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“Il pane fritto e altre storie”: tra cunti e convivialità

Il pane fritto e altre storie: libro rievocante il vivere d'un tempo

Il pane fritto e altre storie: libro rievocante il vivere d’un tempo

C’è chi vuol rendere vivi i ricordi su come si viveva un tempo. Mantenere la memoria sulle abitudini non molto remote è fondamentale. Questo affinché si conosca da dove deriva la nostra identità come popolo siciliano. “Il pane fritto e altre storie” è un libro che esprime tutto ciò. L’autrice, Cinzia Caminiti Nicotra, riporta quello che ha caratterizzato la sua fanciullezza. Sabato 13 novembre, presso la sede del Comitato Antico Corso, si è tenuta la presentazione di questo lavoro, tanto minuzioso quanto romantico. Un evento scandito da alcune peculiarità. Il tutto per addentrarsi verso il vivere di una volta.

Essenza del libro

L’autrice, col suo scritto, non rimanda alle ricette. La preparazione di pietanze varie, pure una merenda come per l’appunto il pane fritto, costituiva occasione di aggregazione. Erano momenti per raccontare e raccontarsi. Odori e sapori accompagnavano parole e suoni di ciò che si tramandava oralmente. Racconti che incarnavano l’essenza femminile poiché a questi rituali partecipavano quasi completamente donne e ragazze. Nonne, zie, cugine, sorelle, madri che si ritrovavano parlando di antenati, personaggi vari, aneddoti e curiosità varie.

Cinzia Caminiti richiama questo attraverso la memoria di sua nonna Vincenzina. Una donna, come tante dell’epoca, temprata dalle difficoltà di vita. Una figura che che andò oltre i retaggi patriarcali, lasciando il marito a causa dei suoi tradimenti. Ciò a quei tempi era considerato scandalo. I cunti trattati nel libro hanno quindi come protagonista nonna Vincenzina. Una donna che andava oltre i parametri sociali e che al contempo manteneva le tradizioni autentiche e genuine.

Il pane fritto: storie, curiosità, aneddoti attorno la preparazione del cibo
Il pane fritto: degustazione di una prelibata merenda ph Angela Strano

Il pane fritto: significato del cibo

Il libro si riferisce a tutte le fasi legate al cibo: coltivazione, preparazione, condivisione. Passaggi che coinvolgevano i vari componenti della famiglia, la quale così rafforzava il suo tessuto. Il cibo come vita, consolazione, comunità, socialità. Pietanze preparate con amore e dedizione, anche le più semplici, da cui ne traspare l’armonia. Oggigiorno si tende ad assumere un rapporto morboso col cibo. L’ossessione di ingrassare e al tempo stesso l’ingordigia porta a vedere ciò che si mangia come una malattia. Così si perde il piacere della condivisione: il bombardamento mediatico propone un rapporto distorto con l’alimentazione.

L’espressione Il pane fritto rimanda pure alla valenza della comunità. Durante i tempi di nonna Vincenzina sussisteva un saldo tessuto sociale. Nel bene e nel male ci si sentiva integrati e in qualche modo la comunità era “educante”. Questo rafforzava l’identità del singolo e la volontà di andare avanti nella vita.

Andamento dell’evento

Una presentazione di libro “insolita”. Si è andato oltre le formalità, cioè con le classiche esposizioni di relatori e relatrici. C’è sta la recita di qualche aneddoto, come quello legato al fidanzamento di Elvira, figlia di nonna Vincenzina. Il tutto scandita da Sabrina Tellico, già attrice in Donne contro la mafia. Esposizione del brano “Il miracolo degli arancini”, a cura di Cinzia Insinga. La suocera di nonna Vincenzina che attendeva, punto di morte, i suoi prelibati arancini.

Proiezione di un video rappresentativo rispetto alla famiglia dell’autrice. Persone che affrontavano le varie intemperie di vita. In ultimo la recitazione del prologo, tra Cinzia e nonna Vincenzina, con riferimento al trisavolo della prima e nonno della seconda. Tal Mariano che emigrò in America, non tornando più; ma col pensiero sempre rivolto alla famiglia. Inviava denaro a moglie e figlia (madre di Vincenzina).

Video sulla semplicità della famiglia dell'autrice Cinzia, come tutte quelle d'un tempo
Video sulla famiglia dell’autrice, tra semplicità e intemperie di vita ph Angela Strano

“Il pane fritto…”: prospettive

Uno scritto la cui autrice tiene alta sia la memoria familiare che collettiva. Un’eredità che Cinzia Caminiti vuol lasciare alla figlia, affinché ne tenga preziosi i ricordi. Libro inizialmente concepito come semplice diletto nello scrivere, l’editore ha incoraggiato Cinzia nella realizzazione. Si concepisce il siciliano come lingua scurdata, per dirla con Buttitta. Il richiamo alle tradizioni concerne pure il nostro dialetto. Come finale l’autrice Cinzia e la figlia si sono esibite con un canto popolare, eseguito a due voci. Questo per ricordare il rapporto nonna-nipote, come se cantassero per conto proprio.

Un omaggio alla memoria di persone umili e semplici, che hanno reso le piccole azioni quotidiane una forma di gratitudine verso la vita. L’autrice, con Il pane fritto, rievoca il fanciullino, tutti i ricordi semplici di un passato da tramandare.

“Il pane fritto e altre storie”: tra cunti e convivialità ultima modifica: 2021-11-18T13:43:25+01:00 da Angela Strano

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