NATURA

La riserva naturale orientale della Timpa: il mare ai piedi dell’Etna

Timpa Santa Maria La Scala Punto Di Arrivo Percorso Le Chiazzette Timpa

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Tra i più suggestivi itinerari che si possono compiere nella nostra isola, figura sicuramente quello della Riserva naturale orientale La Timpa, chiamata comunemente La Timpa; si tratta di un’ampia zona naturalistica che copre una lingua di terreno di circa 225 ettari, tra la costa tra Catania e Riposto e l’entroterra acese. La Timpa è una scarpata lavica a strapiombo sullo Ionio, che va da Capo Mulini a Santa Tecla, tra la vegetazione mediterranea e le millenarie colate che raccontano la geologia dell’Etna.

La particolarità di questo sito, unico nel suo genere, è che congiunge il mare alla montagna. Affascinante il contrasto visivo tra il nero della pietra lavica, l’azzurro profondo del mare, il ver­de, su cui si imprime il pro­fu­mo di za­ga­ra. In nessun altra parte d’Europa c’è un sito come la Timpa, estesa per 7 chilometri, con piccole spiaggette e punti d’ormeggio nascosti.

La Riserva Naturale Orientale La Timpa è stata istituita nel 1999 dall’ Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Sicilia. Insieme all’isola Lachea, la zona, costituisce un laboratorio naturale a cielo aperto in cui è custodita la storia geo-vulcanica della Sicilia.

Origine e conformazione

L’origine e la conformazione di questo particolare scenario naturale, risalente a oltre 200.000 anni fa, sono opera dell’attività vulcanica dellEtna, durante le diverse fasi della sua formazione: a testimonianza delle fase eruttive avvenute direttamente sotto il livello del mare, si trovano i pillows, blocchi lavici rotondi dovuti a particolari fenomeni durante le eruzioni sottomarine. I terreni e le rocce, osservabili lungo la Timpa, sono riconducibili a tre periodi eruttivi: Centri eruttivi Alcalini Antichi, Formazione del Trifoglietto, Formazione del Mongibello.

Si notano banchi di tufo, lahars, tufiti e piroclasti. La presenza di una base di argille al di sotto del materiale vulcanico ha provocato anche la creazione di diverse sorgenti d’acqua. Le pareti della Timpa sono molto ripide, con falesie che si stagliano contro il cielo raggiungendo suggestive altezze.

Di particolare rilevanza sono anche alcuni tratti a ridosso della fascia costiera, dove alti colonnati basaltici, simili a quelli presenti nelle Gole dell’Alcantara, si sono formati da un processo di cristallizzazione delle lave a contatto con l’acqua. L’aspetto delle pareti colonnari è spettacolare e si ritrova anche nei fondali marini circostanti.

La Timpa presenta anche antiche grotte naturali, scogliera con insenature e infine una pianura agrumicola.

Timpa acireale

La riserva naturale orientata La Timpa è una riserva regionale della Sicilia, che ricade nel territorio del comune di Acireale (CT). I confini della riserva all’interno del comune di Acireale. La Timpa è un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa di Acireale. È compreso nel comune di Acireale, lungo la costa che da Catania porta a Riposto. È caratterizzato da rocce di origine vulcanica gradinate e da diverse faglie dove cresce una fitta vegetazione. L’estensione totale è di 225,34 altezza. Fonte foto: http://www.ruralbox.it

Itinerari

Quest’area, oltre a conservare i prodotti più antichi dell’attività eruttiva dell’Etna, preserva l’antica memoria del paesaggio rurale costiero etneo con i terrazzamenti in pietra lavica, i piccoli camminamenti interni, i canali d’irrigazione e i muretti a secco.Ufficialmente, i percorsi della riserva sono tre:

Le Chiazzette: in siciliano “chiazza” vuol dire piazza, da qui il nome le chiazzette. Rappresentano la vecchia strada di collegamento tra Acireale e Santa Maria la Scala, an­ti­ca­men­te era det­ta Sca­la di Aci. Si tratta di sette tornanti, ognuno dei quali provvisto di un tratto di terreno livellato, per­cor­sa da com­mer­cian­ti, pe­sca­to­ri e la­van­da­ie, che qui si riposavano tra una rampa e l’altra sotto l’ombra degli alberi.
La Fortezza del Tocco: ol­tre la pri­ma piaz­zet­ta si erge la For­tez­za del Toc­co, un bastione con ruolo strategico di difesa contro i pirati, edificato nella prima metà del XVII. Il nome deriva dal rumore del cannone che segnalava l’attacco dei pirati. E’ una delle maggiori attrazioni turistiche della riviera ionica: da qui si gode di un panorama spettacolare.
Il vecchio tracciato ferroviario:  immerso nella natura selvatica della Timpa, tra resti di grotte laviche e boschetti. Tre gallerie tracciate nella roccia riparano dal caldo.

Ci sono anche i sentieri di Santa Caterina e delle Acquegrandi, e quello della Gazzena.

