CUCINA CATANESE

Alla scoperta del violetto catanese

Cavolfiore Viol

Passeggiando per le bancarelle della Pescheria e della fera o ‘luni di Piazza Carlo Alberto, vi sarà capitato sicuramente di essere rapiti dalle urla, dai colori e dai sapori sapientemente proposti dai venditori. E’ una festa per tutti i sensi. Protagonista tra gli ortaggi più venduti e consumati è il cavolfiore violetto, così definito per le sue infiorescenze viola o noto anche come broccolo.

Noi catanesi, in dialetto lo chiamiamo “bastaddu” e il piatto maggiormente diffuso, nelle nostre tavole, è il “bastaddu affucatu”. Con #ItCatania scopriamo questo ortaggio, tipicamente catanese, dalle tante qualità salutari.

Il Cavolfiore: l’ortaggio dalle mille proprietà

Il cavolfiore, nome scientifico brassica oleracea var. botrytis, fa parte della famiglia delle crucifere o brassicacee. Il nome deriva dal latino caulis (fusto, caule) e floris (fiore). La famiglia a cui appartiene il cavolfiore comprende 300 generi e quasi 4000 specie vegetali – non tutti edibili – come ad esempio: cavolo, cavolo cappuccio, cavoletto di Bruxelles, broccolo, rapa, ravanello, senape e rafano.

Il cavolfiore è a ciclo biennale: nel primo anno si svolge la fase vegetativa, che prevede lo sviluppo del sistema radicale e dell’epigeo e si ha la completa formazione della “palla”, che rappresenta la parte edule della pianta. Durante il secondo anno, la pianta entra nella fase riproduttiva, con lo sviluppo dei getti floreali e la successiva maturazione dei semi. Secondo alcuni botanici, esso sarebbe originario del Medio Oriente, mentre altri ipotizzano un’origine europea. È certo che fosse conosciuto e apprezzato già dai Romani, che ne conoscevano le virtù terapeutiche e lo consumavano crudo, prima dei banchetti, per rallentare l’assorbimento dell’alcool.

Il colore viola è tipico del cavolfiore violetto di Catania. Fonte foto; www.flickr.com

Caratteristiche nutrizionali

Nel corso della storia il cavolfiore e le altre crocifere sono state ampiamente utilizzati per i numerosi benefici per la salute. Il cavolfiore veniva consigliato per prevenire problemi polmonari e reumatismi.

Questo ortaggio ha un buon contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio. Al suo interno vi sono inoltre vitamine A, B2, K e acido folico, un alto contenuto di sali minerali ed è notevole il contenuto in fibra alimentare. Numerose ricerche scientifiche hanno confermato l’azione protettiva derivante dall’assunzione di crocifere contro l’insorgenza di alcuni tipi di cancro, grazie a tali composti, in cui è presente anche dello zolfo, responsabili del caratteristico odore durante la cottura. I composti solforati, infatti, facilitano, a livello cellulare, l’eliminazione di sostanze tossiche ed eventualmente cancerogene. Inoltre il cavolfiore proteggerebbe dall’insorgenza di malattie cardiovascolari.

Calvolfiore violetto

Il cavolfiore violetto è una verdura tipica della Piana di Catania. Esso si coltiva in abbondanza tra Adrano e Biancavilla, come negli altri paesi etnei, ai confini delle province di Enna e Catania. Si tratta di una varietà nostrana che si contraddistingue dagli altri cavolfiori per il suo sapore inconfondibile e unico, grazie ai terreni vulcanici dove viene coltivato. Il colore rosso intenso-violaceo deriva da un mix di sostanze benefiche che proteggono dai tumori, gli antociani. Essi sono composti poliaromatici poliossidrilati in grado di reagire con gli ossidanti quali l’ossigeno molecolare e i radicali liberi riducendo così i danni che queste molecole possono provocare alle cellule ed ai tessuti.

Questo ortaggio sembra inoltre proteggere contro la fragilità capillare, i vari processi di invecchiamento o modificazioni cellulari e i processi infiammatori.

Il cavolfiore violetto Natalino Pat

Questo tipo di cavolfiore risulta più gustoso rispetto al cavolfiore comune. Esso nasce da un incrocio tra il classico cavolfiore ed una pianta di broccolo all’interno dell’Etna, dalle sue “sciare” e di un clima unico al mondo. Si adatta a tutti i tipi di terreno ma predilige quelli freschi e ben drenati, nei quali non necessita di particolari concimazioni.

Il cavolfiore violetto di Catania, conosciuto anche come Natalino Pat, è uno dei re italiani del cavolfiore viola. Si semina da giugno a settembre e si trapianta un mese dopo la semina. Viene raccolto a gennaio, ha forma medio piccola, è compatto, il gambo e le parti interne sono bianche. Questo cavolfiore è inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.).

Broccolo

Il cavolfiore violetto, grazie alla sua particolare colorazione, presenta notevoli sostante che tengono lontani i tumori. Fonte foto: http://cataniapubblica.tv

U’ Bastaddu affucatu

In cucina, il cavolfiore violetto si presta a diverse preparazioni quali: antipasti, primi, sformati e torte salate. In particolare, nella preparazione dei piatti catanesi, esso è utilizzato per una delle antiche ricette tradizionali come: “U’ Bastaddu Affucatu” o “Cavuluciuri Affucatu”.
Viene proposto in due versioni: lessato o “affucatu”, cioè stufato in tegame con olio, cipolla e vino rosso. A queste preparazioni si aggiungono la pasta condita con il cavolfiore “affucatu” e il formaggio, detta “pasta ‘ncaciata”, quella con il cavolfiore lessato al dente e saltato in padella con capperi, acciughe salate e olive, i cavolfiori “affucati”  sono serviti come contorno, oppure come tortino e sformati. «U’bastaddu affucatu» viene preparato da novembre fino ad aprile.

Cav Catanese Viola

Il cavolfiore violetto catanese si presta a numerose e gustosissime ricette. Fonte foto: http://imgdam.com

Scacciata di Catania con il cavolfiore tuma e salsiccia

A Catania, il cavolfiore affogato viene anche utilizzato per farcire la scacciata, ovvero una torta rustica cotta al forno a pietra, con all’interno diversi condimenti. Questa ricetta, non può mancare sulle tavole catanesi soprattutto per la vigilia di Natale e Capodanno. Essa presenta molte varianti, con i broccoli, con tuma e acciughe, con ricotta, con le patate, cipolle, olive nere, formaggio di pecora di primo sale. La scacciata viene considerata simbolo d’armonia durante le cene, soprattutto invernali, con parenti e amici, oltre che una goduria irrinunciabile.

Vedi anche: https://catania.italiani.it/cosa-si-mangia-catania-la-cena-natale/;

Fonte foto copertina: http://www.mitocondrio.it

Fonti:  http://www.ecoseven.net
https://www.lifegate.it;
http://cataniapubblica.tv;
https://siciliaincucina.altervista.org;
https://ricette.giallozafferano.it

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

Alla scoperta del violetto catanese ultima modifica: 2019-01-24T11:13:13+00:00 da Sabrina Port

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