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Cinema a Catania: un tuffo nel passato tra case cinematografiche e pietre miliari

Cinema a Catania

«Sono nato insieme al cinema, ho seguito il suo mutarsi, mutandomi frattanto anch’io. Per me, spesso, non solo i personaggi dei film, ma anche gli attori che li incarnano, sono persone conosciute che non ci sono più o che sono invecchiate come me. Donne belle se ne vedono ancora, ma chi ha oggi gli occhi di Bette Davis? Le cose amate in giovinezza restano le più belle. Non c’è niente da fare.» Gesualdo Bufalino.

Cinema a Catania: un tuffo nel passato

Scavando negli archivi della mia memoria, ricordo di quando ero poco più che una bambina e mio padre mi accompagnava al cinema. Il rito, più o meno, si ripeteva una volta la settimana. Il cinema, per me, è sempre stato pura magia. L’arte che muove e  commuove. Senza dilungarmi a divagar e chiedendo scusa al lettore esperto, questo articolo vuol essere un umile omaggio sul Cinema a Catania; un piccolo puzzle per ricordare le vecchie case di produzione cinematografica, i personaggi e i film che sono diventati delle pietre miliari.

La città di Catania, sul finire dell’Ottocento, ebbe un vigoroso risveglio. Erano gli anni dell’arrivo della corrente elettrica, delle prime auto e dell’inaugurazione della Circumetnea. In questo straordinario fragore, il cinema a Catania andava a delineare i suoi contorni. Nel 1896, (come ci ricorda Ignazio Burgio) un certo Salvatore Fichera, mandò una richiesta in Francia per acquistare un cinematografo. Nel frattempo, grazie all’impegno di alcuni uomini d’affari, sorsero delle case di produzione cinematografica. La Morgana Film, L’Etna Film, la Sicula Film, la Jonio Film e la Katana Film.

Morgana Films Roma

Morgana Films, da non confondersi con la Morgana Film di Catania. La Morgana Film ebbe vita breve, La Morgana Films fu istituita nel 1914

Cinema a Catania: le case di produzione cinematografica, Morgana e Etna Film

Nel 1913, Nino Martoglio, fondò la Morgana Film di Catania che però ebbe vita breve. A Roma, nel 1914 fu istituita la Morgana Films con la quale girò il primo film neorealista: Sperduti nel buio. Tratto dall’omonimo dramma di Roberto Bracco, riuscì ad impressionare critica e pubblico, tanto da meritarsi l’appellativo di pietra miliare. La seconda casa di produzione cinematografica dopo la Morgana, fu L’Etna Film, fondata il 31 dicembre del 1913 ad opera del Cavalier Alfredo Alonzo, personaggio molto influente nel panorama catanese.

Il Cavaliere non badò a spese, acquistò le migliori attrezzature e attirò le personalità di spicco tra registi, attori, sceneggiatori e tecnici. Lo stabilimento dell’Etna Film sorgeva a Cibali, imponente e maestoso. All’interno comprendeva uffici, teatri di posa, sala trucco, sartoria, camerini per gli attori e un grande laboratorio per realizzare le scenografie. Il cinema a Catania grazie all’Etna Film, ebbe una cospicua produzione di film dei più vari generi. I drammatici come Paternità, le commedie come Idillio Fresco e i kolossal come Christus. Il collasso dell’industria zolfifera, l’inizio della prima guerra mondiale e la crisi economica nazionale costrinsero l’Etna Film a chiudere nel 1916.

Sicula Film, la Katana Film e la Jonio Film

La Sicula Film, la Katana Film, e la Jonio Film nacquero dall’entusiasmo dell’Etna Film e produssero un discreto numero di pellicole di vario genere. Mariano Bottino e Attilio Rapisarda interpretarono alcune pellicole della Sicula Film come Presentat-arm! del 1915. Per la Katana Film, Rosina Anselmi nel 1916, fu interprete del film Per te, amore. Della Jonio Film ricordiamo Gli irredenti per la regia di Pietro Licciardello e Valeria di Filippo Benanti. Purtroppo anche queste case di produzione, travolte dalla crisi, furono costrette a chiudere.

Marcello Mastroianni

Il bell’Antonio di Mauro Bolognini, 1960

Cinema a Catania: magia senza tempo

Le vecchie case di produzione catanesi hanno dovuto chiudere i battenti, ma Catania non ha smesso di respirare il cinema. L’Hollywood del Simeto, definita così da alcuni critici nel Novecento, instancabilmente fa sognare. La città e l’Etna sono stati i set di alcuni dei film più interessanti della storia e ancora continuano ad esserlo. Come non citare ’Île de Calypso: Ulysse et le géant Polyphème (ambientato a Catania) del 1905 di Georges Méliès o La terra trema del 1948 di Luchino Visconti, ispirato a I Malavoglia di Giovanni Verga.  L’arte di arrangiarsi del 1954 di Luigi Zampa, su soggetto e sceneggiatura di Vitaliano Brancati, con Alberto Sordi.

E ancora Il bell’Antonio del 1960 di Mauro Bolognini, dal romanzo omonimo di Vitaliano Brancati, con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale; Divorzio all’italiana del 1961 di Pietro Germi, girato tra Adrano, Catania, Ispica e Ragusa Ibla; Il vangelo secondo MatteoPorcileTeorema, I racconti di Canterbury di Pier Paolo Pasolini; Un bellissimo novembre del 1969 di Mauro Bolognini, dal romanzo omonimo di Ercole Patti, con Gina Lollobrigida. Citare tutto il cinema a Catania è un’impresa ardua e un solo articolo non sarebbe sufficiente. Parafrasando le parole di Leonardo Sciascia sulla Sicilia e mettendo l’accento su Catania: Il cinema si interessa a Catania perché Catania è cinema.

Fonti:
Il Verismo svelato, Ignazio Burgio, 2014
La nascita e l’affermazione del cinema a Catania 1896-1920, Salvatore Carlo Campione, 2014
Cento anni di Cinema a Catania, Franco La Magna (1895-1995) – Edizioni Ediprom, Catania, 1995
Catania dimenticata: Le case di produzione cinematografica, articolo su vivict di Zaira La Paglia
Note:
Franco La Magna ci segnala che Idillio al fresco, di regia ignota, fa parte di quei film misteriosi della Etna Film, del quale nulla è stato ritrovato a parte il visto censura del 29 marzo 1915 (vedi La Sfinge dello Jonio, Catania nel cinema muto 1896-1930, Franco La Magna)

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Cinema a Catania: un tuffo nel passato tra case cinematografiche e pietre miliari ultima modifica: 2018-01-22T09:51:01+00:00 da Cristina Gatto

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