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Quando la linea 27 fu divisa: il racconto dell’autobus rosa

L'autobus rosa a Catania. Fonte foto: Milocca Milena Libera

Dopo avervi raccontato la leggenda del cavallo del vescovo e spiegato da dove proviene il nome “Catania”, oggi narreremo una storia che ha dell’incredibile.

Divenuto famoso per la sua strana apparizione, oggi ricordiamo la vicenda dell’autobus rosa con una certa ilarità. Ma andiamo con ordine.

Dall’autobus “dei sogni” all’autobus “rosa”: l’antefatto

Era l’autunno del 1960 e tutte le mattine gli operai e le operaie che lavoravano nella zona industriale di Catania si servivano dell’autobus (la linea 27) per recarsi sul posto di lavoro. Fra un capolinea e l’altro la ressa all’interno dell’autobus della SCAT (l’azienda che gestiva i trasporti urbani nel catanese) iniziava a diventare insostenibile. Molti “baldi giovanotti” approfittavano della confusione per scambiare tenerezze con le ragazze presenti, cosa che ha infastidito qualcuno (probabilmente un “fidanzato geloso”) tanto da chiedere l’intervento della polizia. Non tutti, infatti, volevano fare solo due chiacchere: molte ragazze si trovavano ad affrontare molestatori e disturbatori che giornalmente tentavano di corteggiarle. Ogni tanto, infatti, all’interno della linea 27 qualche ragazza iniziava a strillare per rimproverare il “cascamorto” di turno, intimandolo di non disturbarla più.

Quando a Piazza Duomo passavano gli autobus e la tranvia. Fonte foto: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=328448

Quando a Piazza Duomo transitavano gli autobus e il filobus. Fonte foto: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=328448

La “Concettina” degli anni ’60: l’autobus per sole donne

Fu per questo motivo che, dall’oggi a domani, la linea 27 fu divisa per sessi: l’autobus rosa per sole donne e la linea normale per soli uomini. Così, quando gli operai della zona industriale si stavano apprestando a prendere il 27 al capolinea di piazza Duomo per andare al lavoro, un agente di polizia bloccò l’ingresso della vettura. “le donne possono salire per prendere posto, ha affermato un brigadiere, gli uomini sono pregati di attendere l’arrivo dell’altra vettura. A momenti sarà qui, oggi viaggerete separati”, ha raccontato il siciliano Franco Sampognaro. La folla, incredula da ciò che stava accadendo, sperò che fosse un provvedimento momentaneo. Invece nei giorni a seguire si ripeté la stessa scena: polizia al capolinea, uomini da una parte e donne dall’altra, separazione forzata. Qualcuno iniziò a protestare contro il provvedimento: “perché ci separate? Io e Maria siamo fidanzati e fra due mesi ci sposeremo! Abbiamo diritto di stare insieme.” Ma le guardie, inflessibili, affermarono che stavano facendo il loro lavoro.

Così l’autobus “dei sogni” non esisteva più, al suo posto vi era un “autobus di punizione”. Le due vetture, ironicamente soprannominate “Concettina” il bus per sole donne e l’autobus “coi baffi” quello per gli uomini, facevano lo stesso percorso: partivano entrambe dal capolinea di Piazza Duomo ed entrambe accompagnavano gli impiegati della zona industriale a lavoro. L’unica differenza era che alla partenza gli agenti di polizia controllavano se su “Concettina” non ci fossero “clandestini”, ossia uomini, che cercavano di intrufolarsi nella vettura “rosa”.

Acicastello Informa

Piazza Duomo. Fonte foto: AcicastelloInforma

La Catania (bigotta) che fece scalpore: l’autobus rosa raccontato dai quotidiani stranieri

Ma chi aveva avuto quell’idea stramba? “Il direttore dell’azienda disse che non era stato lui: La questura spedì una lettera ai giornali e si tirò fuori anch’essa. Il fatto divenne ancor più curioso per questo scarico di responsabilità”. Dopo qualche mese la linea 27 venne ripristinata: le ragazze non furono più sole e gli uomini poterono di nuovo addentrarsi in timidi flirt.

La notizia dell’autobus rosa a Catania fece scalpore in tutto il mondo. Non solo i giornali italiani, ma anche quelli stranieri raccontarono la vicenda catanese. “Sicilianos Fogosos” intitolerà un giornale argentino: “Erano così tanto gentili con le donne che salivano nei bus ed ora hanno istituito un servizio per sole donne!”. “I maschi catanesi son troppo intraprendenti!”, dichiarerà un giornale francese.

Quella dell’autobus rosa è una strana storia che oggi fa sorridere. Ma Catania è stata tristemente protagonista di una grave manifestazione di bigottismo: da quando in qua i mezzi pubblici vengono divisi per sesso? È stata sicuramente una delle poche volte (se non l’unica) che un servizio pubblico dei giorni nostri venisse scisso in modo da tenere lontani uomini e donne. Un evento che ricorderanno in pochi, ma che ha reso Catania famosa in tutto il mondo.

Fonte immagine di copertina: https://milocca.wordpress.com/2010/12/31/i-siciliani-focosi-di-60-anni-fa/

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Quando la linea 27 fu divisa: il racconto dell’autobus rosa ultima modifica: 2018-05-02T10:39:43+00:00 da Valentina Friscia

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