INTERVISTE

“Lascia un libro, prendi un libro”: il progetto etico di Giuseppe Rapisarda

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”
(Irving Stone)

Sarà capitato anche a voi di comprare, aver in prestito o di ricevere in dono uno o più libri che, dopo averlo letto, avete lasciato nella vostra libreria, a riempirsi di polvere e a far ingiallire le pagine per svariate ragioni…beh la seconda vita di un libro, fra le mani di qualcun altro è spesso la migliore. Lascia un libro, prendi un libro è una iniziativa che consente di scambiare libri già letti senza alcun costo. Se teniamo fra le mani un libro che è stato donato da qualcun altro, ciò acquisisce un significato ancora più pregnante.
L’idea mira a rendere accessibile la lettura a tutti, sulla base della condivisione. I libri “non si comprano né si vendono”. Si tratta di un progetto che vuole creare coesione, scambio e collaborazione. L’iniziativa ha un forte valore sociale perché punta sull’inclusione attiva della comunità di lettori con uno uno spazio in cui ritrovarsi se si ha questa grande passione in comune.

Il progetto etico culturale “Lascia un libro, prendi un libro”

Lascia un libro, prendi un libro” è il progetto etico-culturale ideato per il recupero, la condivisione e rivalutazione dei libri, quali principali mezzi per la diffusione della cultura. L’iniziativa, da quasi un anno e mezzo dalla sua nascita, ha consentito di mettere in circolazione oltre duemila libri. Sono tanti coloro che decidono di donare libri che non utilizzano più, abbandonati negli scaffali e nelle cantine che tornano così a rivivere.

Vige una sola regola da rispettare: chi prende un libro deve lasciarne un altro. Al progetto può aderire qualunque tipologia di attività commerciale o associazione, mettendo a disposizione un piccolo ma visibile spazio. Questo progetto differisce dal più noto “book sharing”, perché non c’è alcun obbligo di registrazione del lettore e restituzione del libro donato, ma soprattutto perché tutti i libri sono protetti dalle intemperie e dai vandali, all’interno di strutture vigilate. Chi vuole può entrare e prendere un libro, libero di renderlo, di tenerlo, di scambiarlo. Si viene a creare quel rapporto di fiducia che intercorre fra coloro che condividono la passione per la lettura.

Viene spontaneo, quando si riceve tanto amore, cercare di ricambiarlo. Ecco perché tanti sono quei lettori che si recano nei vari punti di raccolta, portando altri libri da scambiare, in modo che la libreria sia sempre viva, sempre in movimento. Condividendo un libro si vivono comuni emozioni, si conoscono civiltà, si impara, si fa amicizia.

Giuseppe Rapisarda è l’ideatore del progetto etico “lascia un libro, prendi un libro”, nato dall’amore per la lettura e per i viaggi.

Giuseppe, un viaggiatore che ama i libri

Il promotore di questa lodevole iniziativa è Giuseppe Rapisarda, che ama definirsi un viaggiatore per passione, uomo dai mille e più interessi, individuo curioso che finora ha visitato oltre 87 Paesi. Giuseppe vive a Belpasso, ha una laurea in chimica, ha esercitato il lavoro di ex area manager di una importante multinazionale nel settore medicale. Giuseppe ha deciso di appendere la cravatta al chiodo e viaggiare; è sensibile anche alle tematiche ambientali e sociali. Giuseppe, nel 2014, ha conquistato il record italiano di navigazione nella Traversata Internazionale del Danubio in kayak. Nel 2015, assieme ai ragazzi di 2 scuole e diverse associazioni ambientaliste, ha realizzato una canoa ecologica con 400 bottiglie di plastica, attraversando il mare della Playa per sensibilizzare i cittadini sul tema del riciclo e del riutilizzo dei rifiuti. Oggi sostiene anche l’associazione anti-violenza e l’associazione per la promozione degli orti didattici.

Viaggiando e aprendosi alle altre culture, vide piccole “biblioteche viaggianti” a Bratislava, in Brasile, sugli scaffali di alcuni negozietti, nei lungomari di alcune città, e perfino nel Parco Denali in Alaska.

Come nasce questo suo progetto di free library? Come si evolverà?

