PIAZZA

Piazza Mazzini: quando il mare inondò Catania

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Vista di piazza Mazzini dal Bed & Breakfast Palazzo Bruca

Meno vistosa di altre piazze catanesi, meno eclettica, ma con una storia che è simbolo del potere di rinascita di Catania. Ha cambiato nome, funzione e architettura più e più volte. Piazza Mazzini è il suo nome da “rinata”. Prima era conosciuta come Piazza san Filippo, ma nel 1693, in piena dominazione spagnola, la piazza, come tutta la città, venne distrutta da uno dei terremoti più violenti della storia d’Italia. Riedificata dalle ceneri, rinasce con una nuova architettura e una nuova funzione. Ma prima della storia della rinascita, c’è quella della catastrofe, che sembrò essere l’apocalisse. Ma dopo, Catania rinacque, ancora una volta. Una storia che ricorda ai catanesi come si sono rialzati dalla distruzione, un ricordo per ritrovare la forza di ricominciare anche quando tutto è diventato cenere.

La nascita di Piazza Mazzini: inondata e riedificata

Anno 1693. In Sicilia, come nel resto dell’Italia meridionale, imperava il dominio della monarchia spagnola. Una dominazione cui tracce sono visibili in ogni angolo di Catania. Segni che sembrano prevalere su quelli delle dominazioni precedenti. Non tanto per una sistematica decisione di sostituire il vecchio con il nuovo, come avvenuto invece negli anni ’70 del XX secolo, ma a causa di un evento non dettato dalla volontà umana. Un terremoto, uno dei più disastrosi nella storia dell’Italia. Una scossa talmente violenta che dal 9 all’11 gennaio 1693 distrusse moltissime città siciliane, tra cui Catania. E proprio qui i danni furono accentuati da un’intensa attività eruttiva dell’Etna e come se non bastasse, da una serie di maremoti. Uno scenario apocalittico che provocò la morte del 63% dei circa 19.000 abitanti di allora. Ma la città risorse, come la fenice che la rappresenta assieme all’elefante.

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Vista di piazza Mazzini dal Bed & Breakfast Palazzo Bruca

A Catania il mare invase dapprima le spiagge, e poi, con onde alte oltre due metri, si insinuò all’interno della città. Il mare si spinse fino all’attuale Piazza Mazzini. Distrutta dal terremoto e dall’inondazione la piazza non avrebbe più assunto la conformazione conosciuta sino ad allora. Il destino di piazza Mazzini fu lo stesso di tanti altri luoghi catanesi e siciliani. I danni, incommensurabili, avrebbero avuto conseguenze ancora più negative sul tessuto sociale ed economico delle aree colpite, se non fosse stato per la volontà di ricostruire le città e i loro luoghi. La spinta del settore edilizio tamponò i grossi danni subiti. A Catania, il compito di ricostruire la città, venne affidato al duca di Camastra e fu proprio tramite il suo benestare che l’attuale piazza Mazzini, prese le sembianze che ancora oggi si possono ammirare.

Dagli antichi resti, una nuova piazza

La forma dei nuovi palazzi di piazza Mazzini si edificò sulla base della conformazione di via Giuseppe Garibaldi e via della Lettera, le due direttrici che si incrociano in piazza Mazzini. La piazza assunse così l’attuale forma a croce greca, che la caratterizza tutt’ora e ne amplia gli spazi. Gli architetti Stefano Ittar e Francesco Battaglia furono incaricati della costruzione dell’antica piazza san Filippo e ne crearono uno spazio piuttosto simmetrico. Infatti, tutti gli edifici che si ergono attorno alla piazza hanno la stessa altezza e sono sorretti da 32 colonne che formano i bei portici, oggi occupati dai tavolini dei bar e dei ristoranti. Una curiosità architettonica caratterizza le colonne dei portici: pare che esse una volta facessero parte del teatro greco- romano di Catania.

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La cattedrale di S. Agata vista da piazza Mazzini. Sul lato opposto, è possibile godere di una bella vista su Porta Garibaldi

I palazzi che delimitano il perimetro di Piazza Mazzini avrebbero dovuto adeguarsi stilisticamente alle carte progettuali del XVIII secolo, ma dal XIX secolo tre dei quattro palazzi subirono alcune modifiche. Solo Palazzo Scamacca della Bruca a nord-est, conserva lo stile originario. Mentre Palazzo Asmundo di Gisira a sud-est, Palazzo Peratoner a sud-ovest e Palazzo Gagliani a nord-ovest, subirono modifiche ai secondi piani. Vennero dotati di finestre balconate, sostituite alle semplici cornici quadrate e gli intonaci in grigio catanese passarono al rosa. Oggi, alcuni di questi palazzi aristocratici sono stati in parte adibiti ad hotel e Bed & Breakfast. Ma in origine, affacciandosi dalle terrazze di questi palazzi, l’interno di piazza Mazzini appariva molto diverso da come si presenta oggi.

Il mercato di Piazza Mazzini, prima della Pescheria

Infatti piazza Mazzini fu pensata proprio per accogliere un mercato. La distruzione lasciata dal terremoto e dai suoi effetti rendeva necessario dare un nuovo impulso economico alla città. Motivo per cui, una volta riattivato il settore edilizio con la costruzione di nuove aree urbane, si pensò si dotare il centro città di un nuovo luogo per gli scambi commerciali. Questo modello di rinascita venne adottato in piazza Mazzini come in altri luoghi, seppure con le dovute varianti. Il mercato di piazza Mazzini divenne presto molto affollato e quando lo spazio si rivelò insufficiente ad accogliere tutti i commercianti, il mercato venne trasferito alla Pescheria.

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Secondo alcuni studi le colonne che formano i portici di piazza Mazzini provengono dal teatro greco- romano di Catania

Con il trasferimento del mercato, piazza Mazzini sembrò essere destinata ad una nuova fase di silenzio. Ma tra gli anni ’60 e ’70, si dimostrò ancora una volta capace di assolvere ad una nuova funzione. Così, ogni 2 novembre, si trasformava nel “paese dei balocchi” per i più piccoli. Infatti, in occasione della tradizionale Festa dei Morti, Piazza Mazzini veniva allestita per ospitare bancarelle piene di giocattoli, pronti per diventare il dono dei morti ai bambini delle famiglie catanesi. Per questo motivo, ancora oggi, qualche anziano chiama la piazza ‘a chiazza ‘e morti. Un’abitudine che permane, nonostante il mercato dei giocattoli non si tenga più in questa piazza, ma sia decentrato in zone diverse di Catania.

Questo articolo è nato attraverso il contributo di Giuseppe Costanzo sul gruppo di itCatania

Chiara Emma

Autore: Chiara Emma

Curiosa di nascita, introspettiva per necessità. Cresco così vicina al cuore di un’isola, che da lì non riesco a vedere il mare. Il desiderio di respirarlo mi porta a vivere in varie città della costa siciliana. Mi muovo in treno ed in bicicletta per godermi meglio il viaggio. Mi trovate sotto le pensiline, al bancone di un pub o in quel sedile circondato da posti vuoti. Così, da perfetti sconosciuti, ci si può raccontare senza barriere.

Piazza Mazzini: quando il mare inondò Catania ultima modifica: 2017-08-02T10:29:57+00:00 da Chiara Emma

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