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Quattro sultane di Aci: storie di donne, sofferenza e coraggio

Quattro sultane di Aci, storie

Nelle notti calme e stellate, quando la costa acese si trasforma in un caleidoscopio di luci e di colori, è possibile sentire il canto del mare. Si fa voce, quando l’onda si curva e si spezza e quando rincalza e spumeggia. Il mare, cantore dall’animo inquieto, racconta di una delle più belle e leggendarie storie siciliane. Narra delle quattro sultane di Aci, di Stella, Venera, Rosalia e Rosa. Racconta, ancora, delle incursioni saracene. Della presenza dell’Impero Ottomano e della Sicilia come terra di frontiera tra il cinquecento e seicento. Di sofferenze, di donne, di schiavitù e di coraggio.

Quattro sultane di Aci: Stella

La prima storia racconta di Stella. Nel 1582 e all’età di 7 anni, fu rapita dai corsari algerini sulla spiaggia di Santa Maria La Scala (frazione di Acireale) e venduta a Costantinopoli, insieme al fratello, come schiava al sultano Selim II. Stella impara a leggere, a scrivere e a parlare correttamente l’arabo, il persiano e il turco. La fanciulla danza egregiamente e le sue vaste nozioni di storia e geografia affascinano il sultano. Amuratte III, nel 1595, succede al padre Selim II e sposa la giovane siciliana. Stella partorisce 7 figlie femmine, nessun maschio. Forse uno scherzo del fato? Seppur privata ufficialmente della corona e del titolo di “azachi-sultana” per non aver dato un erede, Stella rimane la preferita. Bella, intelligente e amata, si piazza tra le figure più interessanti. La rivalsa della schiava, con la forza e il coraggio di conoscere, apprendere e liberarsi.

Quattro sultane di Aci, leggenda
Il mare, cantore dall’animo inquieto, racconta di una delle più belle e leggendarie storie siciliane

Le Quattro sultane di Aci: la storia di Venera

Venera, forse, è il personaggio più sfortunato, ma per certi versi anche il più forte. Figlia della vedova Lona, conosce Halidè, figlia del Bey di Tunisi. La storia ha inizio nel 1650, quando una flotta ottomana viene sorpresa da una violenta tempesta e una galera superstite si incaglia tra gli scogli della spiaggia di Santa Maria La Scala. L’equipaggio viene catturato dagli abitanti per avviare una trattativa con l’impero ottomano e far avvenire uno scambio con gli schiavi cristiani.

L’idea è di Frate Lazzaro che parte successivamente per le trattative che dureranno due anni. Halidè conosce e si lega a Venera. La porta al Castello e poi a Costantinopoli quando Lona muore. Qui, Venera sposa il sultano e l’anno dopo dà alla luce un maschio. Il sultano, però, le chiede di abiurare la fede cristiana e convertirsi. Venera, seppur innamorata, rifiuta e scappa. Fugge con frate Lazzaro, di ritorno da una missione, ma viene rincorsa e uccisa dagli scagnozzi del sultano insieme al religioso.

Rosalia e Rosa

Durante il matrimonio di un pescatore, la piccola Rosalia fu rapita ad Acitrezza e condotta a Costantinopoli. I ricordi della Sicilia rimasero vividi in lei, tanto da farle cantare sempre della sua terra. La sua voce attirò, anche questa volta, un sultano. Rosalia, così, diventò la sua favorita. La giovane manifestò un solo desiderio: far avere sue notizie ai genitori. Il sultano acconsentì a patto di avere un erede maschio. Non appena nacque un figlio maschio, fu inviato un messaggero in Sicilia. I genitori e perfino i congiunti, però, erano già deceduti. Il sultano non disse mai dell’orribile scoperta alla sua amata, ma Rosalia in cuor suo sapeva. Malinconica sospirava e si addossava la colpa della morte dei suoi cari. Adduceva di essere stata punita per aver rinnegato Dio.

Quattro sultane di Aci, Acitrezza
Acitrezza – fonte foto pixabay

Rosa, la quarta sultana di Aci, venne catturata dai pirati a Capo Passero. Figlia di un ricco marinaio di Acitrezza, era promessa in sposa ad un uomo che viveva a Malta. La ragazza, anche lei favorita del sultano, fu nominata sultana da Selim I, che mai violò la sua purezza. Rosa trascorreva le giornate pensando a Felice, non l’uomo scelto dal padre, ma il nipote del castellano del fortilizio di Aci. Un giorno, passeggiando nel giardino del serraglio, udì un canto. Rosa riconobbe la voce, era quella di Felice, anche lui finito in schiavitù. Questa volta, il destino si rivelò benevolo e i due, dopo la morte del sultano, approfittando della sommossa che ne conseguì, scapparono insieme e raggiunsero finalmente la loro Sicilia.

Info e fonti

Le Quattro sultane di Aci in Fatti e leggende catanesi di Salvatore Lo Presti.
La leggenda mi è stata segnalata da Pippo Costanzo, amministratore della pagina facebook Conoscere Catania e grande conoscitore della città.

Quattro sultane di Aci: storie di donne, sofferenza e coraggio ultima modifica: 2020-04-03T15:05:44+02:00 da Cristina Gatto
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