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Catania e il mare d’inverno: ‘a storia di ‘na cosa sula…

catania e il mare d'inverno, visuale dal Lungomare Liberato
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Catania e u  mari sunu ‘na cosa sula – Catania e il mare sono una cosa sola. Questa è una di quelle certezze che difficilmente toglierai dalla testa di un catanese. La convinzione che Catania e il mare subiscano, reciprocamente, un’influenza tale da renderli indivisibili, imprescindibili. L’uno arricchisce e valorizza l’altro: Catania la sostanza; il mare l’anima. Un’altra convinzione, questa volta in parte personale, è che niente è come Catania e il mare d’inverno.

Catania nasce dal suo mare: lei è la sostanza, Lui l’anima…

La storia della nostra città è legata al mare che ne bagna le coste, come ogni città marinara, d’altronde. Proprio dalle acque di questo mare sorgono Catania e l’Etna: circa 700.000 anni fa, la Terra dell’Aci si risvegliò e la creazione ebbe inizio. La posizione di Catania è strategica, all’interno della mappatura del mediterraneo. Essa ha reso la città protagonista e vittima di conquiste straniere, sfruttamenti, liberazioni e riconquiste. Chi aveva potere su Catania, nel passato, aveva il dominio sul suo prezioso mare, lo Ionio e il Mediterraneo.

Eppure, si sa “il mare non si domina, è nomade, per questo motivo possiamo sentirci liberi in questo luogo, possiamo essere girovaghi felici” (T.Vittorio). Ed è proprio questa simbiosi tra Catania e il mare che ha visto partire milioni di esuli verso terre più vantaggiose, verso il futuro, perché qui di “passato” ci stavano morendo. Anche oggi Catania e il mare, che la circonda, sono protagonisti della storia contemporanea. Testimoni giornalieri della rotta nera dei barconi che vengono dall’Africa. Silenti comparse delle stragi di uomini. Catania e il mare diventano emblema di qualcosa che non è solo cibo, commercio, turismo. Diventano ora politica (esattamente come negli anni, più vicini a noi, delle Grandi Guerre e della Guerra Fredda), morte e ultima speranza.

Catania e il mare, storie di addi e di benvenuti

Una foto straziante di un addio tra un siciliano e una nave di emigranti verso le Americhe, anche questo è Catania e il mare (foto da amatesponde.it)

Solitudini di pescatori, pazienti e silenti, sostano lungo le coste del mare d’inverno

Il mare d’inverno fa paura a molti, eppure quello che si scatena qui, una volta che arriva la stagione invernale, è seduzione, conflitto, pensiero. Catania e il mare diventano scenografie di bellezze vecchie come il tempo, se mai il tempo avesse età. Pescare nel mare d’inverno è roba da professionisti, dotati di peschereccio, ma anche di piccoli cacciatori con lampare notturne. Per non parlare dei liberi professionisti della pesca: un must della nostra città.  Le coste, soprattutto in inverno, si riempiono di conquistatori di bottini marini. Il porto di Catania, ad esempio, attira molti pescatori. Se ci proverai anche tu, potrai tirar su calamari, qualche bella cernia, spigole, mormore. Anche il resto della costa vive questa folta coltre di abitanti; infatti, non poche volte sulla Scogliera di Catania, nei piccoli borghi marinari, a Capo Mulini, troviamo le solitudini di pescatori concentrati nel grigio dell’inverno.

Catania e il mare d’inverno invitano a scoprire cosa c’è sotto…

La ricchezza del mare della città di Catania è testimoniata dai fondali del golfo. Sono, infatti, ricchi di fauna e flora acquatica. Le immersioni nel mare d’inverno sono come aprire il sipario sulle radici di Catania. Le attività di diving della zona sono moltissime, se si è un turista appassionato, è doveroso venire qui, magari durante un freddo week-end di gennaio.

