Caterina Belladonna e il rapporto col cugino

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Caterina Belladonna e il rapporto col cugino

Caterina Belladonna col suo libro Viaggiare in Sicilia Fonte Facebook

Caterina Belladonna col suo libro Viaggiare in Sicilia

Una donna siciliana, esattamente del catanese, che esprime il legame con la terra natia, sia percorrendo la storia della sua famiglia, sia attraverso l’arte culinaria. Caterina Belladonna, in occasione del primo anniversario dall’uscita del suo scritto Viaggiare in Sicilia, intende ricordare il rapporto col cugino. Uno spunto per rievocare le proprie radici, nutrendole nonostante il tempo passa e alcuni/e siciliani/e emigrano.

I legami familiari

Il cugino di Caterina Belladonna ricorda la loro nonna paterna, che lui chiamava affettuosamente Frankie. Tutti insieme trascorrevano intensi, rimasti indelebili. Il culmine della convivialità si raggiungeva con la programmazione, preparazione e consumazione del pasto. C’ama manciari? era la domanda che risuonava. Caterina si offriva sempre a cucinare; già da ragazzina la sua dimensione creativa attraverso l’arte culinaria. Pertanto il cugino l’ha sempre soprannominata scherzosamente ma anche dolcemente “Catering”.

Un cugino a cui resta impressa la figura del nonno paterno Alfredo, marito di Frankie, il quale se ne era andato quando lui aveva otto anni. Di lui ricorda, ancora nel tempo, i momenti vissuti insieme. Catering, è riuscita pure a risalire ai suoi segreti gastronomici; una spinta verso la passione per la cucina. Nonno Alfredo era pescatore alla marineria di Lognina; da lui parte il filo rosso conduttore dei legami della famiglia Belladonna. Un filo che unisce, anche per chi per varie esigenze va via dalla Trinacria. Una storia che accumuna molte famiglie siciliane i/le cui componenti che emigrano restano legati alla terra d’origine. La lontananza consente di temprare il carattere e porta a vedere il luogo natio sotto un’altra prospettiva.

Caterina Belladonna e l'arte culinaria
Caterina Belladonna col suo libro Viaggiare in Sicilia Fonte Facebook

Caterina Belladonna e il libro Viaggiare in Sicilia

L’autrice, come fa notare il cugino, ripercorre la storia e l’identità dell’isola attraverso il cibo. Esso, soprattutto in merito alle fasi di preparazione e condivisione, costituisce un collante sociale. La realizzazione di pasti e pietanze assume valore antropologico, perché si condividono saperi, segreti, aneddoti, conoscenze e tanto altro. Il cibo, inoltre, è uno dei fattori determinante la cultura di un popolo; esso consente di risalire alla sua civiltà, quindi ai riferimenti storici e sociali. Le pietanze tipiche di un territorio sono identitarie per chi vi abita anche perché, specialmente prima del libero mercato, i pasti trovavano realizzazione con prodotti locali, quelli di Madre Natura.

Inoltre Caterina con Viaggiare in Sicilia un excursus storico, oltre il tempo e lo spazio, rispetto a tutti i popoli stabilitisi sull’isola. Molti di questi lasciavano contributi fondamentali per la civiltà. Le varie opere artistiche e architettoniche sono un segno tangibile di tutto ciò, nonché dell’essenza della Sicilia. Caterina Belladonna, col suo libro, vuol tenere alta l’identità della terra natia, specie nei tempi in cui la globalizzazione porta omogeneizzazione su tutti i livelli, dimenticando le proprie radici. Anche la preparazione dei pasti non è più vista come un rituale per via dei ritmi frenetici odierni che portano le persone a consumare cibi industriali di scarsa qualità.

Il legame col cibo che va perso sempre più, anche rispetto alla sua trasformazione, di cui si conosce sempre meno. Viaggiare in Sicilia porta a riscoprire il rapporto coi pasti e i prodotti della terra, correlando questo alla storia della Trinacria.

Caterina Belladonna e il rapporto col cugino ultima modifica: 2024-05-17T08:00:00+02:00 da Angela Strano

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