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CULTURA

L’arte di arrangiarsi: una pellicola cinematografica a Catania

L'arte di arrangiarsi: film degli anni '50 girato a Catania

L’arte di arrangiarsi: film degli anni ’50 girato a Catania

I film girati presso il capoluogo etneo richiamano tutte le suggestioni della città. Ciò attraverso vie, monumenti, reperti. Pellicole che descrivono pure le contraddizioni di una società, quella meridionale, chiamata a lasciare le vecchie convenzioni sociali ed evolversi. L’arte di arrangiarsi è un film che rappresenta tutto ciò, tra fascino della città e abitudini del catanese medio.

Contenuti del film

Rosario Scimoni, detto Sasà, interpretato da Alberto Sordi, è un uomo che non riesce ad impiegare alcuna capacità costruttiva per farsi strada nella vita. L’unico strumento di cui si avvale, per decenni, è l’arrivismo. Sasà cambia con assoluta superficialità partito, in rapporto al contesto socio-politico. L’intento è riscuotere sempre vantaggi personali. Dalla classe dei notabili, da cui proviene, giunge al socialismo, passando per il fascismo durante il ventennio fino a divenire democristiano col dopoguerra. Il suo opportunismo finisce con l’arresto per via di una truffa ai danni di un uomo ricco di Catania, un tempo nella casta dei notabili.
Sasà è arrivista pure nei rapporti con le donne: instaura legami sentimentali a seconda della convenienza politico-economica.

L'arte di arrangiarsi, una scena del film
L’arte di arrangiarsi con Alberto Sordi in una scena del film

Luoghi delle riprese e sceneggiatura del film

L’arte di arrangiarsi risale al 1954, la regia è di Luigi Zampa, il soggetto e la sceneggiatura sono di Vitaliano Brancati. La cinepresa attraversa diversi luoghi dell’anima di Catania, il cui fascino emerge col bianco e il nero. Piazza Duomo con il Liotru in primo piano, lo scorcio di via Crociferi con l’arco, piazza Dante con i Benedettini. E ancora l’ingresso di villa Cerami, il Fortino e tratti di via Sangiuliano. Un’immersione, attraverso questi reperti, su ciò che era la società catanese nei primi del Novecento.

L’arte di arrangiarsi, inoltre, rappresenta, seppur in forma comica, tutti i cambiamenti cui si era andati incontro in quei decenni. Una società che si evolveva, benché con fatica, per via di avvenimenti storici pregnanti (il fascismo e le due guerre mondiali). Essi lasciavano un messaggio chiaro: abbandonare la deferenza verso la monarchia.

Messaggio lasciato da “L’arte di arrangiarsi” col suo protagonista

Sasà è un arrampicatore sociale e al tempo stesso un sempliciotto. A differenza di chi gli sta intorno, che è veramente astuto, in lui traspare la sua ingenuità. Questa combinazione pare un ossimoro, ma in realtà non lo è. Il protagonista rappresenta l’uomo medio intento all’arrivismo perché, nel contesto in cui ha vissuto, è stato abituato così. Alberto Sordi incarna il personaggio controverso in modo egregio. Come ha sempre fatto, l’attore burla il pressapochismo e la mediocrità dell’italiano medio.

L’arte di arrangiarsi è un esempio di come la commedia cinematografica possa essere costruttiva e non demenziale. Una comicità intelligente che si fa beffa delle convenzioni sociali, quindi riflessione e risata al contempo. La pellicola rientra nella lista dei 100 film italiani da salvare.

L’arte di arrangiarsi: una pellicola cinematografica a Catania ultima modifica: 2021-03-23T21:46:12+01:00 da Angela Strano

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