LEGGENDE

Il Castello di Aci Castello: un viaggio tra Preistoria, Storia e Leggenda

Un Castello che sorge su di una rupe sul mare e sovrasta Aci Castello dall'alto

Il Castello di Aci Castello è forse l’attrazione più grande del Paese marinaro in provincia di Catania. Attanagliato su di una roccia, che si alza sul mare per circa vetri metri, guarda dall’alto gli abitanti ed i turisti. Forse altezzoso, a prima vita, conquista i cuori di chiunque, una volta varcate le sue navate in pietra lavica. Siete curiosi di sapere qual è la storia di questo Castello?

Geologia di una rupe diventata celebre

Partiamo dalla rupe, sopra la quale il Castello, sorge e vigila, come fosse una nave. E per partire davvero dall’inizio, partiremo dal periodo Preistorico, ma non vi annoieremo, ve lo promettiamo! Tutto ebbe inizio dal famoso Golfo Pre-Eteneo, circa 700.000 anni. Il Golfo Pre-Etneo si estendeva dalla zona che oggi va da Taormina (ME), lambendo i monti Nebrodi, alla val di Noto (SR). In poche parole, la nostra Catania dormiva tranquilla sul fondo marino. Le zolle continentali, quella indo-europea e euro-asiatica, iniziarono a scontrarsi con la zolla africana. Così si diede vita ai monti Peloritani e all’altopiano Ibleo. Come una culla, i due altopiani lambivano, appunto, il golfo Pre-etneo. Al centro di questo gigante bacino, iniziarono a verificarsi continue eruzioni sottomarine di tipo basaltico.

Queste eruzioni sub-marine provocarono un sollevamento della zona; finché le eruzioni raggiunsero il fondo del mare (bradisismo negativo) e si allargarono, depositandosi sopra le argille del fondale. Pian piano il bacino si stava sollevando. Testimonianza di questo sollevamento sono sicuramente le zone di Aci Trezza con I Faraglioni (ed i loro cappellacci bianchi) e, appunto, Aci Castello con la sua collina argillosa. Soprattutto, però, ne è testimonianza la magnifica rupe del Castello di Aci Castello. Successivamente, sul lato occidentale, quello più vicino al Paese, una colata lavica etnea formò una piattaforma, a quattro metri sul livello del mare. Questa colata ha unito la rupe alla costa, facendo di questo promontorio sul mare il punto perfetto per arroccare un Castello.

Il Castello di Aci Castello venne costruito dai Normanni sulla rupe per renderlo inespugnabile

La rupe del Castello di Aci Castello possiede formazioni laviche sub-marine chiamate pillow-lava

Ma non finisce qui!

I più attenti di voi, noteranno che sulla piattaforma sotto al Castello di Aci Castello, dove sorge la rupe, ci sono delle formazioni rocciose oblunghe di base esagonale. Queste formazioni sono rarissime sul pianeta e si chiamano basalti colonnari. Inoltre, tipiche della rupe del castello sono le rocce disposte a raggiera, quasi come fossero dei giganti cuscini (i famosi pillow-lava). Nella parte più alta della rupe è visibile, ad esempio, un meraviglioso mega-pillow. Anche questi pillow-lava sono il frutto di eruzioni sub-marine rarissime e che dovrebbero rendere i castelloti, ma in realtà tutti i catanesi, veramente molto orgogliosi di dove abitano.

Storia di editti, assedi, battaglie e chi più ne ha più ne metta..

A questo punto della storia, poniamo il caso che siate dei regnanti normanni, introno agli anni mille, e che dobbiate costruire un Castello nella zona. Dove lo costruireste? Furono, infatti, i normanni a costruire il Castello nel 1076. Lo fecero interamente in pietra lavica nera e lo costruirono su un precedente avamposto romano, risalente addirittura al 38 d.C. Misero un ponte levatoio in legno (oggi in muratura) per permettere l’accesso solo ed esclusivamente da un lato.

