EDIFICI STORICI

Il castello di Nelson a Maniace

Castello Nelson
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Tra i luoghi storici più suggestivi della provincia di Catania, il castello di Nelson, nel territorio fra Bronte e Maniace, rappresenta veramente una perla del nostro comprensorio, per la singolarità della struttura e per le vicende e personaggi che l’hanno interessato. Il sito, per la sua posizione alle pendici della nostra Etna, è inserito nella cosiddetta “via dei Castelli dell’Etna”.

La via dei Castelli dell’Etna

Si tratta di un percorso alla scoperta dei castelli attorno al vulcano più alto d’Europa. L’idea nasce nel 2016 da un progetto del Dipartimento Regionale del Turismo, in collaborazione con vari comuni etnei, la Soprintendenza ai Beni Culturali, le Pro Loco, l’Associazione provinciale delle Guide turistiche e la Ferrovia Circumetnea che ha messo a disposizione dei treni storici per compiere un vero e proprio tour alla scoperta di esperienze eno-gastronomiche e artistiche dei castelli di: Randazzo, Maniace, Maletto, Adrano, Paternò, Castiglione di Sicilia, Calatabiano, Aci Castello, Castello Ursino. Oggi purtroppo questo progetto è in stand-by.

Maniace è uno dei paesi della provincia di Catania che, assieme a Bronte e Randazzo, appartengono al Parco dei Nebrodi. Qui si trova il famoso Castello di Nelson. Fonte foto: Maniace in photo

Maniace: la storia

La cittadina nasce in una valle sulle rive del fiume Simeto. Maniace, insieme a Bronte e Randazzo, è tra i paesi della provincia di Catania che fanno parte del Parco dei Nebrodi. Fonti antiche ci informano dell’origine del borgo già in epoca romana e della sua vitalità in età bizantina e sotto la dominazione araba. La denominazione deriva dal nome del generale bizantino Giorgio Maniace che, nel 1040, combatté nella valle contro l’esercito arabo, per riconquistare la Sicilia. Il condottiero riportò una grande vittoria sui nemici. I suoi soldati lo nominarono imperatore bizantino e di Siracusa, dove sorge il castello omonimo. Nel XII secolo, la Regina Margherita di Navarra e di Sicilia, madre dell’Imperatore Guglielmo II di Sicilia, “il Buono“, volle celebrare la vittoria innalzando un’abbazia benedettina, Sancta Maria Maniacensis, su una preesistente chiesa basiliana. L’importanza di questo borgo crebbe con le vicende legate ai moti rivoluzionari che, nel 1798, portarono re Ferdinando I fuggiasco in Sicilia, con l’aiuto nell’ammiraglio H. Nelson.

Attrazioni

Maniace è un comune italiano di 3.749 abitanti. Urbanisticamente è formato da piccole borgate, della quali la più popolosa è Petrosino. Il Comune si costituì nel 1981, separandosi da quello di Bronte. Ha un’economia basata per lo più sulle tradizionali attività agricole. Si producono abbondantemente la provola, l’olio, il pane, le mele, uva da mosto e pesche e pere. Diffusa anche lavorazione della carne del suino nero dei Nebrodi, I maniacesi valorizzano questi prodotti allestendo delle sagre; particolare sono quelle dedicata alle pesche e pere nel mese di agosto  e i quattro giorni dedicati alla Sagra, la mescita e la degustazione della ricotta ad aprile. Storica è la fiera dedicata al bestiame, a maggio e novembre.

L’attrattiva principale di Maniace è l’ex Abbazia Santa Maria, affiancata dal Museo etno-antropologico, il Sentiero delle Sorgenti, le Grotte dei Saraceni, il Cimitero Inglese e le chiese dei Santi Sebastiano e Gabriele. La città vanta anche la presenza di uno dei più bei presepi della zona etnea. Si organizza anche il Premio Letterario William Sharp .

Ferdinando di Borbone donò il castello di Maniace all’ammiraglio Nelson per ringraziarlo della sua azione contro i ribelli. Fonte foto: https://www.flickr.com. Autore: Epanto.

Il castello

L‘abbazia benedettina, costruita nel 1172, venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1693. Nonostante i lavori di restauro, l’abbazia non ritrovò i fasti del passato. Quello di Maniace non è un castello in senso stretto ma un complesso formato da tre edifici principali: abbazia, Chiesa di S. Maria, mutilata nella parte absidale, dimora dei duchi di Nelson, racchiusa da un grande e lussureggiante parco all’inglese. Essa si trova a circa 13 chilometri da Bronte, sito su un terreno  di fondo valle, sulla riva sinistra del fiume Saraceno.

