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Anguria: dalla piana alla tavola catanese con qualche curiosità

Anguria: una bella fetta fresca - Foto: Pixabay

Anguria o cocomero che dir si voglia, questo è il frutto re indiscusso delle estati catanesi. Buono da gustare e molto dissetante per l’elevata concentrazione di acqua che lo compone, circa il 95% d’acqua presente.
La Sicilia è una delle prime regione d’Italia per la produzione di anguria. L’origine è africana, pare che siano stati gli egiziani ad iniziare la coltivazione di questo frutto. Ancora una volta ritorna il legame tra Egitto e Catania che si manifesta anche nel settore alimentare.
A Catania ci sono interi e sterminati campi dedicati a questa coltivazione nella zona della Piana fino al Ramacchese.

Anguria: un raccolto - Foto: Pixabay
Anguria: cocomeri appena raccolti ed accatastati – Foto: Pixabay

La tradizione del Muluni a mari

Se c’è una tradizione molto antica a Catania è quella del Muluni a mare. Immaginate di tornare indietro nel tempo, quando ancora non c’erano le borse frigo da portare in spiaggia. Così secondo una vecchia tradizione, il melone si raffreddava direttamente in spiaggia. La mattina si andava alla Playa e venivano scavate delle grosse buche direttamente sulla battigia. L’anguria era letteralmente sepolta lasciando solo il “piripicchio” all’aria aperta per poterlo individuare e rinfrescare il frutto già sul posto. Le onde del mare facevano il resto. All’ora di pranzo, subito dopo il pasto, il melone veniva tirato fuori e consumato fresco. Qualcuno usava spremere sulle varie fette un pò di succo di limone per aumentarne la capacità dissetante.

La bussata sull’Anguria per riconoscere quelle buone

Un’altra tradizione che lega Catania all’anguria è la così dettà “Bussata“, infatti per riconoscere un buon frutto è necessario battere le nocche delle mani sulla buccia.  Il grado di maturazione viene decretato da quanto più profonda e sorda risulta essere la risonanza creata dal tocco magico dell’esperto di angurie. Si tratta di un’usanza talmente diffusa in città che a volte i fruttivendoli espongono cartelli molto simpatici. Uno tipico è “E’ inutile bussare, tanto non vi apre nessuno“.
Spesso le angurie sono vendute in furgoncini per strada, o sulla famosa “Lapa“, gli storici veicoli commerciali della fiat, ormai poco usati, ma tipici per la vendita di frutta, ortaggi e gelati on the road.

Lapa dei gelati- Foto: Cavaleri Francesca Agata
La celebre lapa dei gelati – Foto: Cavaleri Francesca Agata

Un consiglio dei saggi: guardare anche il piripicchio

Un altro metodo per riconoscere la buona anguria è il “piripicchio“. Quella pretuberanza che per molti è insignificante, invece dice molto sul grado di maturazione del frutto. Infatti se è troppo verde significa che l’anguria è ancora acerba e poco dolce. Una “coda” marrone e legnosa invece è indice di buona maturazione.
L’anguria è un frutto prettamente estivo, molto usato anche nella preparazione di marmellate, rosoli, gelato e granite. A Catania non è estate se non si gusta una bella fetta di anguria, in riva, al mare soprattutto nei giorni più caldi. Ma stati attenti a camminare sulla battigia, nessuno vi assicura che non ci sia qualcuno che abbia messo un bel cocomero a rinfrescare!

Anguria: dalla piana alla tavola catanese con qualche curiosità ultima modifica: 2021-08-24T11:46:52+02:00 da Cavaleri Francesca

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