CIBO

Colazione catanese: variegata e incantevole. Ecco i 5 “pezzi” da gustare

Colazione catanese: una bontà per il palato

Per noi catanesi potrà sembrare quasi scontato elogiare la variegata colazione offerta dalla nostra terra. Andare sotto casa, recarsi al bar e scegliere tra un iris crema bianca e un panzerotto rigorosamente al cioccolato, è una piacevole routine che rende gustosa la nostra giornata. Ma per i turisti che approdano nella nostra città, svegliarsi la mattina, immergersi nel barocco, passeggiare accanto alla splendida distesa azzurra e godersi la tipica colazione catanese significa: esplorare.

Esplorare gusti, sensazioni, emozioni. Odori che raccontano. Raccontano di una terra ricca, invidiabile, viva e piena. Magica come la tipica cipollina, capace di racchiudere in uno scrigno di pasta sfoglia un viaggio tra sfiziosità e morbidezza. Vulcanica come la crema che erompe dall’iris. Donna come la raviola fritta, in grado di chiamare a raccolta anche i più estremi salutisti.

E sono proprio gli occhi dei turisti a definire la colazione catanese come la più variegata e appetitosa d’Italia. Dolce o salato. Croccante o morbido. Veri e propri capolavori che stuzzicano il palato di chiunque.

Senza citare la tradizionale granita, quali sono i “pezzi” forti della colazione catanese? È vero. La stagione estiva è quasi giunta al termine, ma programmare un viaggio nel capoluogo etneo è sempre una buona idea. Se avete deciso, quindi, di organizzare una vacanza a Catania: prendete nota. Non dimenticate di fare spazio in valigia – tra la macchina fotografica per immortalare le bellezze catanesi e le scarpe comode per esplorare l’Etna – anche la lista proposta da noi di ItCatania. Cinque “pezzi” di colazione o tavola calda che potete gustare per cominciare la giornata al top.

Piccolo consiglio. Prima di richiudere la valigia accertatevi di aver inserito un paio di jeans… taglia più grande!

Colazione catanese… il signor Iris

Non possiamo iniziare la nostra lista senza citare l’iris. Il nome potrebbe far pensare che ci sia un collegamento con la cultura nipponica o esotica, ma il signor iris è, invece, uno dei dolci tipici della pasticceria siciliana. Un mappamondo che racchiude la croccantezza della panatura della brioche fritta e sprigiona come un vulcano una squisita crema bianca o cioccolato.

Le origini della ricetta sembrerebbero legate ad Antonio Lo Verso, un pasticcere di Palermo, cui compito fu di preparare un dolce in occasione della prima opera di Pietro Mascagni. L’episodio risale al 1901 e la rappresentazione, da elogiare e premiare con una specialità culinaria, si chiamava proprio Iris. Fu così che il pasticcere palermitano trasferì il nome dell’Opera al suo dolce: un panino, la rosetta per l’esattezza, ripulita dalla crosta e farcita di ricotta. Dulcis in fundo: tutto impanato e fritto. Il noto iris catanese è, invece, per tradizione e distinzione dalla variante palermitana, riempito di crema bianca o cioccolato.

Altra curiosità legata alla storia dell’iris è la modifica del suo impasto. Nel corso degli anni, infatti, la rosetta fu sostituita dalla tipica brioche e in alcuni casi dal panino al latte.

Iris, dolce siciliano

Croccante e gustoso, l’iris: una bontà che rende unica la colazione catanese!

Panzerotto catanese

Come spiegare il legame unico, quasi intimistico, tra il panzerotto e Catania? Uno dei “pezzi” di colazione catanese più gettonati e amati. Tra i suoi ingredienti figura l’ammoniaca per dolci; una polvere bianca utilizzata in pasticceria per aumentare la friabilità. È proprio questo prodotto alimentare a sprigionare un odore pizzicante e riconoscibile tra le vie del centro. Tanto che ogni catanese che si rispecchi, imbattendosi in questo odore, esclama: “Che profumo di panzerotti!”

Un piccolo cuore di pasta frolla morbidissima che racchiude un fiume in piena di crema. Con caffè, cappuccino e succo di frutta. A colazione ma anche per merenda: è sempre l’ora del panzerotto!

Tavola calda: perché no? Ecco la regina “cipollina” 

Dolce sì, ma anche salato. Sarà capitato a tutti di entrare in un bar, alle otto del mattino, e confondersi tra le varie bontà. Come accompagnare il caffè? Iris? Panzerotto? Improvvisamente l’occhio inizia a scrutare, uno per uno, i meravigliosi pezzi di tavola calda.