L’idea iniziale di questo progetto, nasce con il tentativo di importare nella comunità in cui risiedo, la città di Belpasso, questa iniziativa che ho visto varie volte durante i miei viaggi all’estero. In origine pensavo di allestire 3 o 4 punti al massimo, poi ho visto che il progetto è piaciuto, allora ho continuato ad allargarlo.

Il progetto ha già subito alcune evoluzioni e abbracciato anche ambiti diversi, ma legati alla salvaguardia e alla diffusione del libro. Parecchi dei nostri punti di condivisioni sono esercizi commerciali. Hanno aderito 20 bar. Proprio il bar, rappresenta  un luogo di sosta e ristoro, ed è ideale per conoscersi, leggere, fare esperienze comuni. Abbiamo lanciato una campagna fortemente etica contro la ludopatia: “SI ai libri, NO alle slot machine”. Nessun punto di condivisione ha slot machine, (ricordiamo che ogni anno in Italia vengono sperperati 25 miliardi di euro nelle sole slot-machine). Vogliamo creare dei punti di recupero libri nelle Isole Ecologiche per intercettare tutti quei libri destinati alla discarica, quindi al macero. Abbiamo creato il primo punto di recupero nel CCR del Comune di Pedara. Vogliamo realizzare, all’interno delle classiche biblioteche, delle raccolte di testi scolastici, che hanno più di mezzo secolo, per testimoniare alle generazioni successive cosa e dove studiavano i loro nonni.

Ci sono collaborazioni con altre parti dell’Italia o con città estere?

Sì, ad oggi il progetto si è esteso in 23 città, di 11 province, di 6 regioni. Abbiamo dei gemellaggi con due altre nazioni, tra queste c’è il Brasile, che ha tanti punti di condivisione gratuita dei libri. Nella nostra regione punti di raccolta si trovano nella provincia di Catania a Giarre, Riposto, Belpasso, Pedara, Biancavilla, Adrano, Paternò, Motta S. Anastasia, Trecastagni, Viagrande, Gravina, Acireale. A Gaggi, in provincia di Messina; ad Augusta, Noto, Priolo, Lentini, nella provincia di Siracusa. Alcune città che ospitano il nostro progetto, sono inserite dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nell’elenco “Città che Legge”, per il biennio 2018-2019.

I numeri sono destinati ad innalzarsi per dar vita ad una vera e propria “biblioteca diffusa” sul territorio.

Ho notato che visitare i posti e leggere libri sono due costanti della sua vita. Come si correlano nella sua esperienza?

La prima molto più della seconda. Spesso viaggiare mi “obbliga” al piacere di leggere per preparare i miei viaggi e per approfondire la conoscenza di quello che vedo. Il mio programma è non avere programmi e farmi trasportare dalle emozioni.

Che tipo di lettore è? Che rapporto ha con gli e book?

Non mi scambi per un super lettore, che vuole contagiare ad altri questa sua passione. Mi definisco una persona pragmatica, che sa lavorare e realizzare vari progetti. Anche questo, come la maggior parte dei progetti, ha bisogno di coordinazione, di essere costantemente supportato e seguito. Questa è una cosa che so fare bene.

Il mio genere letterario preferito è la saggistica. Ho provato ad approcciarmi agli e-book, ma sono ritornato ai classici libri cartacei.

“Lascia un libro, prendi un libro”, a costo zero, permette di scambiare i libri in numerose attività commerciali o associazioni.

Nel portare avanti questo suo progetto etico, ha avuto qualche aiuto economico?

No, nessuno. Mi sono fatto carico di tutte le spese finora sostenute. E’ un progetto a costo zero per la comunità.

Può farci un profilo del lettore tipo che scambia i suoi libri con altri?

Solitamente è proprio il vero appassionato della lettura che ha tanto piacere di condividere, o addirittura donare, i suoi libri, per dar modo anche ad altri di provare le tante belle emozioni che ha provato lui nel leggerli.

Ho riscontrato un interesse ed una collaborazione maggiore a questo progetto, da parte delle donne. A mio avviso, le donne leggono più degli uomini.

Come hanno recepito e risposto i più giovani a questa sua proposta?

Ritengo che hanno reagito allo stesso modo dei meno giovani. Non ho notato particolari differenze di interesse per la lettura tra le diverse fasce d’età.

Ha pensato di coinvolgere le scuole in questo progetto?

