Paolo il caldo: parodia cinematografica della mascolinità tossica

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Paolo il caldo: parodia cinematografica della mascolinità tossica

Paolo il caldo, pellicola dirompente Fonte Facebook

Paolo il caldo, pellicola dirompente Fonte Facebook

Gli anni ’60-’70 sono stati un periodo fiorente per quella definita “commedia all’italiana”. Un genere cinematografico che burla vizi e difetti degli italiani, pure quelli d’un tempo. Paolo il caldo (1973), regia di Marco Vicario, appartiene a questo filone. Una pellicola tanto dissacrante quanto dirompente, con le scene girate nel cuore di Catania.

Trama del film

Si rappresenta una famiglia di baroni, chiamata Castorini, completamente in preda alla lussuria, a vedere in ogni donna del rudimentale desiderio sessuale. Il nonno (Lionel Stander) e lo zio Edmondo (Gastone Moschin) sono totalmente schiavi degli istinti più primordiali, il cui nipote Paolo (Giancarlo Giannini) eredita tutto ciò. Questi, che è il protagonista del film, inizia le sue esperienze sessuali con la domestica Giovanna (Ornella Muti). Vari avvenimenti hanno scosso Paolo e la sua dipendenza dal sesso. Anzitutto la morte del padre Michele (Riccardo Cucciola), per suicidio, il quale si è distinto dagli altri componenti familiari per la sua integrità morale. Si comprende che il suo gesto sia stato dettato da una profonda insofferenza verso quel contesto dissoluto, gretto, mediocre, tracotante.

Paolo, così, decide di andare a Roma a vivervi, ma anche qui cede alla lussuria, passando da un’amante all’altra. Si rende conto sempre più di non riuscire ad offrire nulla alle donne oltre alla dimensione sessuale. Questo gli causa profonda rabbia e frustrazione. Torna a Catania per la scomparsa della madre, dopo vari anni, e la morte di una bambina, domestica di casa, lo fa riflettere, ancora una volta, sul senso della vita. Cerca di salvarsi sposando la nipote del farmacista, ma tra i due nessuna intesa sessuale esiste. Lei è inibita e lascia Paolo. Questi ha teso ad assomigliare, in termini di temperamento, al padre Michele. ma adesso si ritrova da solo, di fronte ad un bivio, se continuare a cedere alla lussuria o desistere.

Paolo il caldo. le riprese
Giancarlo Giannini sul set di Paolo il caldo fonte facebook

Paolo il caldo: periodo e luoghi dell’ambientazione

Le vicende del film si collocano nell’arco di tempo che va dal periodo fascista al secondo dopoguerra. Molte scene trovano ambientazione a Catania, in luoghi quali via Crociferi e piazza Dante. La scena in cui Paolo, da ragazzino, va a trovare la domestica Giovanna, oramai isolata, è stata girata a Forza D’Agrò. Tutto il resto della vicenda avviene a Roma. La pellicola costituisce la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati. Questi, come nel Bell’Antonio, pone una critica verso il gallismo, atteggiamento molto radicato al meridione. La differenza tra le due pellicole è che mentre il personaggio di Mastroianni è melanconico, in Paolo il caldo nonno, zio e nipote risultano grotteschi, avidi, insaziabili. La solitudine irrompe poi nelle loro vite. L’anno seguente, 1974, esce al cinema la parodia Paolo il freddo, con protagonisti Franco e Ciccio.

Significati della pellicola

L’aspetto principale emergente è quello di individui i quali non hanno un buon rapporto con la sessualità. La Sicilia, fino a non molti decenni fa, è stata una terra in cui la dimensione sessuale è passata come qualcosa di peccaminoso. Perciò il comportamento della famiglia Castorini costituisce una reattività verso questo. La sessualità diviene un’ossessione da perseguire da perseguire a tutti i costi, anziché bilanciarla con le altre dimensioni e quindi protendere ad un maggior equilibrio.

Nonno, zio e nipote sono insaziabili, vedono la donna come un oggetto per soddisfare i loro appetiti. Essi stessi tendono all’auto oggettivazione: aldilà della sensualità nulla riescono ad offrire, in termini di sentimenti, intelletto, creatività. Una pellicola dissacrante verso l’idea di dimostrare a tutti i costi la virilità prorompente, come segno che contraddistingue.

Paolo il caldo: parodia cinematografica della mascolinità tossica ultima modifica: 2022-09-07T09:32:14+02:00 da Angela Strano

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