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Aceddi cu’ l’ova, cuddura o pupi: storia e tradizione del dolce siciliano

Aceddi cu' l'ova, Pasticceria Testaì

Tempo di Resurrezione, di primavera e stagione della metamorfosi. La Pasqua per i siciliani è mistero della loro stessa esistenza. Storie, tradizioni e ricordi si intrecciano per evocare immagini dal passato. La memoria riaffiora e ritorna a quell’atto poetico che ritraeva le nonne intente a impastare gli antenati delle uova pasquale, gli Aceddi cu’ l’ova. Un dolce preparato durante la Settimana Santa e poi regalato alle persone care.

Aceddi cu’ l’ova: storia e tradizione

La Pasqua, come in un racconto dell’Opera dei Pupi, mescola il dolore, il trionfo, la passione, la morte e la Resurrezione. Nella lotta tra bene e male, il siciliano si pone non più da spettatore, ma veste i panni dell’attore. La festività, più di ogni altra, infatti, ha sempre suscitato un’intensa partecipazione popolare in tutta l’isola. La cuddura, ricetta pasquale per eccellenza a Catania (insieme alla Cassata siciliana e all’Agnello pasquale di pasta reale), attinge alla tradizione contadina e affonda le radici nella cristianità bizantina. Il termine cuddura deriva dal greco κολλύρα (kollura) e designa una pagnotta di forma circolare.

Aceddu cu' l'ova a forma di cuore
Cuddura a forma di cuore

L’aceddu (uccello), in chiave cristiana, simboleggia la colomba, il segno di pace. A tale proposito è bene ricordare il diluvio universale nella narrazione biblica in cui Noè fece uscire dall’arca una colomba e che, alla fine, tornò da lui con un ramoscello d’ulivo; segno tangibile della riconciliazione con Dio. L’aceddu, ancora, si accosta anche ai simboli pagani e con l’uovo restituisce un’immagine legata alla fertilità. L’uccello rappresenta la parte maschile e l’uovo quella femminile. In passato, infatti, in alcune zone della Sicilia veniva regalato da parte delle ragazze ai propri fidanzati. Alle femmine, piuttosto, veniva elargito in una forma diversa, come ad esempio un cestino o una borsetta. Oggigiorno la tradizione è stata rivalutata e arricchita di rivisitazioni a patto che le uova, però, siano sempre dispari.

Ingredienti e preparazione

Ingredienti per l’impasto: 600 gr di farina. 200 gr di zucchero. 200 gr di strutto o di burro o in alternativa di margarina. 5 uova medie. 1 bustina di lievito per dolci. 1 scorza di limone grattugiata. Qualche cucchiaino di estratto di vaniglia o una bustina di vanillina.
Ingredienti per la decorazione: Uova sode (quante volete purché siano dispari). Codette colorate. Un uovo per spennellare.
Per la glassa, invece: 1 albume. 10-12 cucchiai di zucchero. Succo di limone, 1 o 2 cucchiai.

Aceddu cu' l'ova, varie forme
Varie forme di cuddura – Foto di Sebastian Ferri

Preparazione: mescolate la farina con lo zucchero e il lievito setacciato. Aggiungete il burro ammorbidito (o strutto o margarina) e la scorza grattugiata del limone. Unite le uova al composto e impastate. Cercate di ottenere una consistenza morbida. Modellate la cuddura, l’aceddu o la forma che più preferite direttamente sulla carta forno. Posizionate l’uovo o le uova col guscio sulla forma da voi realizzata e bloccate il tutto con i ritagli di impasto formando una sorta di croce. Spennellate la cuddura con l’uovo sbattuto e applicate le vostre codette. Infornate a 180°-200° per circa 35-40 minuti fino a doratura. Se invece volete glassare, mettete la cuddura o l’aceddu in forno senza spennellare l’uovo. In questo caso, per fare la glassa: montate a neve un bianco d’uovo. Aggiungete lentamente 10-12 cucchiai di zucchero semolato; un cucchiaio alla volta e continuate a utilizzare lo sbattitore. Aggiungete uno o due cucchiai di succo di limone continuando a sbattere. Il composto deve risultare denso. Nel frattempo, trascorsi i 35-40 minuti, sfornate la cuddura e ricopritela con la glassa appena preparata. Aggiungete le codette, lasciate raffreddare e servite il vostro dolce pasquale.

Immagine di copertina: Pasticceria Testaì.

Aceddi cu’ l’ova, cuddura o pupi: storia e tradizione del dolce siciliano ultima modifica: 2020-04-08T14:07:38+02:00 da Cristina Gatto
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