NATURA

Le Salinelle di Paternò: un paesaggio unico nel suo genere

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Un luogo unico e suggestivo che non tutti conoscono quello delle Salinelle, ubicate nell’estrema periferia ad ovest del comune di Paternò, in provincia di Catania e anche in territorio di Belpasso. Si tratta di qualcosa di insolito e di affascinante che rende ancora più particolare il nostro comprensorio. Quello delle Salinelle è un fenomeno raro, un’espressione tangibile della meravigliosa potenza della natura, in perenne attività. Oggi con #itCatania vi presentiamo quest’altra bellezza della nostra terra, che ha attirato l’attenzione di studiosi internazionali. Nel 2016 le Salinelle sono state riconosciute come geosito dall’assessorato al territorio e ambiente della Regione Siciliana e inserite nel “Sistema delle Salinelle del Monte Etna”. Sono state anche inglobate nella lista di patrimoni naturali da tutelare e preservare.

Le Salinelle e l’Etna

Gli studiosi definiscono questo fenomeno come “mud pools”, os­sia pi­sci­ne di fan­go, conosciute popolarmente col termine “salse”macalube. La particolarità delle Salinelle sta nel fatto che, a differenza degli altri vulcanetti di fango localizzati in Italia, esse sono legate all’attività vulcanica dell’Etna. Le Salinelle, presentano un’attività emissiva continua, intervallata da fasi parossistiche importanti, differentemente da quanto accade in altri siti simili. Una possibile connessione tra l’attività delle Salinelle e quella dell’Etna fu ipotizzata già nel 1866 dal vulcanologo Orazio Silvestri che scriveva: “Il fenomeno di Paternò può ritenersi come l’anello di congiunzione fra le imponenti eruzioni vulcaniche, mediante le quali escono dalla terra le lava allo stato di fusione cristallina e gli ultimi segni della vulcanicità”. Negli ultimi anni altri studi hanno evidenziato una correlazione con l’attività dell’Etna. Sarebbero una sorta di campanello d’allarme, delle “finestre” sull’Etna per capire cosa sta cambiando nel vulcano.

Fenomeno del vulcanesimo secondario

Le Salinelle rappresentano uno tra i più bei e suggestivi fenomeni naturali che non hanno pari al mondo, legati a processi di vulcanesimo secondario.

Si tratta di emissioni idroargillose, di fanghi nati da orifizi sul terreno di spessore compreso da pochi decimetri a qualche metro; superficialmente assumono una colorazione bianco grigiastro e/o talvolta rossiccia. La Salinelle sono caratterizzate da emissioni di fango, acqua e gas (CO2, azoto, metano, idrogeno etc…) e sul terreno assumono la tipica morfologia a vulcanetto da cui fuoriesce acqua a temperature comprese tra 18° ÷ 40°. Esse sono costituite da bromo, iodio, litio, cesio e rubidio. Le Salinelle di Paternò nella loro storia più recente, hanno avuto assieme ad una  normale  e  tranquilla  attività,  delle spettacolari fasi parossistiche con formazione di conetti di fango di considerevole altezza. Ogni volta l’enorme quantità di acqua emessa ha creato problemi ai proprietari dei terreni circostanti, che si  sono  visti  spesso  le colture invase dalle colate di fango eruttate.

Salinelle Di Paternò

Le Salinelle di Paternò rappresentano un particolare fenomeno del vulcanesimo secondario unico in Sicilia. Fonte foto: https: newsicilia.it

Storia

Sulla loro genesi molte sono state le ipotesi formulate nel corso degli anni da diversi studiosi che si sono interessati del fenomeno. Attraverso esami radiometrici effettuati negli anni scorsi, la loro formazione è datata al VI millennio a.C. Tracce di insediamenti umani vengono fatte risalire al Neolitico, e ciò è dimostrato da recenti scavi che hanno scoperto la presenza di ceramiche, lavorate con i fanghi dei vulcanetti. Prime notizie storiche sulle manifestazioni delle salinelle di Paternò sono riportate dallo storico Diodoro Siculo (60 – 30 a.C.). I Romani se ne servirono e le utilizzarono come stazione termale, mentre gli Arabi utilizzarono i fanghi per i più svariati scopi.

A cominciare dal 1736, le Salinelle furono oggetto di numerosi studi scientifici. Le più intense attività dei vulcanetti, caratterizzate da forti emissioni di acque fangose, si verificarono nel 1866, 1878, 1953 e 1956.

Le tre Salinelle

Sono tre le aree interessate dal fenomeno. Le tre Salinelle, disposte a raggiera rispetto al neck di Paternò, risultano accomunate solo dalla sorgente magmatica, causa principale del fenomeno che le caratterizza. Tutti gli altri aspetti (intensità dei fenomeni, densità dei fanghi eruttati, entità e tipologia dei depositi superficiali, morfologia dei conetti eruttivi) sono differenti le une dalle altre. Vi sono infatti le: Salinelle dei Cappuccini o dello Stadio, del Fiume, di San Biagio o del Vallone Salato (in territorio di Belpasso).

