pranza tra sedie impagliate e tavolini di legno. Il banco mescita con le immancabili botti di legno ci fa fantasticare. Il ricordo delle putie di vino, luogo di ristoro e di incontro di una volta, rivive. Il passato si lega al presente, disegna la geometria di un luogo trascorso e ideale e prende forma con la Putia Do Calabrisi. La cucina è semplice, sincera e tradizionale. Non esiste un menu alla carta. Ogni giorno si cucinano cose diverse.

A Putia Do Calabrisi - le botti

A Putia Do Calabrisi. Il banco mescita con le immancabili botti di legno. Foto di Lunaspina

Ogni giorno si utilizzano le materie prime, i prodotti di stagione, ma che rivelano un grande amore per la città di Catania. Non mancano le melanzane per la pasta alla Norma, i pomodori e le cipolle per l’insalata con la ricotta salata e il pescato del giorno. E ancora: la caponata, la pasta al forno, la trippa e la carne di cavallo. Tutti i piatti fanno capo alla tradizione catanese. Tutto viene cucinato in maniera semplice per indovinare gli ingredienti e per gustarli boccone dopo boccone. Il trucco però c’è, si intuisce, ma non si vede. Si cucina con predilezione, con sentimento e arte. Un’arte genuina che si tramanda da tre generazioni. Un impeto affidato ad Amedeo e a Santa, sua figlia.

Putia Do calabrisi, insegna

Insegna esterna della Putia Do Calabrisi

Un luogo di incontro

A Putia non è solo un luogo dove pranzare, ma è anche un punto di incontro. Miscellanea di saperi e di gente. Si può conversare con tutti. Si possono conoscere storie e aneddoti sulla città di Catania. Dal Calabrese puoi incontrare un docente universitario, un padre di famiglia, un operaio o uno studente. Chi conosce e ama Catania passa da qui almeno una volta nella vita. C’è chi si unisce al tavolo di qualche altro, chi ama fermarsi a parlare con Amedeo e chi si lascia coccolare da Santa. Perché “Calabrese”? Il soprannome, più che un appellativo, come da tradizione catanese, un’ingiuria bonaria o un pecco (i pecchi, utilizzati soprattutto fino al secolo scorso ma non del tutto scomparsi, vengono legati ai vizi, ai difetti, alle abitudini o alla propria attività lavorativa) deriva da non molto lontano. Amedeo è il marito della figlia dell’originario calabrese, chiamato così per aver sposato una calabrese e per avere una particolare predisposizione per il cibo piccante e parecchio abbondante. A Putia Do Calabrisi è una storia di famiglia. Un meraviglioso affresco di una Catania che altrove non esiste più.

A Putia Do Calabrisi è aperta solo a pranzo (come nelle migliori tradizioni). Tutti i giorni, da lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 15:30. La domenica è giorno di riposo. Via della Concordia 185. Telefono: 349 843 6479

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

A Putia Do Calabrisi: a putia catanese du zu Amedeo ultima modifica: 2019-02-05T21:50:28+02:00 da Cristina Gatto

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