I CATANESI RACCONTANO CATANIA

itCatania

MONUMENTI

L’Anfiteatro di Catania riprende vita con l’aiuto del virtuale

Lato dell'anfiteatro rivolto verso la Chiesa di Sant'Agata alla Fornace

L’Anfiteatro di Catania è in assoluto uno dei monumenti romani tra i più importanti che ci sono pervenuti.
Sinonimo di una immensa gloria passata che con il tempo è stato oggetto, suo malgrado, di mal gestione, scarsa restaurazione e cattiva fruizione.

L’inizio di un nuovo percorso

Per fortuna dal 2014 l’Anfiteatro di Catania è stato al centro di un’intensa attività di ricerca da parte dell’IBM (Istituto per i beni archeologici e monumentali).
All’interno del grande progetto d’archeologia “Open City” incentrato sulla città di Catania, si volevano “mappare” quanti più reperti archeologici possibili nel sottosuolo della città.
Sicuramente uno dei principali problemi che si trova a dover affrontare è quello della comunicazione, ovvero tentare di stabilire o ristabilire un “contatto perduto” con il contesto e gli abitanti del presente.

Creare quindi un linguaggio che possa essere quanto più comprensibile per la trasmissione delle conoscenze relative ai beni archeologici.
Purtroppo in merito alle fasi di conservazione e tutela, l’Anfiteatro di Catania vige in situazioni di grave disagio sia per gli addetti che per l’amministrazione.
Negli anni poco è stato compiuto riguardo le attività di restauro,  protezione e valorizzazione, con la maggior parte ancora impossibile da vivere e osservare. Nessuna indagine di restauro architettonico e ambientale, né di manutenzione ordinaria o tanto meno straordinaria.

Tentativi di valorizzazione dell’anfiteatro di Catania

Progressivamente, dal suo inutilizzo fino alla parziale riscoperta dalle fauci della terra, l’edificio è stato sempre più lasciato in uno stato d’abbandono. Dal 2014 l’Ibam si è voluto scontrare proprio con questa difficile e triste realtà, non conducendo costose campagne archeologiche ma interventi diretti e multidisciplinari.

Il fine è permettere una comprensione più approfondita dell’Anfiteatro di Catania, con l’obiettivo di stimolare la cittadinanza e restituire uno dei monumenti più iconici che possiede.
Senza intaccare il sottosuolo, gli edifici circostanti o l’anfiteatro stesso, si applicano metodi e tecnologie diagnostiche non invasive, facendosi guidare da ogni testimonianza utile, al fine di ottenere una rappresentazione della sua struttura iniziale.
A tale scopo inizialmente si impiega un laser scanner per rilevare tridimensionalmente tutta la struttura.

Sezione interna e percorribile dell'anfiteatro
Sezione interna e percorribile dell’Anfiteatro

Nella zona di Piazza Stesicoro (immediatamente antistante al monumento) si applicano tecniche di restituzione 3D, che hanno fornito ulteriori dettagli e riguardo la sua geometria originaria.
Infine si compiono delle accurate analisi geofisiche, quella elettromagnetica impulsiva, altrimenti detta “georadar” e la geoelettrica.
In tal modo si individuano diversi elementi con distinte proprietà fisiche rispetto al materiale circostante.

Un gigante che si risveglia e restituito alla cittadinanza

Modello virtuale di come doveva apparire l'anfiteatro con tutti i suoi elementi
Modello virtuale di come doveva apparire l’anfiteatro con tutti i suoi elementi

L’applicazione di queste metodologie sono state capaci di restituire un’immagine completa del sottosuolo e ricostruire completamente il monumento in via tridimensionale
Ottenute anche le forme originarie, la sua attuale estensione e conservazione al di sotto degli edifici moderni, che non sempre permettono indagini archeologiche complete. Così facendo abbiamo un preciso modello digitale.
Lo scopo del video quindi conclusione del progetto è far comprendere il valore dell’anfiteatro, tale da considerarlo pieno membro della vita culturale catanese.

L’Anfiteatro di Catania riprende vita con l’aiuto del virtuale ultima modifica: 2020-07-16T11:50:25+02:00 da Alfonso Lauria
To Top