TRADIZIONI

I riti della Settimana Santa a Catania e provincia

La Settimana Santa e la Pasqua in Sicilia sono celebrati con riti unici e suggestivi.

Da Nord a Sud, tutta l’Italia si appresta a celebrare i riti della Settimana Santa fra fede, folklore e manifestazioni popolari. In Sicilia, la Pasqua è una tra le feste più sentite e partecipate, tanto da dar vita a molte particolari processioni, dalle antichissime radici popolari, soprattutto nei paesi della provincia di Catania. Un susseguirsi di Sacre Rappresentazioni e cortei con l’intento di rievocare e commemorare la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo.

A Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, d’un mistero che è la sua stessa esistenza

Gesualdo Bufalino, La luce e il lutto, 1988

La Pasqua in Sicilia

Gli eventi della Settimana Santa accomunano ogni grande o piccola città della Sicilia, anche se, ogni realtà connota, con elementi originali e unici, le proprie manifestazioni che, di anno in anno, richiamano curiosi e turisti. Molti eventi sono stati dichiarati di Interesse Turistico Internazionale. Basta ricordare quelli che si tengono a Enna, Caltanissetta e Trapani.

Le vie della maggior parte delle città e dei paesi siciliani, in queste occasioni, diventano lo scenario più adatto per rivivere i momenti della Passio Christi e coinvolgere gli spettatori. Quello che colpisce principalmente delle feste pasquali siciliane è la partecipazione al dolore e alla gioia della Resurrezione, da parte della gente, che si riversa nelle piazze dei centri storici per assistere, prendere parte a processioni e pellegrinaggi di grande impatto emotivo. Lo sottolineava anche Leonardo Sciascia: “Non c’è paese in Sicilia, in cui la passione di Cristo non riviva attraverso una vera e propria rappresentazione, in cui persone vive o gruppi statuari non facciano delle strade e delle piazze il teatro di quel grande dramma“.

Particolari sono anche statue e gruppi statuari portati in processione, derivanti dalla tradizione spagnola, protagonisti della Settimana Santa di Siviglia, Malaga, Saragozza, accompagnati dalle bande e dai canti religiosi tradizionali. Le processioni, percorrono le strade, toccando i luoghi più belli, antichi e importanti delle città.

La Via Crucis vivente è una delle manifestazioni principali della Settimana Santa a Catania e provincia. Qui la Crocifissione, nella cornice del sagrato della Chiesa di San Nicolò La Rena, col suo suggestivo prospetto. Foto di Fabio Panebianco.

Il triduo pasquale

Il cosiddetto “Triduo pasquale” si riferisce alle giornate di Giovedì, Venerdì e Sabato Santo. E’ in questi giorni che le città attirano praticanti, credenti, turisti e curiosi.

Il Giovedì Santo vengono allestiti nelle chiese i cosiddetti “Santi Sepolcri”, o “Altari della Reposizione”, degli altari con simboli, fiori e altro che custodiscono la sacra Eucarestia, riposta in luogo diverso dal tradizionale tabernacolo. Durante la sera sono previsti  i “giri dei sepolcri”.

Il Venerdì santo, è la giornata più ricca di manifestazioni.  Le tradizionali processioni, in alcuni casi, diventano veri eventi teatrali. Tradizionalmente si fa girare per le vie cittadine il simulacro dell’Addolorata che va in cerca del Figlio che scoprirà morto. Manti di velluto, gioielli e ricami preziosi, caratterizzano le statue della Madonna. E’ solitamente portata in processione dalle donne o dai barbieri. La sera prende il via la processione del Cristo Morto, seguito dalla Madre, con tante varianti, da città a città. Particolare tradizione è anche quella della “Scisa a’ cruci“, ovvero la deposizione.

Sabato si celebra la messa di Resurrezione. Domenica di Pasqua, col vestito più bello, si va in giro per le strade ad assistere alla “Pace”, l’incontro con tanto di bacio, fra Cristo Risorto e la madre.

Le tradizioni pasquali ad Adrano

Ad Adrano la Settimana Santa è ricca di eventi. Si comincia con la Via Crucis vivente nella sera della Domenica delle Palme. Si prosegue il Giovedì Santo con la processione della seicentesca statua del Cristo alla Colonna, detto Cristuzzu, con i suoi riti, tra cui il passo lento, che si conclude nelle prime ore del mattino del Venerdì Santo, caratterizzato dalla processione mattutina della Madonna Addolorata e quella serale del Cristo morto, detto Luzzanti (agonizzante).  E’ tradizione che le ragazze nubili, donino le proprie ciocche al Cristo alla colonna come ex voto. Domenica di Pasqua, nella piazza principale, I Diavulazzi di Pasqua, o Diavolata, seguita dall’Angelicata, una rappresentazione sacra d’origine medievale, particolare e suggestiva, opera di don Anselmo Laudani e si conclude con la tradizionale “Pace“.

