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Il “Violetto Ramacchese”: il carciofo siciliano più famoso del mondo

In Sicilia e a Catania, il carciofo è un alimento che non può mancare nelle già ricche tavole. Si cucina la domenica e, in generale, durante le feste, si gusta nelle sue tante varianti. Se vi trovate a percorrere viale Mario Rapisardi, noterete spesso tanti fuculari che preparano i buonissimi carciofi arrostiti. La tipologia di carciofo più conosciuta è apprezzata dai siciliani e non è quella del carciofo violetto che si coltiva abbondantemente nel paese di Ramacca. Qui il carciofo è il prodotto principale. Il violetto ramacchese si affianca agli altri famosi carciofi siciliani di Cerda in provincia di Palermo e di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Scopriamo assieme questa eccellenza agroalimentare.

Ramacca: la città del carciofo violetto

Si tratta di una cittadina immersa nella piana di Catania, nata nel 1700 come feudo nobiliare. Il nome del paese tradisce però la chiara origine araba. Si tratta infatti di un toponimo che deriverebbe da: Ramuellah (grande bosco), Rammuallah (terra di Dio), Ramalmokac (Casale dei Mokac), Rammak (custodi di giumente), Ramaka (galoppatoio) ed infine da Ramah (altura), che fa emergere la vocazione prettamente agricola del territorio. Ramacca ha infatti un’economia prevalentemente agricola, grazie ad un territorio molto esteso ed estremamente fertile, ricco di agrumeti e uliveti, con le viti coltivate nelle colline e le  pianure con cereali, legumi ed ortaggi. La zona si contraddistingue per essere la terra di produzione del “Violetto”, una delle più importanti d’Italia con oltre due mila ettari di produzione di carciofi venduti in Italia e in Europa. Il “Violetto ramacchese” è riconosciuto come il carciofo tra i migliori in commercio.

La cittadina, magnifica anche per il panorama che offre, ospita il Museo civico, il Museo delle Bande Musicali e un parco archeologico con un suggestivo villaggio preistorico, infine vi sono anche dei resti di un centro siculo-greco, testimonianza del mix di culture, abitudini, tradizioni e storie provenienti da tutta l’isola. Da anni, la città dà vita alla Sagra del Carciofo per promuovere questa straordinaria varietà di ortaggio, assieme ad altri prodotti locali.

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Il violetto ramacchese è una delle varietà di carciofo più diffuse nel Sud Italia e apprezzate in tutto il mondo. Fonte foto: https://freestocktextures.com

Caratteristiche del Carciofo Violetto Ramacchese

Si tratta del carciofo siciliano più famoso al mondo. Ha la forma cilindrica , con forti sfumature violacee, ed è senza spine. E’ divenuto emblema di eccellenza. La forma arrotondata lo rende del tutto simile a un fiore carnoso. Il suo sapore è dolce, delicato, anche se leggermente amarognolo. Si consuma da novembre fino a maggio. Ha foglie molto scure all’esterno e chiare all’interno.

Tante sono le sue proprietà: è digestivo, diuretico, consigliato nelle diete perché povero di grassi e ricco di carboidrati e potassio. Ha azione depurativa e aiuta il buon funzionamento dell’intestino e del fegato, favorendo la rigenerazione delle cellule. Abbassa il colesterolo, migliora l’attività cardiovascolare e ha proprietà antiossidanti. Inoltre è ricco in vitamine, sali minerali, di calcio e ferro. Si consiglia il consumo anche ai diabetici. E’ usato anche in erboristeria. Tutto ciò concorre a renderlo uno degli ortaggi più prestigiosi, prelibati e ricercati della Sicilia, grazie al particolare clima e alle condizioni del terreno. Questo magnifico prodotto attende ancora la certificazione IGP.

Ricette e usi

Questo ortaggio è molto diffuso nella cucina catanese e non solo. Si trova largamente usato dai primi, a secondi, ai contorni, fino al dolce. Si gusta nelle tradizionali caponate, risotti, pasta al forno,  si preparano polpettine di carciofi, scacciate, focacce e addirittura pizze con carciofi. Sono usati come contorno anche carciofini sott’olio, sott’aceto, crema di carciofi, fino ad arrivare ai liquori. Il carciofo si cucina bollito, condito con formaggio, aglio e prezzemolo o arrostito direttamente sulla brace, condito col tradizionale pinzimonio che ne fa sprigionare l’avvolgente e irresistibile odore. Si mangia preferibilmente la domenica o in occasione delle feste. Non mancano in città angoli dove si trovano venditori di carciofi arrustuti.

Curiosità

Il carciofo non solo si presta a molte ricette ma ha anche una larga e variegata tradizione metaforica, grazie ai suoi tanti e ricchi significati. Chi di voi non ha mai sentito o addirittura adoperato l’espressione: “si senti cacociula” per definire un individuo presuntuoso che, come il carciofo sempre presente nel banco tra gli altri ortaggi, vuole  primeggiare sugli altri. O espressioni come: “haiu sta cacocilla na panza“, per esemplificare il fatto di smaltire difficilmente un’offesa subita. O ancora frasi come: “avi na cacociula na testa“, per indicare un individuo molto riccioluto e capellone. Queste sono alcune delle espressioni tipiche più largamente usate a Catania. Il carciofo, come i suoi tanti petali, ha anche tanti modi diversi di chiamarsi, da una parte all’altra dell’Isola, cambiando addirittura genere. ecco alcune delle sue denominazioni più conosciute: carciofu, cacuorciulu, carcioffulla, carciofaia, caquorcila, cacuccila, capozzula.

Foto copertina: https://it.wikipedia.org

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

Il “Violetto Ramacchese”: il carciofo siciliano più famoso del mondo ultima modifica: 2019-04-09T12:58:43+02:00 da Sabrina Port

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