Il vescovo e abate di Catania, nel 1092, ebbe in concessione il Castello di Aci (Casteddu di Iaci) ed il territorio circostante, tramite un editto, che riguardava tutta la Terra di Iaci. Una notizia che forse farà luccicare molti occhi, che leggono curiosi la storia del Castello, è che il 17 agosto 1126, il vescovo di Catania, ricevette nel castello le reliquie di Sant’Agata. E già, le reliquie della Santa catanese erano state appena riportate in patria da Costantinopoli, e i due cavalieri che compirono l’impresa si riposarono proprio qui. Un piccolo affresco, all’interno del Castello di Aci Castello, rappresenta proprio l’avvenimento.

Il terremoto del 1169, che devastò la zona, fece spostare tutta la popolazione verso l’attuale zona di Anzalone e il Castello di Aci Castello venne abbandonato, tornando al demanio pubblico. Nel 1239 fu il celebre Federico II di Svevia a rimuovere il vescovo, che se n’era impossessato nuovamente, e stabilì qui una delle sue residenze più gradita e frequentata. Il piccolo borgo marinaro, che si alimentava della vita del Castello di Aci Castello, nel 1300, contava circa 1200 abitanti. Durante i Vespri del 1297, il Castello venne concesso a Ruggero di Lauria, che era amico fidato della famiglia aragonese.

Lo scacco di Ognina, una battaglia navale vecchio stile, proprio davanti alla nostra costa

Quando, però, l’ammiraglio Ruggero cambiò le sue amicizie e passò alla corte angioina, il re Federico fece espugnare il castello. Questo provocò una piccola guerra fredda fra la corte di Angiò e quella di Federico.  Nel 1353 il diciassettenne Ludovico d’Aragona, nobile del castello, morì per la peste. A questo punto, il Castello di Aci Castello venne espugnato dagli Angiò e l’assedio, che durò fino al 1356, vide occupati anche i territori dell’Aci. Artale I Alagona (legato alla famiglia degli Aragona), allora, respinse gli angioini con una vera e propria battaglia navale. La battaglia si svolse tra Ognina e il Castello di Aci Castello, il nome che venne lasciato ai posteri fu Lo scacco di Ognina. Vinsero gli aragonesi e, nonostante dissidi successivi, mantennero il potere del Castello.

Prima il ponte levatoio del Castello di Aci Castello era in legno, oggi è in muratura

Il Castello ospitò anche le reliquie di Sant’Agata appena riportate da Costantinopoli (foto: by gnuckx)

Nel periodo del re aragonese Martino il Giovane (inizio del 1400) il borgo di Aci Castello contava 2.400 abitanti. Velocemente cresceva.

Nel 1421 il Castello di Aci Castello venne venduto al viceré degli Aragona, Ferdinando Velasquez, per 10.000 fiorini. Insieme al Castello, Velasquez ottenne Il Bosco d’Aci, un bosco magnifico che da Catania arrivava all’Etna. Dopo vari passaggi di proprietà, tra duchi e infanti spagnoli, nel 1528 gli abitanti offrirono a Carlo V 20.000 fiorini, per riscattare il Castello. Nel 1530 divenne definitivamente, insieme ai Faraglioni, simbolo libero del Paese. Nella metà del millecinquecento il Castello di Aci Castello diventerà caserma prima e carcere poi. Per poi tornare nelle mani dei nobili spagnoli. Dopo il terremoto del 1693 subirà evidenti danni e verrà sistematicamente abbandonato. Nel 1800 diventerà demanio comunale.

Il Castello di Aci Castello nell’epoca moderna: una nuova rinascita!

Finalmente, negli anni ’70 il Castello di Aci Castello è stato restaurato e al suo interno è stato realizzato il Museo Civico. Oggi il Castello è visitabile da tutti, così come il Museo al suo interno. Nel Museo Civico si ritroveranno esposti e spiegati oggetti della preistoria, dell’età medievale e di natura mineralogica e geologica, che ripercorrono tutta la storia di questo meraviglioso Castello. Inoltre, è presente nel Castello anche un orto botanico, che espone le piante tipiche della macchia mediterranea. Spesso il Museo Civico ospita anche mostre itineranti e/o permanenti (ed esempio l’esposizione di tre dipinti di J. Calogero), eventi culturali e matrimoni civili.