Cristo Morto

Le statue di Adrano, col “Cristo Luzzanti”, sono fra le più suggestive di tutta la provincia di Catania. Fonte foto: Chiara D’Amico

I riti della settimana santa a Biancavilla

Processioni particolari si celebrano anche a Biancavilla. La Via Crucis vivente anima le strade del centro storico. Giovedì Santo vi sono “I Cruciddi“, le visite, fatte da parrocchia a parrocchia, dei “Sepolcri” del Sacramento. Venerdì Santo, dall’alba, comincia la tradizionale “Cerca” dell’Addolorata, lungo le vie della città, le chiese cittadine e i luoghi del dolore. Si prosegue con la cosiddetta«sira de Tri Misteri»: un’imponente processione di otto gruppi statuari rievocanti i momenti della Passio, accompagnati a spalla dalle confraternite cogli abiti tradizionali: sacchi bianchi, «scuzzitta» nera, cordone e infine la mozzetta, ognuna di colore diverso. Si percorre il tradizianale «giro dei Santi». In processione va anche l’antico cero ligneo, segno della devozione popolare. La manifestazione, che reca in provincia il maggior numero di statue della Passio Christi, si conclude nelle prime ore della notte con l’«annacàta» del Cristo alla colonna, che fa due passi avanti e uno indietro.

Domenica di Pasqua, a mezzogiorno in punto si celebra“‘A Paci”: l’incontro e il bacio tra i simulacri di Cristo risorto e Maria, alla presenza del festante Arcangelo Gabriele. Le statue vengono ornate con fave e fiori. Il giorno di Pasquetta era tradizione allestire anche il cosiddetto “Albero della cuccagna”, noto come “Antinna“, dove venivano messi in palio frutta, ortaggi, carne ecc.

A Paci 1

“A Paci”, ovvero l’incontro e il bacio fra Cristo risorto e Maria, celebrato con gioia dall’Arcangelo Gabriele,è uno dei riti che caratterizza la settimana Santa nel nostro comprensorio. Qui siamo a Biancavilla. Fonte foto: Antonio Bruno

Paterno’: le imponenti statue del Cristo e dell’addolorata nella Collina Storica

Anche a Paterno’ i riti della Settimana Santa sono suggestivi. Il Giovedì Santo si visitano i Sepolcri in numeri dispari (3, 5, 7) , facendo dei turni in adorazione. Era uso nel passato che, durante la veglia, un bambino vestito di bianco, custodisse la chiave del Santo Sepolcro e la tenesse appesa al collo fino all’indomani.

Il Venerdì Santo è la giornata della processione del Cristo Morto e della Vergine Addolorata. Per i paternesi è il giorno “dà nisciuta do Signuri mortu“. Dalla Matrice di Santa Maria dell’Alto, dall’acropoli, sulla Collina escono i due simulacri,  scendono dalla scalinata settecentesca, percorrendo le vie storiche della città, accompagnati dalla banda, dalle confraternite, dalle associazioni, e seguite dalle autorità.

I fercoli, opera dell’artista paternese Giacinto Gioco, sono molto grandi, basti pensare che i portatori dell’Addolorata sono 34 , mentre quelli del Cristo Morto sono circa 50, dandosi il cambio con altri devoti. Quella dei portatori in abiti neri dei due simulacri è una delle tradizioni della città legate alla Pasqua. Nel passato c’era l’uso di tramandare di padre in figlio il diritto a portare a spalla le due monumentali statue.

La domenica di Pasqua, la Collina Storica accoglie il Cristo Risorto, pronto a scendere verso il centro della città.

La Giunta a Caltagirone

Altra manifestazione particolare si celebra a Caltagirone. La domenica delle Palme, la maestosa scalinata della città, si presta come scenario per l’allestimento della Via Crucis vivente. La domenica di Pasqua c’è la cosiddetta Giunta, dove, al posto dell’Arcangelo, è San Pietro ad andare incontro al Cristo risorto e darne l’annuncio alla madre. La manifestazione è divisa in due momenti: ‘a Giunta (l’incontro) e ‘a Spartenza (la separazione), durante i quali i tre simulacri di San Pietro, del Cristo Risorto e della Madonna si incontrano e si separano. Piazza Municipio e la scalinata diventano il vero e proprio teatro dell’incontro. Dinanzi alla Madonna vestita a lutto, la statua si inchina tre volte, comunica l’avvenuta resurrezione del figlio e quindi corre velocemente verso Cristo. Madre e Figlio possono così incontrarsi al centro della piazza, al suono incessante delle campane; là, di fronte al Cristo Risorto, la Madonna fa cadere il manto nero ed esegue tre inchini. (Leggi l’articolo completo ). La statua di San Pietro è “gigante”, è alta circa tre metri e realizzata con la cartapesta.