L’idea è di accogliere ed includere in questo progetto, tutte le scuole che vogliono spontaneamente aderire. Fa già parte di questo progetto l’Istituto Comprensivo Statale “Salvatore Casella” di Pedara. Abbiamo anche dei punti di condivisioni all’interno di diverse realtà didattiche private che fanno corsi di: musica, lingue straniere, danza, educazione motoria.
Il progetto si è sviluppato bene, perché ha coinvolto privati ed è pertanto privo di qualsiasi pastoia burocratica. E’ capitato che, toccando qualche istituzione pubblica, ha subito dei grossi rallentamenti. Ho provato diverse volte a coinvolgere i giovani dell’Agesci, ma senza nessun esito.

Lo spirito del progetto è quello di portare i libri anche al di fuori dei circuiti istituzioni, (scuole e biblioteche), creare una “biblioteca diffusa” e capillare nei luoghi della quotidianità, per far nascere e sviluppare l’interesse alla lettura, in quelle persone che abitualmente leggono poco o niente.

Qual è la sua proposta per incrementare la lettura?

Non credo che esista una singola azione che possa cambiare un comportamento, credo invece in tutta una serie di piccole azioni che avvicinano all’obiettivo che si vuole raggiungere. Credo nella magia dei piccoli passi quotidiani. Per prima cosa dobbiamo far nascere in tutte le persone il massimo rispetto per il libro, per la lettura e per il sapere. Far entrare l’oggetto libro tra gli altri oggetti del nostro quotidiano. I genitori non debbono fare prediche ai loro figli, ma dare loro degli esempi. I bambini non ci ascoltano, ci copiano. Le istituzioni dovrebbero iniziare a fare la loro parte, incentivando e premiando chi intraprende delle iniziative etiche, ad esempio riducendo le tasse locali a chi ospita un punto di raccolta e condivisione dei libri. Promuovendo incontri letterari. Già diversi bar che aderiscono al nostro progetto, stanno mettendo le loro salette a disposizione gratuita di quanti volessero organizzare degli incontri letterari.

Lascia un libro, prendi un libro è il progetto che mira ad incentivare la lettura attraverso il libero scambio di libri.

Ci lasci un suo messaggio o pensiero sull’importanza del libro e della lettura

Il conseguimento di una laurea richiede circa 20 anni di studi, soffermiamo la nostra attenzione solo al primo anno di scuola, e alla grande differenza che c’è tra chi ha imparato a leggere e a scrivere, e chi no. Alla grande differenza di opportunità che c’è tra chi sa semplicemente leggere e scrivere e chi no. Estrapoliamo questa differenza a tutti i restanti anni di studi e comprendiamo la grande importanza del libro e del sapere.

Invito tutti a rispettare la sacralità dei libri: la maggior parte di quello che conosciamo, ci è stato tramandato mediante i libri; il medico che ci guarisce ha studiato sui libri, gli scienziati che ci forniscono la tecnologia che ci circonda e che ci migliora le condizioni di vita, hanno imparato anch’essi sui libri, quindi rispettiamo i libri e promuoviamo la lettura.

Al centro i libri e le persone

L’obiettivo principale di questa iniziativa è valorizzare la funzione aggregativa e culturale dei libri. Vengono focalizzati i libri e le persone che li amano e credono fortemente nella bellezza della lettura. Indubbiamente essa rimane, assieme alla musica e all’arte, un mezzo per combattere proficuamente l’ignoranza e tutto ciò che essa comporta. Come Giuseppe, sono tanti i professionisti che hanno la stessa missione, ovvero quella di fare la “rivoluzione” a suon di libri, di realizzare iniziative sociali di spessore etico-culturale. Tra essi ricordiamo Antonio La Cava, maestro inventore del “bibliomotocarro”, un’Ape 500, di colore celeste e a forma di casetta, con cui gira i paesi del Sud di Italia diffondendo la sua didattica, premiato nella scorsa estate per il suo operato dal Presidente Mattarella.

ELENCO DEGLI ATTUALI (75) PUNTI di RACCOLTA e CONDIVISIONE LIBRI

Info e approfondimenti sulla pagina Facebook

Giuseppe Rapisarda: ecco il suo blog

Vedi anche: https://catania.italiani.it/lorchestramusicainsieme-a-librino-note-per-la-legalita/

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

“Lascia un libro, prendi un libro”: il progetto etico di Giuseppe Rapisarda ultima modifica: 2019-01-15T12:30:07+00:00 da Sabrina Port

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