NOI CATANESI

…E se Mary Poppins fosse stata catanese?

Una Mary Poppins Catanese

Negli ultimi giorni non si parla d’altro: Mary Poppins è tornata.

Certo, la Mary londinese, con il suo charme austero e la sua instancabile intraprendenza, è una di quelle figure che tutti noi, anche solo per una volta, abbiamo sognato di vedere entrare dalla porta di casa nostra. Eppure, usciti dal cinema, estasiati e tornati bambini, ci siamo chiesti: e se Mary Poppins fosse stata catanese? Di certo, le storie di Miss Poppins riguardano non solo una città, Londra, che è molto diversa da Catania, ma anche un periodo storico che è lontano da noi di parecchio.

Con il primo movie di Mary Poppins ci troviamo nei primi del ‘900, quando le suffragette invadevano le strade per i diritti delle donne. Cosa che l’Italia, e soprattutto Catania, non vedrà se non nel tardo secondo dopoguerra. Il clima cambia nel secondo film, appena arrivato nelle sale. Mary Poppins ora è nel bel mezzo della grande depressione, che invade le strade londinesi e la famiglia Banks. E, se anche il Regno d’Italia se l’è vista brutta all’epoca, c’è da dire che il catanese medio, già in condizioni precarie, non ha visto mutata di molto la sua realtà. Così useremo un’epoca intermedia per collocare la nostra Poppins catanese, la metà del ‘900, speriamo che questo strano viaggio vi piaccia…

La famiglia Banks diventa la famiglia Grasso di via Mascagni

Pensandoci bene, dunque, la famiglia in cui Poppins si potrebbe recare sarebbe meno agiata della famiglia Banks. Magari il sig. Grasso (che risulta tra i cognomi più frequenti in città)  sarebbe potuto essere un dipendente della fabbrica di liquirizia, di via Santa Maria della Catena e la sig.ra Grasso una casalinga molto indaffarata. La famiglia Grasso avrebbe vissuto in una zona come via Pietro Mascagni, o giù di lì, e l’ammiraglio che spara cannonate ad ogni rintocco d’ora, sarebbe stato certamente sostituito da ‘mbare Mimmo, che nel sottoscala prepara fuochi d’artificio per la festa di Sant’Agata.

Il vento che porterebbe la mitica Poppins a Catania, sarebbe sicuramente vento di scirocco. Lo scirocco allontanerebbe qualsiasi tata fuori dalla porta, non facendola volare via, ma più semplicemente sciogliendola come un ghiacciolo. Mary Poppins, una volta entrata in casa, non stupirebbe i giovani Grasso con lampadari e piante pescate da una piccola valigia di velluto. Bensì, tirerebbe fuori dalla sua piccola coffa (la borsa di paglia del mare, per chi non lo sapesse) provole e pecorino, cannoli e pomodori, guantiere di cassate e casse di arance tarocco, clementine e limoni. Salami, salsicce condite e involtini al pistacchio. E ancora, piatti di pasta alla norma, polpette di cavallo e frittate di finocchietto selvatico. Certo si sa, se Mary Poppins fosse catanese sarebbe stata un’ottima cuoca e una splendida forchetta.

le avventure di una mary poppins catanese

Se Mary Poppins fosse catanese andrebbe certamente in pescheria (foto da : dissapore.com)

Tappi magici alla Villa Bellini e Musical alla pescheria…

I piccoli Grasso con Mary intraprenderebbero avventure incredibili, così come nella storia britannica, ma di certo le location muterebbero. La prima passeggiata sarebbe alla Villa Bellini, tra gli spruzzi della fontana centrale e la sabbia, la tata Poppins proporrebbe giochi come o sgobbiu (la gara dei tappi) con tappi magici. Magari questi tappi magici potrebbero rincorrersi in una pista altrettanto magica. Ad ogni tappa qualche bel busto parlante del viale dei poeti intratterrebbe i giocatori con rime e aneddoti.

Avuta poi la consegna di fare un po’ di spesa, Mary Poppins porterebbe al mercato, o sarebbe più consono dire alla fera di Catania, e alla pescheria, i suoi ragazzi. Tra venditori urlanti, arabi incorniciati da tende e tappeti e capitoni a mollo, Mary canterebbe con loro “cu nu picca di zuccuru a pillola si ni cala”. A quel punto l’immaginazione e la realtà si confonderebbero, in un tripudio di esagerazioni e catanesità che, in tutta onestà, crediamo che non avrebbero nulla da invidiare alla versione english.

