EDIFICI STORICI

La storia della garitta di Santa Tecla

Santa Tecla Scalo Pennisi
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La costa ionica catanese presenta paesaggi particolari, suggestivi e unici nelle sue componenti. Vi è capitato di scorgere fra gli scogli lavici, castelli, torri, fortezze e garitte? Oggi vi facciamo conoscere la garitta di Scalo Pennisi di Santa Tecla, frazione dell’antica Aquilia, l’odierna Acireale, che ha ancora tanto da dirci sulla nostra storia.

Le garitte spagnole

Si tratta di costruzioni molto diffuse in età medievale e moderna. La garitta di vedetta veniva costruita con lo scopo di proteggere una sentinella e consentirgli la difesa dell’area, oltre che offrirgli un’ampia visuale sull’orizzonte. In alcuni casi era dotata di feritoie che permettevano ad un balestriere di colpire il nemico, rimanendo al riparo. Durante il periodo della dominazione spagnola, soprattutto lungo le coste siciliane, vennero costruite garitte in abbondanza; ad oggi se ne contano oltre duecento. Esse costituivano il sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione lungo tutta la fascia costiera del Regno di Sicilia. Tra di loro, le varie postazioni comunicavano grazie ai segnali luminosi, detti fani, e a quelli di fumo. Molte di queste costruzioni sono un patrimonio storico-culturale sostanzialmente sconosciuto al pubblico, affascinato dal connubio fra storia, cronache, leggende e mito. Una delle più belle garitte si trova a Santa Tecla. 

Santa Tecla

Santa Tecla è un piccolo borgo marinaro, nei pressi di Acireale, all’interno della meravigliosa Riviera dei Limoni o dei Ciclopi, a cui appartengono anche Aci Castello e Aci Trezza. Sormontata dalla maestosa Timpa, la frazione si distende sul mar Ionio, su di una compatta e frastagliata scogliera di roccia di origine vulcanica, che dà vita al Golfo di Santa Tecla, segnalato nelle antiche mappe come “Sinus S.Theclae“. Essa è immersa fra agrumeti, arbusti e piante tipici della macchia mediterranea, ulivi e mandorli.

Da qualche anno il borgo si anima di locali, lidi e eventi per attirare sempre più turisti. Ad agosto si svolge la festa della Santa Patrona con una spettacolare processione di barche illuminate sul mare e uno spettacolo pirotecnico. Si tengono anche altre manifestazioni sportive e culturali fra cui il premio televisivo nazionale “Garitta d’Argento”. Santa Tecla è legata ai vari borghi di Santa Maria La Scala, Capomulini, Stazzo, Pozzillo, tutti molto caratteristici, abitati da pescatori, con antiche tradizioni tutte da scoprire.

Calma e serenità caratterizzano questo luogo, che avvolge coi suoi colori vivi, i profumi di aranci, limoni, mandarini, cedri, propri del giardino mediterraneo.

Le Spiagge di Santa Tecla

Le spiaggette che si trovano a Santa Tecla, come quelle dei dintorni, risentono per la loro natura e conformazione, della vicinanza del vulcano Etna. Alcuni studi hanno fatto emergere la presenza di una serie di faglie attive. La costa rocciosa vulcanica nera e frastagliata rende il sito molto suggestivo agli amanti degli scogli, levigati dal mare. L’acqua è cristallina e di un limpido blu, nonostante il fondale scuro. Questo litorale è caratterizzato da calette che rendono le acque fresche e presentano sorgenti sotterranee. Il luogo è particolarmente frequentato da chi ama e pratica lo snorkeling, assieme ad altri sport nautici. Da anni, alcune spiagge si sono attrezzate con lidi che animano le calde estati siciliane, di giorno e di notte. Numerosi sono gli hotel, alberghi, B&B, trattorie con specialità marinare, locali dislocati nella zona, che assicurano ai villeggianti tanto divertimento.