Un geosito che non riserva sempre sorprese. L’ultimo risveglio si è avuto proprio durante la scorsa estate.

Esse creano un paesaggio in tutto e per tutto simile a quello della Luna.

I vulcanetti dei Cappuccini

Si tratta del sito più noto; i vulcanetti si trovano nella zona San Marco, presso lo stadio comunale, in un’area posta a 200 metri s.l.m. compresa tra l'”Acqua Grassa”, la sorgente “Monafria” e la contrada “Cappuccini Vecchi”; . La sua denominazione deriva dal fatto che dal 1556 al 1596 c’era la chiesa dei Frati Cappuccini. Le Salinelle dei Cappuccini sono le più attive in quanto presentano numerosi fenomeni di emissione di acqua e fango con un alto contenuto salino.

Polla Attiva

Le Salinelle di Paternò sono stato oggetto di studi internazionali. Anche il National Geograpic ha dedicato un video a questo suggestivo e particolare fenomeno. Foto di Guglielmo Manitta

Le Salinelle del Fiume

Esse si trovano lungo la contrada di Santa Maria sulla sponda sinistra del fiume Simeto, nei pressi di Passo Ipsi; le Salinelle del Fiume presentano un’elevata concentrazione di orifizi spesso affiorati sotto enormi massi. Se vi capita di passare da qui duranti le fasi parossistiche, vi accorgerete che esse emettono un rumore assolutamente caratteristico, una sorta di ronzio. La zona interessata si presenta arida e l’aspetto è mutevole a seconda delle stagioni  e  della  quantità di sgorghi. In particolare  essa  è  melmosa e  ricca  d’acqua, mentre il fondo è compatto per la presenza dell’argilla, che non fa sviluppare la vegetazione. In queste Salinelle colpisce la povertà di fango in alcune zone,  e  un  colore  rossastro  legato alla presenza di ferro nel terreno.

Le Salse di San Biagio

Le Salinelle di S. Biagio o del Vallone Salato, ricadono nel territorio comunale di Belpasso; sono caratterizzate da vulcanetti ormai spenti e da vulcanetti di notevoli dimensioni tuttora attivi. A differenza delle altre due salinelle, quelle del Fiume e dei Cappuccini, non presentano un elevato numero di aperture a causa della mancanza di uno strato di lava la cui presenza porta ad una maggiore frammentazione e di conseguenza ad un aumento delle aperture. Esse hanno  una  maggiore emissione di oli idrocarburi. La zona comprende una superficie con depositi alluvionali terrazzati di origine continentale e marina, con sedimenti argillosi e sabbiosi.

Studi internazionali

Nello scorso aprile, scienziati dell’Ingv (istituto nazionale di geofisica vulcanologia) e ricercatori delle università di Oslo, Ginevra e Malta si sono riuniti a Paternò per effettuare una serie di ricerche più accuate sulle Salinelle con una fotogrammetria a infrarossi. 

I siti sono stati oggetto di trasmissioni tv nazionali ed internazionali, suggestionati dalla particolarità dell’evento.

Anche il National Geograpich ha voluto dedicare spazio a questo particolare fenomeno con un video realizzato da Sal­va­to­re Al­le­gra.

Area Salinelle San Marco

Le Salinelle rappresentano un evento vulcanico unico al mondo che dovrebbe essere sviluppato come attrazione turistica. Fonte foto: http://www.vocidicitta.it

Un sito turistico

Le Salinelle rappresentano per Paternò una potenziale risorsa economica legata, oltre che al turismo naturalistico, anche al turismo termale. Allo sfruttamento termico per finalità di fangoterapia, potrebbe, inoltre, essere associato quello di climatizzazione degli ambienti e anche quello della produzione di energia elettrica.

Alcuni studiosi hanno legato le Salinelle ai geyser, per la comune presenza della sorgente dell’acqua bollente che ha delle eruzioni intermittenti che creano delle colonne di acqua calda e vapore.

Ci sono sette zone nelle quali si trovano molti geyser: il parco nazionale di Yellowstone (WyomingStati Uniti, lIslanda, la zona di Taupo (Isola del NordNuova Zelanda), la penisola di Kamčatka (Russia), la zona di El Tatio (Cile), l’isola di UmnakAleutine (AlaskaStati Uniti),  nei deserti e le lagune di Potosí (Bolivia).

Purtroppo però, le Salinelle sono state abbandonate e spesso, nei dintorni si trovano montagne di rifiuti, ignorando la storia e l’importanza di questi luoghi in cui esistono resti archeologici di edifici termali romani.

Vi consigliamo di indossare jeans, macchina fotografica, stivali in gomma, cappellino  per vedere coi vostri occhi questi siti.

Fonti: http://www.conosceregeologia.it; https://www.lasicilia.it

https://paternoartestoria.wordpress.com

Vedi anche: https://catania.italiani.it/il-castello-di-aci-castello-storia/.

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

Le Salinelle di Paternò: un paesaggio unico nel suo genere ultima modifica: 2018-08-16T13:01:42+00:00 da Sabrina Port

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