Il meraviglioso mondo di cartapesta

Cartura e Mary Poppins

Cartura è uno di quei posti in cui Mary Poppins ambienterebbe uno dei suoi show (cartura.blogspot.com)

Lo zio di Mary ve lo ricordate? Il simpaticone che quando ride, e lui ride spesso, vola in aria e porta con sé chiunque rida con lui. Bene, nel secondo film è rimpiazzato da una fantastica Meryl Streep. Entrambi gli eccentrici personaggi, a nostra avviso, si fonderebbero qui a Catania. Quello che ne uscirebbe, sarebbe molto simile a mastro Alfredo Guglielmino, o almeno noi crediamo ci si avvicinerebbe molto. I nostri eroi si recherebbero in via Passo di Aci 9, nel mondo incantato di Cartura. Cartura è una bottega artigianale dove le fiabe, la fantasia e la cartapesta sembrano vivere così all’improvviso, e vi assicuriamo che la bottega esiste davvero. Mastro Guglielmino, il fondatore della bottega, renderebbe il pomeriggio dei nostri protagonisti indimenticabile. In mezzo alle sue opere si volerebbe con mongolfiere verso la luna, si navigherebbe su navi librandosi in aria, oppure con musicanti di carta si ballerebbe insieme a danzatrici luminose.

Mary Poppins, l’arrotino, le lampare e L’Etna…

Stanchi e piacevolmente sconvolti dalle avventure vissute, Mary ricondurrebbe la ciurma a casa. E poi, mentre rimboccherebbe le loro coperte, racconterebbe del meraviglioso spettacolo notturno delle lampare sul mare di Acitrezza. Facendoli viaggiare ancora, proprio come se fossero su una di queste piccole imbarcazioni sotto la luna, tra una nota e l’altra, delicatamente.

Mary non sarebbe sola in questo viaggio, come d’altronde non lo è nel film della Disney. Infatti, quello che per il mondo è lo spazzacamin, qui avrebbe sicuramente una coppola in testa e farebbe di mestiere l’arrotino. Una professione antica che qua a Catania persiste, anche se i tempi moderni la stanno pian piano cancellando: la nostra Mary le riconsegnerebbe dignità. E così, il terzo giorno, ad un passo dal momento in cui Mary Poppins deve andar via, l’arrotino Giuseppe, Pippo per gli amici, condurrebbe i nostri in una vecchia casa di campagna, ai piedi dell’Etna. Qui c’è zia Tana. Tra canzoni e balletti, ci s’impegnerebbe tutti per fare la passata di pomodoro, le conserve e i mulinciani sutt’ogghiu. Poi l’arrotino Pippo spiegherebbe il suo lavoro ai piccoli Grasso, con i coltelli, gli ombrelli e le cucine a gas. E magari aggiusterebbe anche l’ombrello chiacchierone di Mary Poppins.

Alla fine della serata, mentre Mary Poppins, l’arrotino Pippo e i due ragazzini increduli ritornerebbero a casa, un’Etnea impetuosa inizierebbe a spruzzare, dalla sua nuova bocca, magma incandescente. Mary Poppins, allora, spiegherebbe le meraviglie della ‘muntagna, di come rende fertile tutta la zona, dei frutti che dona al suo popolo.

Mary Poppins e l'arrotino

Se Mary Poppins fosse catanese sicuramente l’arrotino prenderebbe il posto dello spazzacamin ( foto da gussagonews.it)

E secondo voi, come sarebbe andata se Mary Poppins fosse stata catanese?

Com’è arrivata la nostra Mary Poppins catanese se ne andrebbe: nel caldo più assoluto. Mentre i suoi ragazzi giocano alla Villa Bellini e raccontano avventure che nessuno crederà mai possibili. Pippo l’arrotino continuerebbe a girare fra i quartieri di Catania, pensando al prossimo lavoro da fare e gridando “Donne…E’arrivato l’arrotino…”. E Catania si risveglierebbe con tutti i suoi rumori, colori ed odori che fanno di lei una città magica.

Certo, in tutto questo remake alla catanese ci siamo dimenticati una cosa importantissima: se Mary Poppins fosse catanese che nome avrebbe? Sprigionate la vostra fantasia…

“Tu penserai che lo spazzacamin

si trovi del mondo al più basso gradin.

Io sto fra la cenere eppure non c’è

nessuno quaggiù più felice di me.”

(versione italiana originale della canzone “lo spazzacamin”

– Mary Poppins)

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

…E se Mary Poppins fosse stata catanese? ultima modifica: 2019-01-03T10:26:11+00:00 da Manuela de Quarto

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