Il Castello di Aci Castello è aperto, in inverno, dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 17,00. L’orario primaverile è dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00. Se volete andarci ora, invece, subito dopo aver letto questo articolo, sappiate che d’estate l’orario pomeridiano è dalle 16,30 alle 20,30. L’ingresso per i residenti è gratuito. Per chi non fosse di qui, niente paura! Ci sono dei prezzi minimi, che non superano i 3 euro. Una volta saliti nella parte più alta del Castello, potrete ammirare i fantastici tramonti e la bellezza del Paese costiero colorato d’arancione, come se fosse un dipinto. Oppure perdervi nel mare azzurro, senza fine.

Leggende, misteri e paranormale del Castello sul mare

Come tutti i Castelli che si rispettino sono molte le leggende e le storie misteriose che lo circondano. La più nota è sicuramente quella del cacciatore. Si narra, infatti, che un cacciatore della zona uccise per sbaglio la gazza del governatore del Castello. Il governatore, venuto a conoscenza dello spiacevole evento, per dispetto e rabbia fece rinchiudere il povero cacciatore nelle prigioni oscure del castello. La sua detenzione durò per ben 13 anni. Un giorno, arrivò il Duca Massa, in visita sia al Paese che al governatore. Il cacciatore, saputo della visita, compose un canto talmente bello per lui, da indurre il Duca a volerlo conoscere. A seguito di questo colloquio, il duca ordinò il suo rilascio immediato.

Un’altra testimonianza delle stranezze del Castello di Aci Castello ci viene da uno storico custode. Questo custode lo ebbe in cura per molti anni, ora defunto, parlò spesso di voci e rumori di armature, combattimenti e soldati.  Soprattutto nella stanza dove ora si trova il Museo Civico, si concentravano spesso rumori di armature e catene. Nonché urla disperate. Anche due impiegate del Comune raccontano che una notte di qualche anno fa, rimaste a pulire fino a tardi, iniziarono ad udire rumori di catene ed urla. Il crescendo dei rumori fu così spaventoso, che le due donne scapparono a gambe levate dal Castello.

La dama del Casteddu di Iaci

Il Castello di Aci Castello ancora oggi fa riecheggiare la notte fra le sue mura i rumori di una vita passata

La storia della dama che si lanciò dal Castello di Aci Castello ha molte versioni, eppure un unico finale tragico e misterioso (foto da: borghimagazine.it)

La storia che più attirerà gli amanti del genere, però, è sicuramente quella della giovane dama del Castello di Aci Castello. Si narra che una giovane dama, giunta a corte a seguito del debito del padre, si rifiutò di accettare le viscide avance del governatore. La dama, inseguita e costretta sull’orlo di una delle terrazze del castello, si lasciò cadere giù, pur di non cedere a quell’uomo. Il suo corpo non venne mai trovato nella piattaforme sottostante, scomparve nel nulla. Le versioni sulla storia e sui motivi che spinsero la dama a lanciarsi dal Castello sono molte, ma tutte coincidono sul finale tragico e misterioso. Si dice che nelle notti di luna piena, le urla della dama, si sentano ancora. Basta attendere seduti all’interno del Castello. Ad un tratto, riecheggeranno insieme al vento, fra le mura antiche.

E’ inulte aggiungere che, se state cercando la leggenda e il fantastico, allora non potete non leggere le Storie del Castello di Trezza, del nostro Giovanni Verga. Un insieme di storie intrecciate che alternano verismo, immaginario e fantastico, roba che solo il nostro conterraneo sa orchestrare con tanta maestria.

Insomma, i motivi per cui venire al Castello di Aci Castello sono tanti, non uno, non due o tre, ma mille..Tanti motivi, quante le rocce che lo sorreggono.

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Il Castello di Aci Castello: un viaggio tra Preistoria, Storia e Leggenda ultima modifica: 2018-08-08T09:18:51+00:00 da Manuela de Quarto

Commenti

To Top