Il borgo di Santa Maria La Scala

Ai piedi del tratto centrale della riserva si trova il borgo marinaro, quasi di verghiana memoria, di Santa Maria La Scala.  Qui spiagge di ciottoli detti “cocole”, sorgenti d’acqua e millenarie vulcaniti invitano ad immergerci nel mare blu. Il borgo vive attorno al porticciolo detto “Scalo Grande”.  Ci sono ancora vecchi ed esperti pescatori che riparano le reti sul molo e le anziane tessitrici che ricamano. Il borgo marinaro di Santa Maria La Scala è famoso per le sue bellezze naturalistiche, come la Grotta delle Colombe che, secondo la leggenda, fu il rifugio amoroso di Aci e Galatea. Nella parte sud è visibile un mulino alimentato dalla sorgente Miuccio. Suggestiva anche la  Chiesetta seicentesca, dedicata alla Madonna della Scala, celebrata l’ultima domenica di agosto con una folcloristica festa a mare. 

Timpa Scogliera

Ai piedi del tratto centrale della riserva naturale orientata della Timpa, si trova il borgo marinaro, quasi di verghiana memoria, di Santa Maria La Scala, caratterizzata da grossi sassi, detti cocole, con la particolarità della compresenza di ruscelli di acqua. Fonte foto: http://www.ruralbox.it

Flora

La flora della Riserva reca i tratti distintivi della macchia mediterranea con ampie distese di ulivi, fichi d’india, mandorlo, carrubo, agrumeti, arbusti o piccoli alberi sempreverdi e sclerofilli (a foglie coriacee), piante rampicanti. La densa vegetazione limita la filtrazione di luce al suolo, riducendo grandemente il numero di piante erbacee presenti. Altre specie arbustive presenti sono l’anagyris fetida, l’artemisa arborescens, il rhamnus alaternus. Lungo la fascia litoranea che interessa la riserva, si trovano specie erbacee ad alta specializzazione che ben resistono a un ambiente con notevole siccità del suolo, dovuta alla salsedine, fra le quali il finocchio di mare. Nella zona nord si riscontano resti di quello che fu il bosco di Aci. Vi sono anche il cappero, il carrubbazzo, il ginestrone, roverella, bagolari, lentischi, euforbie e fucsia valeriane.

Fauna

La fauna è composta principalmente da piccoli mammiferi come il riccio e la donnola e soprattutto dai volatili, con bellissimi esemplari di gabbiani reali. A popolare la riserva naturale della Timpa sono numerose specie di animali, che, grazie anche al difficile accesso da parte dell’uomo, trovano un habitat ideale. Nell’area protetta vivono infatti conigli selvatici, ricci, volpi, rettili come i colubri leopardini e le lucertole campestri. A causa degli incendi estivi  alcune specie di rettili sono scomparse: è il caso della tartaruga terrestre. I cielo è sorvolato da: il falco pellegrino, il cormorano, il gheppio e la poiana, lo scricciolo, il merlo, l’assiolo, il barbagianni e la civetta. Con l’arrivo delle calde temperature giungono dall’Africa la rondine, l’upupa e l’oc­chio­cot­to (uc­cel­li­no me­di­ter­ra­neo).

Fondali

Ricchi di vita sono pure i fondali lavici del mare della Timpa. Nelle cavità dei fondali vulcanici trovano rifugio Polpi e Murene.  I fondali sono molto ricchi di alghe calcaree libere (Melobesie). Esistono circa 300 tipi di alghe appartenenti alle Rhodophyta (alghe rosse), Clorophyta (alghe verdi) e Phaeophyta (alghe brune). Tra i pesci non è difficile incontrare giovani Monacelle, branchi di argentei Bianchetti, Ope e Salpe. I fondali della Timpa sono inoltre famosi per la ricchezza di molluschi come gli Occhi di bue e i Ricci di mare. Tra i crostacei sono comuni varie specie di granchi e paguri e più in profondità troviamo delle aragoste. Un meraviglioso spettacolo offrono le pareti superficiali a strapiombo con coralli gialli e rosa.

Timpaviva

La Timpa è il polmone vitale per Acireale. Da ormai tanti anni è la location della manifestazione Timpaviva, una festa, un festival, una mostra, una manifestazione culturale, dove arte, animazione e natura sono mirabilmente coniugate. Il festival è organizzato, fin dalla prima edizione nel 2009, dall’associazione culturale Barock, formata da un gruppo di giovani acesi volti a promuovere, sviluppare, diffondere e valorizzare la cultura in tutti i suoi aspetti.
In galleria le foto di Timpaviva realizzate da Cristina Chinaski.

Come arrivare

Spesso ci ostiniamo a ricercare mete esotiche e lontane per le nostre vacanze e non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo proprio a due passi da casa.

La Riserva Naturale de La Timpa dista pochi chilometri da Catania. Basta imboccare la Strada Statale SS 114 e da qui decidere la deviazione migliore. Ne troverete diverse, dato che la Riserva occupa un tratto di costa occupato da diverse borgate marinare e tutta la fascia costiera di Acireale.

Noi di #ItCatania vi consigliamo di visitare questo luogo che vi farà immergere nella natura e godere di una vista unica.

Fonti:

https://www.etnatracking.com/sentieri-natura-catania/la-timpa-mappa
http://www.ruralbox.it
https://www.etnanatura.it
https://www.visitsicily.travel/natura/riserve-naturali/riserva-naturale-orientata-la-timpa/
https://www.pucciosan.it/video/timpa-di-acireale/

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

La riserva naturale orientale della Timpa: il mare ai piedi dell’Etna ultima modifica: 2018-09-04T10:27:55+02:00 da Sabrina Port

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