FESTE & SAGRE

Santa Maria di Ognina: la seconda festa più importante di Catania

La processione

La processione per mare della festa da Bammina

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Ai catanesi le feste brevi piacciono poco: così per Sant’Agata, altrettanto per i festeggiamenti di Santa Maria di Ognina, detta anche a festa da Bammina. Potete trovare traccia di questo giorno in tutti calendari: si tratta infatti della Natività della Madonna, ricorrente l’otto settembre.

Perno di questo evento non soltanto religioso ma anche umano e folkloristico è il santuario di Santa Maria di Ognina, nell’omonimo borgo marinaro.
Le prime testimonianze sui festeggiamenti sono antichissime, risalendo non di meno che al XIV secolo. Da allora, a festa da Bammina si è arricchita di momenti, spettacolari e non, fino ad arrivare ad essere la seconda festività per importanza della città.

“Con vera Fede, evviva la bella Madre di Ognina“: e con questo saluto, lo stesso che i fedeli ripetono in coro accompagnando la processione della loro protettrice, diamo inizio alla scoperta di quest’altra tradizione tutta catanese.

I festeggiamenti della Madonna di Ognina

La settimana precedente alla “Festa da Bammina”: ieri e oggi

Tra tradizioni perdute, evolutesi o rimpiazzate, rimane la sagra del pesce. Un tempo il re della festa era il tonno rosso, preparato in vari modi e offerto alla popolazione a prezzi simbolici.

Il legame tra la Madonna e i pescatori del borgo è fortissimo e la scelta di festeggiare con il pescato non è casuale. Dagli uomini di mare, infatti, la Vergine ritenuta come è un vero e proprio membro dell’equipaggio, partecipe dei buoni risultati e garante di protezione. Una convinzione, questa, così radicata che, durante l’anno, i pescatori serbano una parte del ricavato per offrirlo a lei in dono per la riuscita della festa. Questa offerta anticamente aveva uno spazio a lei dedicato: la rottura del caruseddu, cioè il salvadanaio contenente le quote, davanti la chiesa nel giorno della Natività.
Oggi, invece, la sagra è dedicata al pesce azzurro in generale, ed ha luogo il sabato e la domenica sera precedenti all’otto settembre.

Perduta è invece la tradizionale gara delle barche, che prendeva avvio dal molo “piccolo”, nel pomeriggio della domenica. Equipaggi maschili e femminili, provenienti anche da altri quartieri, si sfidavano a coppie battendosi per raggiungere il traguardo. Le barche in competizione venivano decorate con i tipici colori mariani, il rosso e l’azzurro. L’unica occasione di vederle in acqua era quella: venivano utilizzate, infatti, soltanto in occasione della gara e poi mai più durante l’anno.

Ognina

Ognina, la sera della Sagra del pesce azzurro

Il giorno della festa di Santa Maria di Ognina: l’8 settembre e la svelata

Momento clou dei festeggiamenti è il giorno della Natività della Madonna, preceduto da una veglia religiosa. La statua della Madonna, normalmente esposta sull’altare maggiore, nel giorno di Ferragosto viene coperta per poi venir “svelata” ai fedeli solo l’otto settembre. Alle otto del mattino la chiesa si risveglia: si accendono tutte le luci e, accompagnata dai canti, dalla banda e dai fuochi d’artificio, la Madonna fa nuovamente la sua comparsa sull’altare.

Per chi volesse prendere parte alla veglia di quest’anno: l’appuntamento è per venerdì 7 settembre alle 20:30 sul sagrato del Santuario di Santa Maria di Ognina.

Il sabato seguente all’8 settembre

La festa non è mica finita! Il sabato successivo alla svelata, infatti, inizia la festa “esterna” al santuario: è il giorno in cui pescatori celebrano la Bammina a modo loro.
Importante annotazione: l’otto settembre di quest’anno è un sabato, motivo per cui quanto segue si svolge in realtà nel giorno stesso della Natività.