Catania e il mare nascondono una magia nei fondali

Catania e il mare sono detentrici, anche d’inverno, di una storia di fondali magici: questa in foto è la zona di AciCastello (foto da: zammumultimedia.it)

Ci sono le cosiddette “casce” di cemento di Santa Maria La Scala, habitat splendido per fauna e flora. Andando più avanti, verso Capo Mulini e Acitrezza, si troveranno gronghi, murene, salpe e branchi di cefali notturni. Colori armoniosamente eterogenei della flora e della fauna invertebrata, ricoprono il fondale scosceso, per le frequenti eruzioni laviche. Qui anche la cernia risiede indisturbata. Se, invece, in un pomeriggio di ottobre, vi capiterà di immergervi al largo di Ognina, vi troverete davanti ad una smisurata prateria di gorgonie, gialle e blu. Tutte disposte a ricoprire una scarpata dolcemente pendente. La bellezza dei fondali non è relegata solo ai sub professionisti, ma anche a chi vuol fare del semplice snorkeling. Il nostro mare d’inverno è piacevole e, se equipaggiati a dovere, il freddo è solo la sensazione iniziale.

La Playa di Catania d’inverno: possibilità di fermarsi e riflettere

La bellezza di Catania e il mare, che la bagna irregolare e mai uguale, non è una cosa che si spiega facilmente a chi non vive qui. Andare alla Playa di Catania d’inverno sembra spesso un privilegio. Il sole, nei pomeriggi, è pallido e il vento spesso è forte. Il mare d’inverno ammalia e deprime, attira e respinge. Forse non gode del consenso unanime che potrebbe avere un tramonto mozzafiato di metà estate, eppure, se vissuto, restituisce un bagaglio emozionale incredibile. Sulla spiaggia si formano piccole dune scoscese e al tatto la sabbia è umida, come fosse un prato ricoperto dalla rugiada. La riflessione è la parola chiave del mare d’inverno. Riflettere te stessa e tutte le tue incomprensioni.

Catania e il mare d’inverno diventano possibilità di fermarsi e riposare. Non è inusuale vedere cani e padroni correre e giocare. Amici di scuola ritrovarsi per uno spuntino e giovani coppie godere di un attimo di pace.

Chi di noi catanesi, almeno una volta nella propria vita, non ha fatto una cosa simile?

Catania e il mare d'inverno, Acitrezza e i Faraglioni

Catania e il mare, visuale di Acitrezza e i Faraglioni scossi dal mare d’inverno

Se ti trovi nella parte rocciosa della costa catanese, fra gli scogli ci saranno sicuramente delle pozze d’acqua, piccole piscine naturali, che intrappolano creaturine marine. Quando eravamo bambini giocavamo a ‘caccìamu l’aranci mari’ (cacciamo i granchi), saltellando da un scoglio all’altro. Ad Acitrezza, gemma rimasta antica seppur moderna, lo si fa ancora. Branchi di fanciulli con scarponcini e legnetti catturano granchi, per poi liberarli subito dopo. L’anima del mare a Catania è ovunque: la puoi sentire nei locali, conoscere nei musei, sotto agli archi, la puoi annusare nella pescheria e guardare nell’andare e venire di turisti e crociere.

Catania e il mare d’inverno sono un dono del caso, una coincidenza intrinseca di Madre Natura.

Una scoperta il mare e la sua Catania, che in realtà abbiamo ogni giorno davanti agli occhi. Il mare che ci toglie, come toglieva alle magre donne scure dei Malavoglia, che aspettavano al molo il ritorno dei loro cari. Un mare che ci dona, ci separa, ci avvicina. Una Catania che ne testimonia, in ogni istante, la necessaria ed indispensabile coesione. Perché Catania e u mari sono anche questo: mille prospettive diverse, che poi altro non sono che la Nostra Storia.

“Soltanto il mare gli brontolava la solita storia lì sotto, in mezzo ai faraglioni, perché il mare non ha paese nemmeno Lui, ed è di tutti quelli che lo sanno ascoltare.”

G. Verga- I Malavoglia

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Catania e il mare d’inverno: ‘a storia di ‘na cosa sula… ultima modifica: 2018-10-11T09:30:20+00:00 da Manuela de Quarto

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