LEGGENDE

Catania insolita e segreta: i simboli del Castello Ursino e u Liotru

1200px La Stella Di Davide (castello Ursino Catania)

Catania segreta s’annida tra viscere di lava. Una fulgida perla nera che si insinua, ammaliante e seducente, tra vie e slarghi. Trasuda, racconta e confessa storie e leggende. Tra il vociare dei passanti, nelle variopinte strade e piazze, mostra un altro volto. Catania, come un Giano Bifronte, si snoda tra sacro e profano. Disvela arcani e muta la voce.  La prima parte di una piccola guida alla scoperta di una Catania segreta e insolita tra esoterismo, storie e leggende.

Catania segreta: il Castello Ursino

Il Castello Ursino è stato costruito, per volere di Federico II di Svevia, nel 1239 dall’architetto Riccardo da Lentini. La sua pianta quadrata richiama la terra, l’universo creato e l’opposizione al cielo. Tesoro e gioiello di autentica bellezza, racconta del legame fra Sant’Agata e Federico II. Narra di Federico II, uomo di ingegno e Stupor Mundi, grande appassionato di esoterismo. Ci racconta, sottovoce, della sua costruzione come monito ai catanesi, ribelli al sovrano. Severo, austero e disseminato di simboli. Sulla parte settentrionale del portale di ingresso, all’interno di una nicchia si erge un’aquila che artiglia una lepre. Figura di ammonimento e di supremazia sveva. Su uno dei balconi di levante, invece, appare chiaramente il Pentalfa, la stella a cinque punte. Il simbolo che cela la sezione aurea e che diventa un prezioso talismano.

L’aquila – Castello Ursino

Sulla parete destra del cortile, all’interno di un grande arco, si trova una grande croce con i con Nodi di Salomone ai vertici, con la scala, la spugna, le tenaglie e il martello (nella tradizione cristiana rappresentano gli strumenti della passione). Il Nodo di Salomone è un simbolo antichissimo, unione tra cielo e terra e tra l’uomo e il divino. (L’accostamento tra Croce-Nodo di Salomone si ritrova in una raffigurazione della Santa Sindone). Bisogna evidenziare che i graffiti del cortile risalgono al XVI, periodo in cui una parte del piano terra venne adibita a prigione. Un altro elemento che è possibile notare al Castello Ursino è la Menorahcandelabro a sette bracci; simbolo dei cicli vitali sulla terra: dalla nascita al declino di uomini, animali e piante e correlato al ciclo lunare.

u Liotru

L’elefante, simbolo di saggezza, memoria e temperanza, emblema e stemma di Catania, si erge imperioso al centro di Piazza Duomo. La fontana dell’elefante, realizzata nel 1736 dall’architetto Giovan Battista Vaccarini, è un susseguirsi di ipotesi e di leggende. Una statua magica e protettrice della città. Il suo nome è una contrazione dialettale di Eliodoro. La leggenda racconta di un negromante, capace di tramutare gli uomini in bestie e di scolpire e dare vita alle statue. Il nome Liotru, inoltre, potrebbe essere la corruzione del greco dioptron, indicante l’orologio solare. L’elefante, in questo caso, rappresenta il tempo, il suo scorrere e l’orologio. L’obelisco, alto 3,61 in granito di Siene in pianta ottagonale (passaggio tra terra e cielo) fissa l’orientamento e rappresenta una preghiera.

Un’altra curiosità riguarda la serie di geroglifici presenti dedicati alla Dea Iside. La figura della Dea Iside si mescola e si assorbe con il culto di Sant’Agata. In cima all’obelisco, infatti, sono raffigurati gigli, palme, la croce e il globo. I gigli e le palme sono attribuiti alla Santuzza, ma queste ultime possono essere attribuite anche ad Iside. La base della croce riporta la scritta (presente anche sulla cattedrale di Catania): M.S.S.H.D.E.P.L.: Mentem Sanctam Spontaneam Honorem Deo Et Patriae Liberationem e cioè: La mente di S. Agata è santa e spontanea per l’onore di Dio e la liberazione della patria. Il Liotru, rivolto con la proboscide verso la cattedrale, guarda e si lascia osservare da Sant’Agata in un connubio di ode e protezione della città.

Letture consigliate:

Catania Segreta, Guida esoterica alla Città di Rosario Leonardi

101 storie sulla Sicilia che non ti hanno mai raccontato di Daniela Gambino

La Sicilia tra Storia, Miti e Leggende. Vol. 1: Dalla Preistoria ai Fenici di Ignazio Caloggero

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Catania insolita e segreta: i simboli del Castello Ursino e u Liotru ultima modifica: 2018-09-18T09:33:08+00:00 da Cristina Gatto

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