Le torri difensive costiere costituiscono un patrimonio storico-culturale sostanzialmente sconosciuto al grande pubblico. Ecco la garitta di Santa Tecla

Le torri difensive costiere costituiscono un patrimonio storico-culturale sostanzialmente sconosciuto al grande pubblico. Ecco la garitta di Santa Tecla. Fonte foto: (www.flickr.com)

La garitta

Quella di Santa Tecla è una delle tante torri costiere presenti in Sicilia, testimonianza di un funzionante sistema difensivo messo a punto fra 1500 e 1600 dai dominatori spagnoli, primo fra tutti, il vicerè di Carlo V, Ferdinando de Vega. Queste costruzioni sorgevano a poca distanza l’una dall’altra, ed erano perennemente in comunicazione fra di loro. La funzione principale di questa garitta era quella propria delle torri di avvistamento e di difesa costiera contro le scorribande dei saraceni. Venne costruita attorno al XVI secolo, su di uno scoglio presso lo Scalo Pennisi, conosciuto come scoglio dell’Apa, ricorrendo a pietrame lavico legato con malta e frammenti di tegole e cocci. Si tratta di una piccola torre a pianta quadrata di 3 metri per lato, alta 6 metri circa. La copertura è a piramide con volta a vela, sormontata da una sfera di basalto e decorata con quattro merli agli angoli. Si nota anche la presenza di intonaco rossastro sul tetto e di due piccole finestre nella parte settentrionale. Il vano interno è spoglio, (approfondisci cliccando qui).

Il sanguinoso pirata Luccialì, secondo le cronache del tempo, sbarcò lì il 3 maggio 1582 al comando di sette galee e ben trecento pirati, conquistando la costruzione e penetrando nell’area.

Torri, garitte e altre costruzioni nei dintorni della costa catanese

L’area del catanese è caratterizzata da una copiosa presenza di torri e garitte. Ricordiamo Torre Trezza e Torre Faraglione ad Aci Castello, quelle di Capo Mulini, anche nota come Torre di Sant’Anna, Torre Alessandrano, Torre Negra o di Pozzillo, in riferimento al territorio acese. Torre Archirafi, sita nel comune di Riposto, dà anche il toponimo al borgo; fu costruita prima da Re Martino e ristrutturata nel 1700. Nell’area di Riposto si trova anche la Torre Laviefuille e Torre di Malo Grado, che ricade più precisamente nel territorio di Mascali, che un tempo accoglieva una sua torre, ed infine la Torre di Giarre. Queste sono alcune delle più importanti.

La garitta di Santa Tecla ha la stessa struttura della garitta che si affaccia sul porto di Ognina.

La garitta di Santa Tecla ha la stessa struttura della garitta che si affaccia sul porto di Ognina. Fonte foto: https://it.wikipedia.org. Autore: Ji-Elle

Le garitte a Catania

A Catania, questa costruzione è chiamata ‘A Jarita. Esempi del tutto simili a quella di Santa Tecla, si trovano anche nella città etnea con la garitta di Piazza Europa e quella di Ognina. La prima sorge su uno spuntone roccioso nato dall’eruzione del 1381. Fu costruita come torre di avvistamento tra il 1552 e il 1574 sotto il regno di Carlo V. La seconda si trova nel lungomare di Ognina, nei pressi dell’attuale porticciolo turistico. Probabilmente è collegata con la torre che sta alle spalle della chiesetta di Ognina.

Dislocate per il resto della città, in alcuni dei suoi monumenti centrali, si trovano altre garitte. Ricordiamo quella di Castello Ursino, costruita  per far riparare i soldati, all’interno del fossato e quella della torre campanaria del duomo, crollata a seguito del rovinoso terremoto che distrusse buona parte dell’edificio.

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La garitta di Piazza Europa, come quelle di Ognina e di Santa Tecla, aveva scopo difensivo e di sorveglianza. Lungo la costa ionica se ne trovano di simili. Fonte foto: https://it.wikipedia.org, autore Archeo.

Bene patrimoniale architettonico storico da custodire e valorizzare

Spesso abbandonate a se stesse, queste costruzioni non hanno goduto o godono di considerazione. Non si è capito fino in fondo il loro potenziale di attrazione turistica. Le garitte sono spesso luogo di abbandono, sporcizia, ricovero per clochard. E’ stato violato il loro grande valore di bene patrimoniale storico.

Queste vere e proprie “sentinelle del mare” non sono state valorizzate neppure in seguito ai lavori di edificazione del nuovo Borghetto Europa o all’interno di manifestazioni di successo quali il Lungomare liberato, oggi divenuto Lungomare fest. Auspichiamo che qualche associazione si prenda carico di questa mission di custodia e valorizzazione di queste costruzioni dimenticate, ma pregne di storia e storie.

Foto copertina: https://it.wikipedia.org. Autore: LuckyLisp

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

La storia della garitta di Santa Tecla ultima modifica: 2019-05-22T12:09:45+02:00 da Sabrina Port

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