A Caltagirone si celebra, ” A Giunta”, uno dei più bei riti della Settimana Santa in Sicilia. Fonte foto: https://it.wikipedia.org/

Le altre manifestazioni nella provincia

Altri riti unici nella provincia di Catania si celebrano a:

Licodia Eubea:  la processione del Cristo alla Colonna che viene effettuata il Mercoledì Santo, durante la sera, illuminata da torce e candele. Venerdì la processione del Cristo crocifisso e morto e dell’Addolorata.

Scordia. Il venerdì, dopo la Cerca di Gesù, si avvia una processione dei simulacri dell’Addolorata, Maria Maddalena e San Giovanni, dietro al Cristo crocifisso e morto. A Pasqua si fa l’omaggio a San Rocco, patrono della città.

Vizzini,  a Pasqua, a mezzogiorno si svolge la “Cugnunta” tra il Cristo Risorto, la Madonna e S. Giovanni Evangelista.

Mineo dà vita alle sfilate dei “nudi”, uomini scalzi vestiti di bianco che in origine indossavano solo una sorta di mutandoni.

Militello realizza la Processione notturna del giovedì Santo al Monte Calvario e la Via Crucis vivente.

 San Gregorio di Catania festeggia la Pasqua e il suo patrono San Gregorio Magno, con la tradizionale sagra “Le Delizie di Sicilia”.

Randazzo, allestisce rappresentazioni e manifestazioni processionali, come quella del Venerdì Santo che, grazie alla sua cornice medievale, assumono un particolare significato storico.

Ramacca, Venerdì Santo celebra a “Scisa a’ cruci“, ovvero la deposizione del Cristo morto in una teca e portato in processione per tutto il paese dagli incappucciati.

Curiosità: a cascata da tila

Un’altra tradizione particolare e antichissima è quella della calata ra tila o cascata da tila, realizzata il Sabato Santo, durante la veglia pasquale. Si riferisce alla caduta della tela quaresimale, posta nel presbiterio, lasciata cadere a terra per celebrare la resurrezione di Cristo, al canto del Gloria e accompagnata dallo scampanio. Cela il Risorto e mira simboleggiare l’apertura immediata del sepolcro. Non tutte queste chiese hanno quest’usus. Un tempo quella prassi era molto attesa, soprattutto dagli agricoltori, che riponevano in essa speranze per i buoni raccolti: se il telo cadeva in modo regolare ci si aspettava una produzione favorevole, in caso contrario sarebbe stata un’annata difficile. Si tratta spesso di grandi tele fatte di sacchi di iuta dipinti a
mano, raffiguranti scene della Passione. Molte di esse hanno valore pregiatissimo, grazie alle pitture di tanti maestri. E’ un uso mutuato dal teatro barocco per teatralizzare e coinvolgere maggiormente i fedeli all’evento.

Il Martedì di Pasqua a Palagonia

Nella cittadina famosa per le arance, il martedì di Pasqua si festeggia  Santa Febronia.  La sera del lunedì di Pasqua la Chiesa madre della città è gremita di fedeli che guardano verso l’altare maggiore dove è posto un tronco d’albero diviso in due dove è posta una statua della Santa in preghiera, mentre degli angeli scendono dall’alto per deporre una corona nella testa della statua. Il giorno della festa, la statua della Santa è portata in processione fino alle grotte Li Costi, per poi ritornare nella chiesa madre per recitare un ottavario, per poi ripartire in processione. (Leggi l’articolo completo),

Sono tante, dunque, le manifestazioni e i riti della Pasqua in Sicilia a cui poter assistere.  Non vi resta che scegliere e vivere l’affascinante atmosfera che si crea nelle città e nei paesini della nostra provincia!

Buona Pasqua!

Vedi anche:

https://catania.italiani.it/e-tu-catanese-che-menu-di-pasqua-sei-tradizionale-vs-alternativo/

Foto copertina: https://pixnio.com

Letture consigliate: La memoria lunga: simboli e riti della religiosità tradizionale di Ignazio E. Buttitta

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

I riti della Settimana Santa a Catania e provincia ultima modifica: 2019-04-19T10:08:45+02:00 da Sabrina Port

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