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INTERVISTE

“Tutti poeti i bambini brioscia” di Lina Maria Ugolini: la poesia come strumento di riscatto

Copertina Tutti poeti i bambini brioscia di Lina Maria Ugolini

Il libro della scrittrice Lina Maria UgoliniTutti poeti i bambini brioscia” racconta, attraverso le rime poetiche, una parte di giovani adolescenti spesso invisibili. Sono quelli che subiscono le angherie dei compagni più forti e “sperti” ritrovandosi poi soli con se stessi. La loro mente, però, è aperta al mondo e alla socialità: sono riflessivi, sorridenti e, specialmente, col tempo riescono a perdonare il bullo di turno che li ha presi di mira.

Abbiamo intervistato l’autrice del libro. Ritrovatasi a percorrere le vie di Librino, ha conosciuto associazioni e bambini, tra cui, appunto, delle morbide “brioscie”.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

La scrittura per me arriva sempre da una necessità connessa alla vita, dal momento in cui la vita ti scuote, illumina un’immagine, rivela il vero e al contempo l’indicibile. Sono andata in periferia portando le mie storie ai bambini di alcune scuole, storie di musica e poesia. Alcuni di loro hanno colpito la mia immaginazione, per uno sguardo, un sorriso. La composizione del libro è nata di getto, per non dimenticare, per conservare ricordi preziosi. La poesia è volontà, invenzione di parole che vibrano.

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Street art a Librino. Foto di: Missuale is licensed under CC BY-SA 2.0.

Chi sono i “bambini brioscia” e perché è importante parlare di loro?

Sono quei bambini che subiscono i comandi dei più “sperti”, bambini accomodanti, miti, con i quali è necessario parlare. Quelli che alla ricreazione mangiano seduti, bambini non agili, grassottelli, morbidi come una brioscia. La brioscia con il tuppo rappresenta in questo libro il «materno della mollica». La mollica per me è lievito di poesia nel momento in cui stabilisce un contatto intimo, tattile, con chi se ne nutre. A Librino ho conosciuto e incontrato il bambino che ha schiuso la mia immaginazione. Era un pacioccone, mi sorrideva e sapeva fare le rime. Così ho inventato altri bambini come lui, segnati da un destino triste e da un dono, una possibilità di riscatto.

Può la poesia riempire i vuoti d’animo dati da vessazioni e insulti che i bambini brioscia subiscono?

Questi bambini hanno imparato a fare le rime. Le rime semplici portano il sorriso, ogni rima di questo libro nasconde un incanto e un disincanto. Scrive Umberto Saba in Amai: «M’incantò la rima fiore amore, la più antica, difficile del mondo.» Un bambino che sorride per le rime gioca da bambino. Purtroppo in periferia ho visto bambini “con facce di pugno”, privati della loro infanzia, bambine già donne.

Tutte le periferie del mondo, tra cui anche Librino, vive costantemente in un oblio difficile da colmare. Secondo lei, cosa servirebbe a un quartiere come questo?

Prima di tutto offrire la corretta prospettiva di un giusto lavoro, la possibilità di studiare. In periferia si va per essere d’esempio perseguendo come afferma Antonio Presti una volontà Epica. L’Epica si nutre di gesti indomiti, battaglie tenaci, sogni, orizzonti. Concludo la domanda con una poesia:

I fili d’erba

Sono fili d’erba gli artisti

il vento li piega in inchini

sono fili che non si spezzano

nessuna mano potrà mai estirpare.

Usano pennelli come giavellotti

la creta per modellare muri e ponti

con la carta liberano nel cielo aquiloni

con la musica allontanano gli spari.

Nei giorni ogni filo calpestato

si sorregge e torna eretto

viva è la tenacia

l’epica di gesta quotidiane

di semi e vento nutrita

in ottave immaginarie.

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Una delle opere della nuova Porta delle Farfalle presente a Librino, realizzata da Antonio Presti. Foto di: F.conti90 is licensed under CC BY-SA 4.0.

Una delle associazioni operanti a Librino è Musicainsieme. Come è stato collaborare e incontrare i ragazzi del quartiere?

Musicainsieme offre ai ragazzi di Librino la possibilità di un futuro diverso. Lo studio di uno strumento può trasformarsi in un lavoro meraviglioso. Alcuni ragazzi di Musicainsieme sono entrati in Conservatorio, suonano in prestigiose orchestre. Fare parte di un’orchestra abbatte qualunque barriera, unisce, arricchisce. Sono stata contagiata dalla forza gioiosa di Loredana Caltabiano, di Valentina Caiolo, di Alessandra Toscano, dei mastri di strumento. Ringrazio tutti loro per la tenace armonia. La musica come scrive Daniel Barenboim sveglia il tempo, desta dal torpore, trasforma. Sorretta dalla poesia addita la Speranza.

Inoltre ha conosciuto Antonio Presti, Mecenate presente a Librino da oltre 20 anni. Quali spunti di riflessione le ha dato per il suo libro?

Antonio Presti mi ha dedicato una poesia che le editrici della Nous hanno inserito ad apertura del libro: Sono qui per stupirmi. Lo stupore per Presti conduce all’unità, nel momento in cui ci stupiamo riconosciamo parte di noi in ciò che produce meraviglia. Con le opere collettive promosse da Fiumara d’Arte Antonio Presti dona agli occhi di chi abita nel quartiere la possibilità di provare tale sentimento. A Librino la “Porta della Bellezza” è un valico che stupisce. Lo stupore per me contiene un’altra accezione, alimenta un’eterna condizioni d’innocenza, di candore di cuore. Bianca la pagina riceve la scrittura.

Dove è possibile acquistare il libro “Tutti poeti i bambini brioscia”.

A Catania si trova in tutte le librerie e naturalmente può essere ordinato online.

“Tutti poeti i bambini brioscia” di Lina Maria Ugolini: la poesia come strumento di riscatto ultima modifica: 2024-04-06T18:51:35+02:00 da Valentina Friscia

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