Il complesso edilizio è diventato proprietà del Comune di Bronte dal 4 Settembre 1981. E’ stato adibito negli anni a museo. In seguito a gravi problemi strutturali, la costruzione è interessata, ormai da anni, da lavori di restauro che ne impediscono la fruizione ai turisti.

Il parco

Fiore all’occhiello della struttura è il grande parco che si estende per circa quattro ettari. E’ opera di Andrea Graefer. Secondo il volere di Nelson, doveva richiamare il giardino della Reggia di Caserta. All’esterno, esso  diviso da un viale centrale con un’architettura disegnata da platani ed eucaliptos. All’interno vi sono sculture in pietra lavica. Mussolini sequestrò l’area facendo costruire il Borgo Caracciolo, demolito poi alla fine della seconda guerra mondiale. I leoni di marmo a guardia della porta, immettono nel giardino inglese. Esso si estende per circa cinquemila metri quadrati e ospita cipressi, palme, salici, frassini, ippocastani, magnolie, un prato contornato da piante e fiori. All’interno vi è il classico labirinto. Il tutto sembra richiamare gli ambienti descritti ne “Il Gattopardo“. (Approfondisci cliccando qui). L’intera proprietà, spazi verdi compresi, si estende per 40 mila metri quadrati di superficie.

Vice Admiral Horatio Nelson 1758 1805 1st Viscount Nelson

H. Nelson, eroe di Trafalgar, divenne primo Duca di Bronte ma non abitò mai il castello a causa della morte in battaglia. Fonte foto: https://www.westminster-abbey.org

Il generale Nelson

Nel 1798, Re Ferdinando di Borbone, alle prese con la ribellione di chi voleva la repubblica, chiese aiuto all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, il quale si rivelò prezioso per il suo ritorno sul trono. Il sovrano era infatti dovuto scappare da Napoli e si era rifugiato a Palermo. L’ammiraglio inglese, sconfisse la flotta francese nella battaglia di Abukir, sul fiume Nilo, impedendo alla Francia di assumere il controllo assoluto del Mediterraneo. Successivamente impiccò i ribelli, primo su tutti l’eroe simbolo della rivolta partenopea, ovvero l’ammiraglio Caracciolo. Ritornato al potere, Ferdinando I, in segno di riconoscenza, concesse a Nelson l’Abbazia di Maniace, le terre e la città di Bronte. Nelson scelse Bronte perché conquistato dall’Etna e perché amava la Sicilia e i suoi miti. Gli fu concesso il titolo di primo Duca di Bronte, da perpetuare ai suoi eredi e non solo. H. Nelson, impegnato in battaglia contro Napoleone, non mise mai piede nel suo possedimento siciliano, morendo a bordo delle sue navi. (Per approfondimenti leggi l’articolo completo qui).

La leggenda dei fantasmi

Come ogni castello, non possono mancare anche a Maniace le leggende di fantasmi che ne popolano gli ambienti, terrorizzando i visitatori. Sembra che nei primi anni del 1900, un fantasma si aggirasse nei corridoi, emet­tendo profondi lamenti. Il sesso non è mai stato identificato. Come ci riporta B. Ra­dice nelle sue “Memorie”, poteva trattarsi dell”anima “di nefanda ed infausta memoria” del cardi­nale Roderico Lenzuoli Borgia, (divenuto poi Papa Alessandro VI), abate dell’abbazia o quello di Lady Hamilton, amante di Nelson, morta prima di giungere al castello. Tutto è ancora avvolto nel mistero.

Ieri, oggi…e domani?

Il castello di Nelson è una preziosa risorsa del nostro comprensorio. E’ stato teatro di epoche e dominazioni diverse, ha visto passare personaggi storici di grande rilevanza; è stato adibito ad usi diversi mostrando il suo carattere versatile. Nonostante le varie trasformazioni, in questo luogo così pregno, il tempo sembra essersi cristallizzato, divenendo la punta di diamante della cittadina di Maniace, oggi sempre più in evoluzione.

L’edificio è stato spesso usato come location per convegni, ricevimenti di matrimoni, set fotografici. Oggi versa nel degrado. I turisti rimangono sconcertati della lunghezza dei lavori di restauro, fermi da anni. E’stato anche centro turistico e oggetto di visite di istruzione da parte delle scolaresche locali. Negli anni passati si era avanzata l’ipotesi della costruzione di un parco avventura attrezzato, che potesse permettere maggiori introiti per il suo mantenimento. Ci auguriamo che il comune di Bronte prenda presto provvedimenti per valorizzare, in maniera adeguata, questa struttura così importante.

Fonte foto copertina: https://www.esplorasicilia.com

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

Il castello di Nelson a Maniace ultima modifica: 2019-05-07T11:19:36+02:00 da Sabrina Port

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