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La merenda di un tempo riproposta ai giorni nostri

La merenda del passato in versione salata comprende pane caldo con olio, origano, basilico, pomodoro, salumi fatti in casa
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La stagione autunnale è appena cominciata e porta con sé colori, sapori, odori che inducono a ricercare immagini della propria infanzia.
Oggi con ItCatania vogliamo proporvi un piccolo “amarcord”, descrivendo storie e ricette proprie della merenda dei nostri nonni, genitori, riprese e proposte anche alle nuove generazioni, abituate a ben altre tipi di merendine. Tra le proposte di merenda anche quella con la buonissima crema biologica spalmabile alle nocciole tostate, deliziosa e salubre, accompagnata con del buon pane di casa.

Il rito della merenda

Molti di noi ricordano con nostalgia l’ appuntamento giornaliero con la merenda durante il quale mamme, nonne o zie ci preparavano uno spuntino semplice e sano. Intere generazioni sono cresciute rispettando il rito della merenda, fatta mentre si giocava fuori nel cortile o per riposarsi dallo studio. In tutte le case la merenda non mancava mai ed era fatta coi prodotti di casa stagionali e genuini. Quello della merenda era un momento di grande convivialità e condivisione degli spazi domestici.

Una delle merende tradizionali che vede come assoluto protagonista il buon pane siciliano, accompagnato da tanti condimenti, dal dolce al salato. Questo è il pane fritto con lo zucchero
Una delle merende tradizionali che vede come assoluto protagonista il buon pane siciliano, accompagnato da tanti condimenti, dal dolce al salato. Questo è il pane fritto con lo zucchero. Fonte foto Facebook.

Origine e storia

Il termine deriva dal latino “merere” che significa “meritare”, era dunque un pasto ulteriore che bisognava guadagnarsi. Essa affonda le radici nella civiltà contadina di primo Novecento. I lavoratori dei campi erano infatti ricompensati per lo sforzo profuso con una ricompensa alimentare che apportasse calorie e nutrizione adeguate. La prima attestazione storica della merenda si ha all’interno di un monastero europeo dove i monaci premiavano i bambini che studiavano e imparavano a memoria la Bibbia con un biscotto salato, il bretzel o pretzel, nome che deriva dal latino pretiola che significa ricompensa, premio.

Quello della merenda è un rito italiano, un elemento che caratterizza e identifica l’alimentazione del nostro Paese e dei paesi mediterranei. Esso, nel tempo, si è trasformato ed evoluto per le mutate condizioni sociali, ritmi di vita e nuove esigenze alimentari. Agli inizi degli anni Settanta, la merenda tradizionale è soppiantata dalle merendine industriali. 

Quello della merenda è un rito italiano,un elemento che caratterizza e identifica l'alimentazione del nostro Paese e dei paesi mediterranei.
Quello della merenda è un rito italiano,un elemento che caratterizza e identifica l’alimentazione del nostro Paese e dei paesi mediterranei. Fonte foto: facebook.

Sergio Grasso, antropologo alimentare, afferma che: “la merenda è qualcosa che si è meritato… qualcosa che vale come ricompensa per un compito fatto, per una fatica che si è sopportata. La merenda è quindi una gratificazione funzionale, con un’alta carica di utilità per chi la consuma, data in premio per aver svolto qualcosa. Tutto questo rientra nella bella abitudine di consumare più pasti durante la giornata, cinque, due cospicui e tre breakfast, tre ‘rompifame’, che hanno la funzione di portarci alla fine della giornata con un carico calorico e nutrizionale adeguato e con una gratificazione che risponde alla necessità, ai gusti e alle abitudini di ognuno.” (Approfondisci qui).

Merende salate e merende dolci

Protagonista indiscusso della merenda di un tempo è il pane, accompagnato da ingredienti vari e versatili, appartenenti alla tradizione culinaria siciliana e anche catanese. Ce n’è veramente per tutti i gusti, dal dolce al salato, tante sono le proposte di merenda tradizionale. Eccone alcune da riscoprire e riproporre. Quelle storiche sono: pane caldo con l’olio e sale, la bruschetta, i panini all’olio, pane con companatico fatto da salumi realizzati in casa, direttamente dagli animali allevati in cortile, come salami, salsiccia (talvolta cruda), mortadella, formaggi, conserve, fichi, acciughe, olive, pomodori secchi, pane fritto con burro.
Le merende dolci prevedevano: biancomangiare, panini al latte, con frutta fresca o marmellate fatte in casa, pane fritto con zucchero, burro, miele, con ricotta e crema di cioccolato spalmabile, pane bagnato nel vino. C’erano anche il pane sbattuto con uovo e Marsala e lo zabaione.

La merenda oggi

Pochi giorni fa, esattamente il 17 settembre, si è celebrata la Giornata internazionale della merenda. Settembre è il mese più adatto a questa celebrazione visto che vede la ripresa piena dell’attività lavorativa e alla ripresa della scuola. Secondo le statistiche sarebbero circa 34 milioni gli italiani che consumano abitualmente questo pasto, raccomandato anche dai nutrizionisti. La merenda migliore, a loro avviso, è quella fatta con la frutta fresca di stagione e secca.

Oggi più che mai, è il caso di riscoprire i vecchi sapori delle merende di una volta e farli conoscere anche a bambini e ragazzi, spesso imbottiti di cibo spazzatura, tornare a questo momento rituale di condivisione e di recupero degli alimenti più genuini e sani della nostra tradizione culinaria.

Foto copertina: https://www.cronachemaceratesi.it/.

La merenda di un tempo riproposta ai giorni nostri ultima modifica: 2020-09-29T14:23:51+02:00 da Sabrina Portale
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