ITINERARI

Randazzo: alla scoperta dell’antico borgo tra storie e leggende

veduta di Randazzo

Randazzo, l’antico borgo. Perla nera di ciglione lavico sfiorata dalle acque dell’Alcantara. Scrigno di storie, misteri e leggende. Romanzo di viuzze acciottolate. Le sue mura e le sue torri raccontano del crocevia di civiltà, dei Vespri Siciliani e di Federico II d’Aragona. Un viaggio alla scoperta della città nera, la più vicina al cratere centrale dell’Etna.

Randazzo: antico borgo medievale

Randazzo, stupore e meraviglia. Il borgo sorge sul versante nord dell’Etna, a 765 m sul livello del mare e tra i fiumi Alcantara e SimetoLe origini del suo nome sono tuttora misteriose. Il toponimo, secondo lo storico Amari, deriverebbe da Randàches, governatore bizantino. Per Arezzo potrebbe derivare da Tiracia (fondata dai greci e distrutta dagli arabi) e per corruzione Rinacium e poi Randadum. Altre fonti, invece, identificano Randazzo con la città di Tissa. I numerosi reperti archeologici attestano i primi insediamenti umani al VI sec. a.C. Fino al sec. XVI si parlavano tre lingue. Il greco nel quartiere San Nicola, il latino nel quartiere Santa Maria e il lombardo nel quartiere San Martino. Divenne una roccaforte dei re normanni contro gli arabi e fu proclamata città nel 1535 dall’imperatore Carlo V. Successivamente assunse l’odierna struttura urbanistica e mantenuta nonostante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Santa Maria a Randazzo

La Chiesa di Santa Maria a Randazzo – Foto di trolvag

La leggenda della Chiesa di Santa Maria: la truvatura

La truvatura, in dialetto siciliano, è un meraviglioso tesoro custodito da folletti, gnomi, demoni e briganti. Una delle leggende più affascinanti di Randazzo racconta del tesoro nascosto sotto la Chiesa di Santa Maria. Un tesoro protetto da una chioccia e dai suoi pulcini d’oro. Un bene prezioso raggiungibile percorrendo una lunga galleria scavata nella roccia vulcanica e il cui ingresso si trova in una grotta sotto il vecchio monastero di San Giorgio. La leggenda, ancora, narra di sette porte di ferro protette da demoni e la cui apertura coincide con l’elevazione dell’ostia durante la Messa della notte di Natale. La Chiesa di Santa Maria, secondo un’altra antica leggenda,  fu eretta nel luogo dove un pastorello scoprì una fiammella ardente davanti all’immagine della Madonna.

Randazzo Vecchio

Randazzo Vecchio – Foto di trolvag

Randazzo Vecchio

La statua di Randazzo Vecchio padroneggia il piazzale della chiesa di San Nicola. La figura in marmo non è l’originale, ma una copia commissionata nel 1737 dall’abate Pietro Rotelli e che ricorda quella eretta tra il 1166 e il 1189 (i resti sono murati sulla parete settentrionale della chiesa). Del personaggio raffigurato non si hanno notizie certe. Potrebbe trattarsi di Ducezio, del ciclope Piracmone o rappresentare i tre quartieri di Randazzo. Secondo Giuseppe Pitrè, «Randazzo vecchio era un uomo forte. Siccome egli non voleva credere alle parole di Gesù Cristo, il Signore mandò a lui un leone perché lo mordesse, ma Randazzo vecchio non ebbe paura del leone, lo fece accostare e se lo tenne tra le gambe. Il Signore, vedendo ciò, gli mandò un grosso serpente, ma nemmeno di questo Randazzo ebbe paura, e lo tenne presso il leone. Allora il Signore gli mandò un’aquila che gli si posò sulle spalle e prese a rodergli il cervello. E Randazzo credette a Gesù Cristo ed alzò la mano ad indicare la chiesa, per far capire che solo chi crede in essa può essere salvo».

Info, fonti e approfondimenti

Randazzo è un connubio di arte e bellezze. Visitate la Chiesa di Santa Maria, quella di San Martino e la Chiesa di San Nicolò. Lasciatevi incantare dalla suggestiva Via degli Archi e immergetevi nelle solenni processioni della Settimana Santa. Fatevi deliziare dalla cucina locale e organizzate delle escursioni.

Foto di copertina di Luca Sartoni – Fonte wikimedia

Randazzo segreta. Astronomia, geometria sacra e misteri di Angela Militi

Archivio per lo studio delle tradizioni popolari: rivista trimestrale. Volume 24, fascicolo I – Giuseppe Pitrè

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Randazzo: alla scoperta dell’antico borgo tra storie e leggende ultima modifica: 2019-04-04T12:03:56+02:00 da Cristina Gatto

Commenti

To Top