La giornata inizia con la processione di una barca addobbata per le vie del quartiere: è il modo per richiamare gli abitanti alla festa, e per raccogliere gli omaggi per l’asta dell’indomani.
Nel pomeriggio, alle 16.30, la statua della Madonna viene portata fuori dal santuario. Dopo la Messa, che quest’anno sarà celebrata da un palco montato sul mare, avrà inizio uno dei momenti più spettacolari dei festeggiamenti: la processione in barca. Il simulacro prende infatti il largo dal molo “piccolo”, issato su un’imbarcazione seguita da altre barche parate a festa, salutata dai fazzoletti bianchi della gente appostata sugli scogli e da canti.

Come di consueto, le tappe della suggestiva processione saranno diverse. Di consueto, passa innanzitutto dal porto, dove viene gettata simbolicamente una corona di fiori in memoria dei caduti in mare. Da lì, parte alla volta del mare catanese fino ad Acicastello, per poi virare verso San Giovanni li Cuti.
A San Giovanni li Cuti la barca con la Madonna entra nel porto: un’esplosione di fuochi d’artificio conclude il momento di preghiera presso Santa Maria della Guardia. La barca con il fercolo riparte verso piazza Europa, per far rientro poi ad Ognina, al molo grande. Ed è proprio al molo grande che, intorno alle 22.30, si svolge un altro spettacolo pirotecnico accompagnato da musica classica.

Ultima tappa della processione, la lapide dei caduti in mare, prima che la statua faccia ritorno al santuario.
È l’ultimo momento in cui i fedeli possono vedere l’amata statua: l’ingresso alla chiesa è vietato ai “non addetti i lavori”.
Il simulacro rientra, le porte si chiudono, e con esse il sabato della festa.

il Santuario per la festa di santa maria di ognina

Il Santuario illuminato per la festa e le luminarie

Il giorno che chiude i festeggiamenti: la domenica

La domenica mattina è dedicata alla benedizione delle famiglie (in seguito agli omaggi floreali alla Madonna portati dai bambini) e all’asta dei doni raccolti durante il giorno precedente.

Nel pomeriggio, alle 17.30, il fercolo della Madonna di Ognina riprende la processione, stavolta via terra e su una vara addobbata di fiori e luci. Non prima, però, di aver assistito alla calata dell’Angelo, in Piazza. Durante il giro per le vie del borgo, la processione fa sosta presso una statua di Sant’Agata posta in una rotatoria. Tradizionalmente, infatti, è questo il punto in cui sarebbero arrivate le reliquie della santa patrona di Catania, di ritorno da Costantinopoli.
Dopo tanti giorni di festeggiamenti, momenti di preghiera e raccoglimento e fuochi d’artificio, la domenica sera, con il rientro del simulacro al santuario secondo lo stesso rituale del giorno precedente: la festa da Bammina ha la sua fine.

Una curiosità sul simulacro di Santa maria di Ognina

Il fercolo della Madonna portato in processione oggi non è l’originale. Quello andò perduto, paradossalmente, per un eccesso di devozione. Nel 1885, a causa dei troppi ceri accesi durante la tradizionale veglia che precede la svelata, la statua lignea prese fuoco. Quella ammirata ancora oggi è del 1889 e ne ha fatta di strada per arrivare a Catania. Fu infatti realizzata a Parigi su commissione di una ricca famiglia del borgo di Ognina.

 

Natasha Puglisi

Autore: Natasha Puglisi

Dopo aver letto d’ogni, scritto altrettanto, gestito una libreria e compreso la mia vera vocazione, passo al Dark Side dell’editoria: la redazione.
Cosa sapere sul mio conto? Amo la mia città sotto l’Etna, la musica indie, ovviamente la buona letteratura, i viaggi disorganizzati, i biscotti e i pancake (questi ultimi in particolare, li faccio meglio di come faccio i libri). La Sicilia è il mio stato d’animo: non potrei vivere in nessun altro luogo che non le somigli almeno un po’.

Santa Maria di Ognina: la seconda festa più importante di Catania ultima modifica: 2018-09-07T11:29:23+00:00 da Natasha Puglisi

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