INTERVISTE

Folk Catanese, Roberta Finocchiaro e la sua Musica

Roberta Finocchiaro

Non vorrei personalizzare le parole seguenti in questo primo articolo, appartenente ad una futura nutrita raccolta di artisti e cantautori del catanese. Ma vorrei confessare ad ogni avventore, assetato di lettura e musica, quanto oggi io mi senta fortunato. Tenuto conto delle difficoltà che si hanno nell’intercettare un talentuoso\a, la pesca dell’intervistante per molto tempo potrebbe risultare infruttuosa. I motivi sono semplicemente due: l’acqua, all’interno della quale si è deciso di immergere l’esca, è carente di pesci grandi; la corrente del mito mediatico allontana i pesci grandi, dagli umili pescatori di storie, conducendoli verso pescherecci di visibilità.

Ma la mia fortuna, non solo mi ha condotto a pescare presso un fiume ricco di arte e talento, come Catania; ma ho avuto la fortuna di intervistare un grande talento della musica Folk-Pop Catanese: il suo nome e Roberta Finocchiaro.

Roberta è figlia d’arte. Nata in una famiglia di musicisti, a soli 10 anni inizia il suo percorso d’amore e musica. Così nel 2010, a soli 17 anni, inizia questo suo lungo viaggio artistico; dopo aver assemblato la sua band, New Generation Class, Roberta suonò ovunque: strade, piazze e locali del catanese. Sino a quando non è stata notata dalla Tillie Records, etichetta discografica di Simona Virlinzi, con la quale ancora intrattiene stretti rapporti di produzione.

Quattro chiacchiere con Roberta

folk

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All’interno del tuo repertorio, la prima canzone che ho avuto modo di ascoltare è stata una rivisitazione di un brano di Johnny Cash, Ring of Fire. Non sono un amante della cultura Cover; ma la maniera con la quale hai rivisitato, e interpretato, questo brano mi ha colpito molto. Tuttavia, la prima domanda balenatami in mente si riferì alle origini del tuo incontro culturale con artisti come Johnny Cash, e tutti coloro che hanno contribuito alla storia della musica Country e Folk. In che modo, questa parte di storia, influisce sul tuo percorso artistico? E perché, secondo te, la classe giovanile dovrebbe avvicinarsi o conoscere anche questa parte della storia musicale?

Il mio incontro con questo tipo di genere “Folk Country” avvenne quando cominciai a suonare. Avevo soltanto 10 anni e crescendo in una famiglia di musicisti a casa non si ascoltava musica “Commerciale” ma molto Jazz, Blues, Folk americano. Il mio primo ricordo è un DVD di Joni Mitchell. Suonare la chitarra mi venne molto naturale e da sola cominciai a scoprire tanti artisti Americani “Jimi Hendrix, Johnny Cash, Jeff  e Tim Buckley, John Mayer, Norah Jones, Tracy Chapman, Dave Mattews” e molti altri.

Questo genere fa parte di me, quando iniziai ad ascoltare e a suonare riuscii a capire che potevo trasmettere tutte le mie emozioni tramite la chitarra e la mia voce. Nemmeno io amo molto suonare COVER; ma penso bisogna saper scegliere bene. Io personalmente scelgo una canzone quando mi emoziona molto e sento di poterla fare mia. – continua di seguito – Secondo me per avvicinarsi al genere Blues e Folk  devi essere un vero appassionato. La classe giovanile dovrebbe avvicinarsi perché è musica che arriva dall’anima, musica che può far viaggiare e che può insegnare molte cose.

Contaminazioni e Nuovi Progetti

È certo quanto possano influire sulla sensibilità, le blue note nostalgiche del blues; o il ritmo incalzante del Folk Country. Tuttavia, ascoltando “Bianco”, un tuo recente singolo inedito, da ascoltatore se non conoscessi le radici musicali che vanti, non avrei mai potuto pensare quanto la tua formazione si interfacci con musicisti di epoche, stili e metodi di stesura cantautorale di una divergenza, talune volte, in opposizione con lo scatto costume artistico contemporaneo. Bianco la definirei una canzone Pop, non certamente Folk. Sei d’accordo?

Esatto è una canzone Pop, ma per me le sfumature delle chitarre acustiche regalano al pezzo un colore Folk. Quando la suono live chitarra e voce si può notare molto. Tutto l’album Foglie Di Carta mostra colori folk e blues mischiati al pop. FOGLIE DI CARTA è stato un modo per iniziare. Il mio prossimo album sarà sicuramente molto più rappresentativo. Sarà un “Ecco, questa sono davvero io”.

Foglie Di Carta e la prossima uscita

Durante il brano “Strappi“, ad esempio ho potuto notare la commistione alla quale ti riferisci. Chitarra essenziale; fisarmonica timida ma inserita con decisione alla fine di ogni momento strofico. M’interesserebbe approfondire il contenuto testuale dei brani. Nel tuo album “Foglie Di Carta”, una inseparabile chitarra acustica accompagna musica e parole che raccontano possibilità, alternative (in chiave sentimentale, si intende). Ma avventurarmi in una parafrasi meticolosa, oltre che a comportare rischi noti di cattiva interpretazione, potrebbe fornire chiavi di lettura distorte: perché non c’è ne parli un po’ tu? Inoltre, visto che tu stessa l’hai citato, cosa dovrà aspettarsi l’ascoltatore da questo nuovo album?

Le canzoni di “Foglie Di Carta” parlano tutte di esperienze di vita. STRAPPI parla di un rapporto che cerca ancora di sopravvivere nonostante le tante delusioni “GLI STRAPPI”. Credo che ascoltando le canzoni di “Foglie Di Carta” ognuno di noi può interpretarle in base alle proprie esperienze. Il nuovo album sarà molto diverso dal primo, sarà un album molto personale, parlerà di me. Uscirà con l’etichetta Tillie Records di Simona Virlinzi la mia Produttrice e Manager, grazie a lei succederanno “cose pazzesche”.

Vorrei parlarne ma non posso dire niente adesso.

Catania e le sue opportunità artistiche

Un’ultima domanda alla quale rispondere, prima di concludere. Un artista, un talento, oltre a dover possedere e acquisire le capacità necessarie per essere tale, ha bisogno di qualcosa, o qualcuno, che funga da canale espressivo: un pubblico. Nella realtà della musica inedita, sappiamo quanto sia complicato ottenere uno spazio per esibirsi; e un pubblico al quale trasmettere la propria creatività. La città di Catania, e il suo pubblico, quanto ti sono stati amici, in riferimento a quanto detto?

Catania.

Dove è iniziato tutto. Ho suonato molto in giro “locali, festival” la gavetta che ancora sto continuando a fare suonando fuori dalla Sicilia. Catania è stata una palestra, ho avuto anche il sostegno di molti musicisti catanesi. Nella realtà della musica inedita è molto difficile, bisogna avere molta pazienza, non fermarsi mai e sopratutto crederci, è scontato da dire ma non esistono altri modi 

e come dice Norah Jones “Good things are happening, but happening slow”. 

 

 

Carlo Festa

Autore: Carlo Festa

Carlo Festa, laureando presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, dove studia Didattica della Musica. Appassionato di letteratura e musica, ha coniugato le due arti al servizio della sua attività professionale, facendo di sé un discreto cantautore.

Folk Catanese, Roberta Finocchiaro e la sua Musica ultima modifica: 2017-06-13T18:00:47+00:00 da Carlo Festa

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