Arancino, certo. Cartocciata pure. Ma come rinunciare alla cipollina? Prosciutto cotto, salsa di pomodoro, mozzarella e cipolla. Quattro ingredienti perfettamente amalgamati in una pasta sfoglia morbidissima. Regina e diva. Tipica specialità catanese si trova nelle rosticcerie, nei bar e panifici del capoluogo etneo.

Evviva la raviola alla ricotta…fritta!

È probabilmente uno dei dolci più preparati in casa. Lo sanno bene le nonne sicule: per rendere felici i nipoti basta prenderli per la gola. A loro sono dedicate intere mattinate per preparare la piccola luna della felicità. Sì, perché queste prelibatezze siciliane, ma diffuse tantissimo a Catania, sono prima circolari e poi tagliate a mezzaluna nei lembi con il raviularu, strumento da cucina, da cui sembrerebbe prendere il nome la raviola. Altri sostengono invece che il termine sia apparso già in alcuni documenti siciliani che risalgono al 1158.

La raviola è una frittella, nutriente.. e meno calorica, di ricotta e zucchero. A rendere unica questa leccornia siciliana è la pioggia di zucchero (o miele) spolverato nella sua parte esterna. Così come il cannolo, anche nella raviola il connubio perfetto è dettato da ricotta e frittura. Esiste, in realtà, una variante al forno. Ma lasciamolo dire: cedere, cedere, cedere. Se raviola deve essere… che fritta sia! Uno straordinario dolce della colazione catanese.

26904074 329863220754707 8326524423829471044 N

Frittura e ricotta, il connubio perfetto della raviola

Involtino di sfoglia

Si sostituisce spesso al classico cornetto, l’involtino dolce, tipico catanese, è una pasta sfoglia a strati. Morbido, cremoso e spolverato di zucchero, è riempito spesso di crema pasticcera o crema al cioccolato. Per distinguere le due varianti, i promotori di questa squisitezza hanno pensato bene di introdurre una ciliegina al centro per gli involtini di crema pasticcera. Quello alla crema di cioccolato, invece, è spolverato di cacao.

Colazione catanese… il miglior souvenir!

«Unica, variegata, instancabile». Parole di Davide, giovane milanese, che torna spesso a Catania per sentire non soltanto il calore della terra ma anche le prelibatezze siciliane.

«Mi capita spesso – sostiene Ilaria – di tornare nel capoluogo etneo per lavoro. Non faccio in tempo ad uscire dall’aeroporto, che sto già gustando il tipico panzerotto catanese. Un piccolo involucro che racchiude sapori e tradizioni di questa terra meravigliosa».

«Catania e la Sicilia dovrebbero essere raccontate e valorizzate molto di più – spiega Giorgio -. Parliamo di una terra capace di sprigionare un tripudio di emozioni, dettate dal calore della gente, dalla bellezza dei suoi luoghi, dal cibo unico e inimitabile».

«I miei nonni vivono a Catania, sono molto legata alla città – afferma Luana, giovane veneziana -. Quando torno in Sicilia, è un must per me fare colazione con granita e brioche, in estate, e con i tipici panzerotti durante le vacanze natalizie. Adoro anche la versione mignon, faccio spesso molte scorte per farli assaggiare ai miei amici».

«Il mio unico viaggio a Catania – spiega Matteo – risale a due anni fa. Ero in vacanza con un gruppo di amici, ricordo che ogni mattina, andavamo tra le vie del centro storico per fare colazione. Immancabile l’arancino o il cannolo, che poi diventavano sempre arancino e cannolo. Entrambi, proprio per non farci mancare nulla. Catania è unica. Una bellezza straordinaria, arricchita da una tradizione culinaria incantevole».

Fonte: https://www.dissapore.com/locali/a-catania-fanno-la-colazione-piu-memorabile-ditalia/

Maria Stefania D'Angelo

Autore: Maria Stefania D’Angelo

Sono nata il 5 gennaio, una data paradossale perché ricorda l’uccisione di Giuseppe Fava e la nascita di Peppino Impastato. Sono cresciuta con il mito di Indro Montanelli e ho trovato ispirazione interiore in Maria Luisa Busi e Maria Grazia Cutuli. Due donne che, in modi e tempi diversi, hanno avuto sempre la forza di ricercare quella verità, oltre tutto, oltre le apparenze.
A luglio del 2016, in una calda estate catanese, apro il “famoso cassetto” e rielaboro quei sogni che avevo accantonato. Decido di sperimentare e intraprendere la strada della scrittura e del giornalismo. Con le mie Superga un po’ “consumate” vado in giro per la città a recuperare storie e notizie.

Colazione catanese: variegata e incantevole. Ecco i 5 “pezzi” da gustare ultima modifica: 2018-09-19T08:52:31+00:00 da Maria Stefania D'Angelo

Commenti

To Top